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Ecco 10 film per spiegare e comprendere la Disabilità

La disabilità a scuola è un tema molto importante, che dovrebbe essere trattato sin dalle prime classi della scuola primaria.

Senza dubbio, tantissimi docenti, sia curriculari che di sostegno, prendono iniziativa di tanto in tanto, cercando di spiegare la disabilità ai bambini, in modo che possano affrontarla coscientemente nella vita, senza pregiudizi e con molta sensibilità.

Per sensibilizzare gli studenti, sia alle elementari che nei gradi successivi, gli strumenti non mancano, specie in quelle classi dove non vi sono alunni diversamente abili e quindi gli studenti non hanno molta familiarità con il tema.

Fra questi strumenti, senza dubbio il cinema può diventare un grande alleato.

 

Ad esempio, il sito Didattica Persuasiva suggerisce 10 film per spiegare agli alunni la disabilità:

1) La Teoria del tutto di James Mar

 

2) Iosono Mateusz di Maciej Pieprzyca

 

3) Stelle sulla terra di Aamir Khan

 

4) Quasi amici di Olivier Nakache e Éric Toledano

 

5) Il discorso del re di Tom Hooper

 

6) Mi chiamo Sam di Jessie Nelson

 

7) Adam di Max Mayer

 

8) Il mio piede sinistro di Jim Sheridan

 

9) L’ottavo giorno di Jaco Van Dormael

 

10) Forrest Gump di Robert Zemeckis

 

E voi? Li avete visti tutti questi splendidi film? Quali aggiungereste alla nostra lista?

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Torinese l’invenzione che permette ai disabili di vedere delle opere d’arte

E’ Made in Italy Espositore for All, il primo espositore al mondo destinato a rivoluzionare la fruizione museale per tutte le persone che vivono la disabilità. A metterlo a punto la startup torinese New Planet 3D che ha realizzato il prototipo, in mostra alla Reggia di Venaria fino al 31 Dicembre 2017, ed è già pronta a commercializzare il primo modello.

Approccio tattile guidato, descrizioni in 9 lingue e filmati in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e Segni Internazionali, azzeramento di tutte le barriere, monitor, scrittura adattata con caratteri ad alta leggibilità.

Espositore For All è progettato da New Planet 3D per rendere fruibile qualsiasi opera d’arte o
reperto storico anche alle persone con disabilità visiva, uditiva, motoria e cognitiva. Debutta alla
Reggia di Venaria con una riproduzione del Busto di Diana, vero e proprio simbolo della dimora Sabauda.

Il superamento delle barriere architettoniche, cognitive e sensoriali rappresenta una delle sfide più importanti per la cultura del nuovo millennio. L’accessibilità fisica, sensoriale e culturale sono requisiti imprescindibili per rendere pienamente fruibili a tutti i luoghi della cultura ed Espositore For All rappresenta uno strumento innovativo per il superamento delle barriere.

La start up è partita dall’esperienza maturata da Dario Suppa e dal suo team nel campo della stampa 3D per progettare uno strumento innovativo al servizio della disabilità.
“La fase di creazione è stata lunga – spiega Dario Suppa di New Planet 3D– ed è stata possibile con la collaborazione di 6 associazioni e istituzioni (Unione Italiana dei Ciechi ed Ipovedenti, Istituto dei Sordi, CPD, Isitt, Torino+Cultura Accessibile e Tactile Vision Onlus) che si occupano di disabilità e di molte aziende del territorio”.

Grazie alla nuova tecnologia 3D è oggi possibile riprodurre perfettamente qualsiasi oggetto, permettendo di realizzare una copia identica, nelle dimensioni reali o in scala, senza esporre l’opera autentica ad usura o danni. Sfruttando questa tecnologia l’espositore è progettato per rendere fruibile qualsiasi opera d’arte anche alle persone con disabilità visiva, uditiva, motoria e cognitiva.

Si tratta di una struttura agile e di semplice montaggio costituita da un ripiano sul quale viene posto l’oggetto riprodotto, da un sistema audio unidirezionale (per dare modo alle persone con disabilità visiva di ascoltare la descrizione ed i contenuti inerenti l’oggetto che stanno toccando senza disturbare gli altri visitatori), da un sistema video (che consente di trasmettere i contenuti alle persone con disabilita uditiva e cognitiva, grazie a filmati LIS, ai sottotitoli in scrittura adattata con font ad alta leggibilità e volendo con filmati d’animazione opportunamente realizzati).

L’esperienza tattile è emotivamente più coinvolgente per tutti i visitatori, l’espositore e accessibile anche alle persone con disabilità motoria ed ai bambini durante le visite didattiche.

 

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L’approccio con le differenti disabilita’

  • Disabilità visiva. L’approccio tattile è guidato da un commento vocale unidirezionale per non disturbare gli altri visitatori. Inserimento dei contenuti tradotti fino a 9 lingue
  • Disabilità uditiva. Descrizione del reperto o manufatto artistico avviene tramite filmati in LIS.
    Opzione: Segni Internazionali
  • Disabilità motoria. Il design della struttura consente di posizionarsi al desk ottenendo la massima fruizione del reperto
  • Disabilità cognitiva. È garantita dalla traduzione in scrittura adattata con caratteri ad alta leggibilità che viene visualizzata sul monitor.
  • Didattica e ricerca. L’esperienza tattile è la più emotiva e coinvolgente per i giovani studenti in visita didattica. La possibilità di analizzare nei minimi particolari i reperti e di scaricare, grazie ad un QR Code, tutti i contenuti disponibili, agevola indubbiamente il lavoro degli educatori. Tramite lo stesso QR Code è possibile scaricare i file voce e i video in LIS.

 

Espositore For All è un progetto di inclusione sociale ed avendo rispettato le disposizioni Onu in materia di accessibilità universale può fregiarsi del logo per l’accessibilità universale dell’Onu, secondo il protocollo sui Diritti delle Persone con Disabilità che riconosce alle persone con disabilità il diritto a prendere parte con gli altri alla vita culturale.

Espositore For All, sarà prodotto nel capoluogo piemontese e messo in vendita dal 2018 in tutto il mondo, a partire da Europa e Stati Uniti, con l´obiettivo di rappresentare uno strumento per la fruizione delle opere d’arte alle persone con diverse tipologie di disabilità.

“L’arte – dichiara Dario Suppa – in tutte le sue manifestazioni è un linguaggio e quindi una forma di comunicazione. Come atto comunicativo deve essere accessibile e fruibile da tutti. L’accessibilità di un museo e di qualsiasi luogo di cultura non si misura solo dall’assenza delle barriere architettoniche o sensoriali”.

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Natura senza barriere, una montagna accessibile a tutti

La torrida estate del 2017 è appena agli inizia e sono tante le persone con disabilità che sono alla ricerca di una temperatura più fresca rispetto a quella cittadina, non sacrificando lo svolgimento di tante interessanti e stimolanti attività.

Accanto a chi desidera trascorrere le proprie vacanze in riva al mare, immergendosi in acque cristalline, infatti, c’è anche chi considera più rigenerante l’atmosfera montana ed ama ad esempio darsi all’escursionismo.

Per rendere maggiormente inclusivo questo tipo di esperienza, FederTrek Escursionismo e Ambiente ha scelto di proporre per il secondo anno consecutivo Natura Senza Barriere, evento che consiste in un’intera giornata dedicata all’escursionismo condiviso, reso totalmente accessibile.

L’edizione 2017 si terrà il prossimo 9 luglio e per questo gli organizzatori al momento stanno invitando le associazioni e gli enti che gestiscono le aree protette a dare la loro adesione all’iniziativa, in modo da consentire questa opportunità a più persone possibili in maniera capillare sul territorio nazionale.

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Ad agosto, il secondo raduno di Joëlette

Al momento sono più di 10 le organizzazioni che hanno dato il proprio assenso, due su tutte il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e l’Associazione Ti aiuto io di Candelo, in provincia di Biella.

La procedura da seguire per i soggetti interessati è quella di proporre un programma che si sviluppi lungo un arco di tempo di una o più giornate e preveda un’uscita in un ambiente naturale alla quale possano prendere parte anche persone disabili.

Il compito di FederTrek è quello di raccogliere le varie proposte e renderle note in maniera chiara al target di riferimento.

Da ricordare, inoltre, che il 26 e il 27 agosto si terrà a Lama dei Peligni, piccolo comune in provincia di Chieti, il secondo Raduno Nazionale di Joëlette. In questo contesto, l’attenzione sarà focalizzata sulla speciale carrozzina creata dall’alpinista francese Joël Claudel, che consente il trasporto di persone con disabilità lungo i sentieri montani e dunque la possibilità di effettuare percorsi che in caso contrario risulterebbero inaccessibili.

La manifestazione ha come organizzatore principale ASD Majella Sporting Team e ha lo scopo di promuovere il più possibile le chances fornite dalla Joëlette, in modo che la bellezza della montagna possa essere goduta da tutti, superando ogni tipo di barriera.

Di seguito pubblichiamo il video girato durante l’edizione 2016 dell’iniziativa.

Pronti a partecipare?

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L’Incontrario, la bottega dei diversamente abili

Nasce nel cuore di Pistoia (in via Pacini) L’Incontrario, una bottega d’arte con oggetti artistici e creativi realizzati da talentuosi ragazzi diversamente abili.

Creazioni in ceramica, legno, pittura e molti altri materiali, progettazione grafiche che vanno dalle borse, ai quaderni, ai calendari, alle spille, realizzate dagli artigiani sotto la guida di alcuni artisti ovvero Consuelo Capecchi (pittrice e decoratrice), Giovanni Maffucci (esperto di Ceramica Preistorica e pittura con il fuoco), Eleonora Spezi (scenografa e marionettista) e Antonella Carrara (graphic designer, artigiana e fotografa).

L’associazione è stata creata per favorire l’integrazione lavorativa e inclusione sociale di persone con disabilità e dalla collaborazione con la cooperativa sociale Gli Altri ha dato origine alla bottega, sostenuta dalla Fondazione Un raggio di Luce Onlus e nella fase di avvio anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

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“L’Incontrario – hanno spiegato i responsabili – è soprattutto una storia che racconta del desiderio di unire un progetto culturale ad uno sociale, creando lavoro per persone dalla difficile collocazione professionale. Molti ragazzi diversamente abili spesso si formano in licei artistici ed istituti d’arte per un’istintiva facilità di espressione.

Il mercato del lavoro, soprattutto nell’ambito delle arti visive non è spesso capace di impiegare giovani creativi, ancor meno se non normodotati: da qui l’idea di dare vita a un progetto che sia in grado di gestire l’opera di giovani capaci e pieni di idee.

logoLa storia inizia non a caso nell’anno in cui Pistoia è capitale Italiana della cultura (per dire che di cultura si può anche “vivere”), di come possa essere talvolta la maniera migliore per farlo, di economie legate ad un settore nodale per l’Italia e della capacità di mediare, creando un territorio comune fra persone apparentemente diverse”.

Il centro prevede il libero accesso per quanti si vogliono iscrivere al corso settimanale (il lunedì dalle 16,30 alle 19) ed è aperto per la creazione e la vendita il lunedì e il mercoledì dalle 16,30 alle 19, il martedì e il giovedì dalle 9,30 alle 12,30 e il sabato, solo per la vendita dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19,30.

Da poco e’ online anche il sito ufficiale della bottega, dove e’ possibile visionare lo spazio e le ultime iniziative artistiche. Che ne dite di dare un’occhiata?

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Casa Ilaria: l’oasi spirituale per bimbi e adulti disabili

Un posto di antica spiritualità, su uno splendido poggio che guarrda sulla Valdera.

Casa Ilaria, situata sulle colline di Montefoscoli nel comune di Palaia, sta prendendo forma. Il primo passo è stato il restauro della cappella dedicata alla religiosa di Pontedera, suor Ilaria Meoli, tragicamente scomparsa in un incidente stradale avvenuto in Africa dieci anni fa.

Un grande progetto che l’associazione di volontariato Noi per l’Africa onlus sta realizzando con incredibile entusiasmo, in memoria della suora che tanto ha fatto per il sociale anche nella sua terra d’origine.

 

Il Progetto Casa Ilaria

IlariaNello storico Podere de La Badia di Carigi nascerà una casa di accoglienza, ospitalità e spiritualità dove si realizzerà un progetto riabilitativo e di inserimento lavorativo e occupazionale, nell’ambito sociale, turistico, culturale e spirituale per le persone con problemi di disabilità fisica, psichica e sensoriale e per le loro famiglie.

Sara’ necessario un ingente investimento, ma è destinato ad avere anche una ricaduta occupazionale, per almeno dodici persone, quando sarà completato in tutte le sue parti. Nel Podere La Badia ci sono un edificio principale, su due piani, completato da una caratteristica colombaia, due edifici secondari e una cappella, quest’ultima appena tornata a nuova vita e restaurata anche con il contributo del cardinale Lorenzo Baldisseri.

«Abbiamo scelto questo luogo perché ha un significato preciso e una antica spiritualità – spiega la presidente dell’associazione, Laura Capantini – La Badia prende il nome da un antico convento di monaci, che si insediarono e vi svolsero le proprie attività fino al 1200». Un luogo speciale, capisci che è così fin dal primo sguardo. Immerso nella tranquillità del verde.

Casa Ilaria (800 metri quadrati di edifici e 12 ettari di terreni) aprirà le sue porte a tutti. Vi troveranno accoglienza bambini e adulti con disabilità fisica, psichica e sensoriale e con problemi di salute mentale, famiglie con figli disabili che vivono in condizioni di povertà e marginalità, persone che intendono vivere un’esperienza di soggiorno turistico e vacanza in una situazione di e spiritualità. «È stata progettata perché possa essere accessibile, in ogni suo spazio anche ai disabili», spiega Capantini.

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La struttura

Nell’edificio principale, al primo piano, saranno realizzate 8 residenze. All’esterno, nell’annesso più grande, saranno ricavati 2 appartamenti: la progettazione è degli architetti Maurizio Andruetto e Monica Deri.

«Negli annessi collegati al fabbricato principale troverà posto il forno per la cottura del pane e di altri cibi, ci saranno l’essiccatoio per la pasta e altri laboratori per la preparazione di marmellate, conserve e altri prodotti che abbisognano di trasformazione», è spiegato dai progettisti che hanno pubblicato su internet le varie fasi dell’intervento. Il progetto prevede anche una serra d’inverno e un laboratorio delle arti; locali per il ricovero cavalli e animali da cortile; vasca-piscina per idroterapia.

Quando la Casa sarà ultimata saranno almeno venti i volontari che potranno dedicare il loro tempo a queste attività. L’associazione farà in modo che almeno il 60% del personale occupato provenga dalla Valdera. Gli ospiti di Casa Ilaria troveranno servizi di ristorazione, ma anche culturali. In questo centro saranno organizzate attività di formazione e turistiche.

LIFE vi segnala il sito ufficiale del progetto, dove potrete seguire passo passo la crescita di questa magnifica iniziativa: www.casailaria.it

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Nasce in Toscana la prima sartoria gestita da personale disabile

Apre un Firenze la prima sartoria, ampie ben 270 metri quadrati, in cui opereranno oltre 20 persone, la metà delle quali disabili e con fragilità, che lavoreranno grazie a inserimenti professionali socio-terapeutici.

Il laboratorio sartoriale si chiama Flo Mani facturing e sorge a due passi dal centro storico. Un vero e proprio progetto 2.0 del social business che nasce grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Unicoop Firenze (che ha messo a disposizione a condizioni agevolate i locali della sartoria e con cui Flo collabora attraverso il Progetto Tum Tum), Fondazione Carlo Marchi e con il sostegno di Sime Telecomunicazioni spa.

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Flo Mani facturing trova la sua collocazione ideale in un grande open space in via Cimabue (il cui restyling d’interni è stato affidato a Stefano Giannetti dello studio d’architettura Ikare) all’interno del quale lavora una squadra composta dalla giovane fashion designer Viola Collini, dal sarto professionista Marco Silvestris, e da una rete di collaboratrici e volontarie, affiancate da ragazzi arrivati a Flo come inserimenti socio-terapeutici.

La sartoria era un sogno nel cassetto, che le socie fondatrici di Flo – Elisabetta Renzoni, Guia Michelagnoli e Maria Serena Asso – portavano con sé fin dal 2011, anno che segna l’inizio della storia imprenditoriale della cooperativa sociale Flo, un modello di business vincente fondato su un piccolo paradosso: lavoro inclusivo e prodotti esclusivi.

Il nome scelto per la nuova sartoria racchiude proprio il senso di tutto il progetto ossia che un prodotto di elevata qualità passi dal talento, e soprattutto dal lavoro e dalle mani delle persone.

“Ciò che ci ha sempre unite – spiega Elisabetta Renzoni – è la forte convinzione che grazie al lavoro si possa restituire dignità alle persone. È per questo che ci siamo sempre impegnate, nel nostro piccolo, a dare un ruolo, un valore, un’occupazione a chi si riaffaccia al mercato del lavoro, nonostante le difficoltà di un momento o della vita”.

 

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Ferruccia, ovvero la casa domotica contro la disabilità

“Ci sono voluti 15 anni, ma ora posso essere più indipendente“. Lo dice quasi commuovendosi Elisa, quasi la sua fosse una vittoria nella grande partita della vita.

«L’impianto domotico ha cambiato completamente la mia esistenza. Una grande conquista che mi ha reso indipendente e mi ha permesso di avere il pieno controllo della casa»

Sono queste le parole di Elisa Mannelli, una ragazza di quasi trent’anni, che ha riscoperto la voglia di prendere in mano la propria vita e condividerla con le persone che le stanno accanto.

 

La storia di Elisa

Quella di Elisa è una storia a lieto fine, nella quale determinazione e tenacia hanno vinto su tutto il resto. Si tratta della prima abitazione studiata appositamente per agevolare le persone disabili e renderle più indipendenti.

È un impianto che consente di accendere e spengere la luce, il gas, aprire e chiudere le porte ed avere il totale controllo della propria abitazione, e tutto questo premendo un semplice pulsante e restando seduti. Una novità adottata proprio per facilitare la vita di persone disabili.

«Abbiamo impiegato quindici lunghi anni per ottenere i permessi necessari alla realizzazione di tutto ciò – ha dichiarato Elisa – e grazie ai miei genitori ho lottato per poter migliorare il mio stile di vita. Adesso posso fare tantissime cose da sola, senza dover gravare sugli altri».

E proprio grazie ai genitori di Elisa, con il contributo da parte della Regione, si è potuta concretizzare alla Ferruccia un’abitazione fornita di un impianto domotico, che potesse privilegiare la vita della ragazza, ma allo stesso tempo che fornisse un senso di speranza e di fiducia verso il futuro per le persone non del tutto autonome.

Il Comune di Quarrata ha approvato il progetto all’unanimità dei consensi validamente espressi. Perfino l’assessore regionale Stefania Saccardi, in visita per la città, ha pensato mercoledì 10 agosto di recarsi a casa Mannelli per osservare l’originalità e la funzionalità dell’impianto. Elisa, grazie a quest’innovazione, ha potuto ridurre la richiesta di aiuti nei confronti degli altri, tuttavia ha avuto anche la possibilità di svolgere in quasi completa autonomia le mansioni quotidiane.

 

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I vantaggi di una casa domotica per un disabile

L’apparecchio ha un’utilità di non poco conto: ha efficacia soltanto a distanza ravvicinata. Per cui funziona soltanto nel caso in cui l’interessato si trovi all’interno della propria abitazione, oppure nei paraggi della casa per via degli impulsi che vengono regolarmente emanati.

«Il mio augurio più sincero è che dopo la mia, tantissime altre case vengano attrezzate con un impianto del genere – conclude la ragazza – non bisogna stare fermi a guardare, ma è opportuno cercare di costruire attorno a sé la possibilità di un futuro migliore.

Io quest’opportunità l’ho avuta e spero che tantissime altre persone, in condizioni di disagio, possano usufruirne per poter agevolare il proprio stile di vita».

 

Parole piene di infinita umanità quelle di Elisa, che non possiamo che condividere e sostenere. Come noi di LIFE ben sappiamo, il valore di prodotti tecnologicamente avanzati ha un ruolo cruciale nel percorso di inclusione sociale per i disabili.

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Inserimento nel mondo del lavoro: mezzo milione per i soggeti disabili

Circa mezzo milione di euro destinato alla zona socio-sanitaria aretina  per l’inserimento di disabili nel mondo del lavoro.

A seguito del bando denominato “Fondo sociale Europeo, Programma operativo Regionale 2014-2020 asse B- inclusione sociale e lotta alla povertà, servizi di accompagnamento al lavoro per persone disabili e soggetti vulnerabili”, promosso dalla Regione Toscana, il Comune di Arezzo, su delega della Conferenza dei sindaci della zona aretina, ha predisposto una manifestazione di interesse rivolta a soggetti che operano nel territorio sulle tematiche individuate, per costituire un tavolo di lavoro finalizzato alla co-progettazione.

Il tavolo di lavoro, composto da oltre 26 soggetti del privato sociale e da rappresentanti dei Comuni coinvolti e della azienda Usl Sud Est, ha condiviso i contenuti, la metodologia e ha individuato il Consorzio Coob come capofila per la presentazione del progetto alla Regione.

 

Alleanza tra Comuni per la realta’ dei disabili

agevolazioni-disabiliIl progetto, sull’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti con disabilità, quindi, è stato presentato con il partenariato di tutti i Comuni della zona aretina e della Azienda Usl sud est ed ha ottenuto un riconoscimento economico pari a quasi mezzo milione di euro. “Si è registrata una grande alleanza tra Comuni e soggetti coinvolti – ha commentato l’assessore alle politiche sociali Lucia Tanti.

E c’è stata la dimostrazione di una significativa capacità professionale degli uffici comunali e dei soggetti che hanno partecipato alla stesura del progetto.

E’ radicalmente cambiata la filosofia: passa il principio che sono i Comuni a mettersi in gioco insieme a tutti i soggetti del territorio, puntando su risorse destinate all’inserimento al lavoro e uscendo dalla logica puramente assistenzialista.

Maggiori informazioni in merito a questa importante progetto sono reperibili direttamente sul sito ufficiale del comune di Arezzo, che ovviamente LIFE vi invita a consultare per qualsiasi approfondimento.

 

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Bonus assunzione disabili 2016: informazioni, come funzionano e come richiederli

Sono finalmente attivi gli sgravi contributivi previsti dal Jobs Act per le aziende che assumono lavoratori con disabilità.

Di seguito vediamo i chiarimenti nella Circolare 99/2016 dell’Inps: le agevolazioni per l’assunzione di lavoratori con disabilità sono regolate dalla legge 68/1999 (art. 13) grazie alla quale, dove possibile, il lavoratore disabile ha la possibilità di essere assunto all’interno di un’azienda.

Queste agevolazioni, modificate ora dall’articolo 10 del decreto legislativo 151/2015 (Jobs Act) che introduce i nuovi bonus assunzioni disabili 2016, erano state inseriti per favorire l’inserimento lavorativo delle persone iscritte alle categorie protette.

L’erogazione di tale bonus è a favore di datori di lavoro che assumano lavoratori con disabilità. Interessano i rapporti di lavoro con decorrenza dal 2016, e variano a seconda della percentuale di capacità lavorativa.

Tutti i contratti di lavoro che danno diritto all’agevolazione sono quelli: a tempo indeterminato; trasformati da determinato a indeterminato; a termine di almeno 12 mesi (esclusivamente per i lavoratori con disabilità psichica).

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Dunque i datori di lavoro che assumono lavoratori con disabilità, richiedendo il bonus assunzioni disabili 2016, possono godere di sgravi contributivi di queste entità: agevolazione del 70% (se il lavoratore disabile ha una capacità lavorativa pari almeno all’ 80%) sull’imponibile previdenziale per 36 mesi; agevolazione del 35% (se il lavoratore disabile ha una capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79%) sull’imponibile previdenziale per 36 mesi; agevolazione del 70% (se il lavoratore disabile ha una disabilità psichica ed un’incapacità lavorativa di almeno il 46%) sull’imponibile previdenziale per 60 mesi o per tutta la durata del contratto a tempo determinato.

Spetta ai datori di lavoro interessati (che possono appartenere al settore privato, pubblico o agenzie di somministrazione) inviare una domanda preventiva all’Inps che dovrà verificare la disponibilità economica ancora presente; entro 5 giorni si riceverà una risposta (positiva o negativa a seconda della disponibilità residua) dall’Inps.

In caso di esito positivo, entro 7 giorni dovrà essere stipulato un contratto (se non già fatto) ed entro 14 giorni va notificato all’Inps.

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Bookingbility: startup made in Sicilia che trova Hotel per disabili

Il turismo, se accessibile è anche più bello. Lo sa bene Bookingbility, la prima piattaforma di prenotazione online che aggrega strutture adatte ad utenti disabili e persone con esigenze specifiche.

 

Hotel idonei ad ogni disabilitá

Tramite il portale è possibile prenotare in pochi passaggi hotel, B&B, case vacanze e alloggi con requisiti di massima accessibilità, in grado di offrire servizi idonei per ogni livello di disabilità.

 

L’idea e il progetto di Annalisa Riggio

bookingbilityBookingbility nasce nell’aprile 2015 da una considerazione della founder Annalisa Riggio: la giovane siciliana osserva che i principali siti di prenotazione viaggi non sempre offrono dettagli esaustivi per chi ha esigenze speciali. Ecco allora l’idea di una piattaforma ad hoc in cui trovare alloggi senza barriere dall’accessibilità garantita.

Nel percorso che ha portato dall’idea all’azienda Riggio ha avuto modo di conoscere e di confrontarsi con molte persone diversamente abili: «Mi sono lasciata guidare da loro e, se c’è una cosa che ho capito, è che ognuno ha le proprie esigenze che non sono standardizzabili».

Ad oggi sono un centinaio le strutture ricettive presenti sulla piattaforma. «Molte le abbiamo contattate noi, a partire dai database delle associazioni di persone disabili che sono sempre i più attendibili». Ma ci sono già alcuni alberghi che stanno scrivendo a Bookingbility chiedendo di comparire sul loro sito.

«Chi richiede l’iscrizione deve compilare una modulistica, allegando delle foto e una documentazione che testimoni l’accessibilità della struttura». L’algoritmo elaborato dalla startup assegna quindi un punteggio agli alberghi a seconda delle loro caratteristiche, al quale si sommano poi le recensioni degli utenti.

Una volta avvenuta la prenotazione, la startup trattiene una quota pari al 15% dell’importo, sulla linea di quello che fanno le principali piattaforme per la ricerca di hotel.

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Premi, riconoscimenti e qualche sacrificio

In poco più di un anno di attività Bookingbility si è già aggiudicata diversi premi. Il primo lo scorso anno allo Startup Weekend Tourism Edition. «È stato qui che ho presentato per la prima volta l’idea» racconta Riggio.

Quindi è stata la volta di Wcap di Tim, «che ci ha permesso di vincere un periodo di incubazione all’interno degli spazi del consorzio Arca, l’incubatore di impresa dell’università di Palermo», dove attualmente ha sede l’azienda. Un’esperienza, quella di condividere gli spazi di lavoro con altri startupper, «che sta dando valore aggiunto in termini di network».

E per rendere ancora più fitta questa rete di contatti utile per la crescita dell’azienda «ci siamo iscritti all’Associazione startup turismo, grazie alla quale partecipiamo ad incontri con soggetti interessati ad investire nel nostro settore».

 

Al momento i tre soci non percepiscono stipendio e continuano a lavorare anche per l’agenzia di comunicazione nella quale si sono conosciuti. Solo due sviluppatori sono pagati con un contratto di collaborazione: «Stiamo cercando un investitore».

Nella speranza che il fatto di aver registrato l’azienda come startup innovativa a vocazione sociale possa rendere più facile la ricerca di nuovi fondi, noi di LIFE siamo vicini all’entusiamo ed all’innovazione che muovono questi progetti.

Il turismo accessibile passa sopratutto dal Web, e la societá della giovane Riggio ne é un esempio prezioso! Voi che ne pensate?