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Natura senza barriere, una montagna accessibile a tutti

La torrida estate del 2017 è appena agli inizia e sono tante le persone con disabilità che sono alla ricerca di una temperatura più fresca rispetto a quella cittadina, non sacrificando lo svolgimento di tante interessanti e stimolanti attività.

Accanto a chi desidera trascorrere le proprie vacanze in riva al mare, immergendosi in acque cristalline, infatti, c’è anche chi considera più rigenerante l’atmosfera montana ed ama ad esempio darsi all’escursionismo.

Per rendere maggiormente inclusivo questo tipo di esperienza, FederTrek Escursionismo e Ambiente ha scelto di proporre per il secondo anno consecutivo Natura Senza Barriere, evento che consiste in un’intera giornata dedicata all’escursionismo condiviso, reso totalmente accessibile.

L’edizione 2017 si terrà il prossimo 9 luglio e per questo gli organizzatori al momento stanno invitando le associazioni e gli enti che gestiscono le aree protette a dare la loro adesione all’iniziativa, in modo da consentire questa opportunità a più persone possibili in maniera capillare sul territorio nazionale.

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Ad agosto, il secondo raduno di Joëlette

Al momento sono più di 10 le organizzazioni che hanno dato il proprio assenso, due su tutte il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e l’Associazione Ti aiuto io di Candelo, in provincia di Biella.

La procedura da seguire per i soggetti interessati è quella di proporre un programma che si sviluppi lungo un arco di tempo di una o più giornate e preveda un’uscita in un ambiente naturale alla quale possano prendere parte anche persone disabili.

Il compito di FederTrek è quello di raccogliere le varie proposte e renderle note in maniera chiara al target di riferimento.

Da ricordare, inoltre, che il 26 e il 27 agosto si terrà a Lama dei Peligni, piccolo comune in provincia di Chieti, il secondo Raduno Nazionale di Joëlette. In questo contesto, l’attenzione sarà focalizzata sulla speciale carrozzina creata dall’alpinista francese Joël Claudel, che consente il trasporto di persone con disabilità lungo i sentieri montani e dunque la possibilità di effettuare percorsi che in caso contrario risulterebbero inaccessibili.

La manifestazione ha come organizzatore principale ASD Majella Sporting Team e ha lo scopo di promuovere il più possibile le chances fornite dalla Joëlette, in modo che la bellezza della montagna possa essere goduta da tutti, superando ogni tipo di barriera.

Di seguito pubblichiamo il video girato durante l’edizione 2016 dell’iniziativa.

Pronti a partecipare?

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L’Incontrario, la bottega dei diversamente abili

Nasce nel cuore di Pistoia (in via Pacini) L’Incontrario, una bottega d’arte con oggetti artistici e creativi realizzati da talentuosi ragazzi diversamente abili.

Creazioni in ceramica, legno, pittura e molti altri materiali, progettazione grafiche che vanno dalle borse, ai quaderni, ai calendari, alle spille, realizzate dagli artigiani sotto la guida di alcuni artisti ovvero Consuelo Capecchi (pittrice e decoratrice), Giovanni Maffucci (esperto di Ceramica Preistorica e pittura con il fuoco), Eleonora Spezi (scenografa e marionettista) e Antonella Carrara (graphic designer, artigiana e fotografa).

L’associazione è stata creata per favorire l’integrazione lavorativa e inclusione sociale di persone con disabilità e dalla collaborazione con la cooperativa sociale Gli Altri ha dato origine alla bottega, sostenuta dalla Fondazione Un raggio di Luce Onlus e nella fase di avvio anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

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“L’Incontrario – hanno spiegato i responsabili – è soprattutto una storia che racconta del desiderio di unire un progetto culturale ad uno sociale, creando lavoro per persone dalla difficile collocazione professionale. Molti ragazzi diversamente abili spesso si formano in licei artistici ed istituti d’arte per un’istintiva facilità di espressione.

Il mercato del lavoro, soprattutto nell’ambito delle arti visive non è spesso capace di impiegare giovani creativi, ancor meno se non normodotati: da qui l’idea di dare vita a un progetto che sia in grado di gestire l’opera di giovani capaci e pieni di idee.

logoLa storia inizia non a caso nell’anno in cui Pistoia è capitale Italiana della cultura (per dire che di cultura si può anche “vivere”), di come possa essere talvolta la maniera migliore per farlo, di economie legate ad un settore nodale per l’Italia e della capacità di mediare, creando un territorio comune fra persone apparentemente diverse”.

Il centro prevede il libero accesso per quanti si vogliono iscrivere al corso settimanale (il lunedì dalle 16,30 alle 19) ed è aperto per la creazione e la vendita il lunedì e il mercoledì dalle 16,30 alle 19, il martedì e il giovedì dalle 9,30 alle 12,30 e il sabato, solo per la vendita dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19,30.

Da poco e’ online anche il sito ufficiale della bottega, dove e’ possibile visionare lo spazio e le ultime iniziative artistiche. Che ne dite di dare un’occhiata?

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Casa Ilaria: l’oasi spirituale per bimbi e adulti disabili

Un posto di antica spiritualità, su uno splendido poggio che guarrda sulla Valdera.

Casa Ilaria, situata sulle colline di Montefoscoli nel comune di Palaia, sta prendendo forma. Il primo passo è stato il restauro della cappella dedicata alla religiosa di Pontedera, suor Ilaria Meoli, tragicamente scomparsa in un incidente stradale avvenuto in Africa dieci anni fa.

Un grande progetto che l’associazione di volontariato Noi per l’Africa onlus sta realizzando con incredibile entusiasmo, in memoria della suora che tanto ha fatto per il sociale anche nella sua terra d’origine.

 

Il Progetto Casa Ilaria

IlariaNello storico Podere de La Badia di Carigi nascerà una casa di accoglienza, ospitalità e spiritualità dove si realizzerà un progetto riabilitativo e di inserimento lavorativo e occupazionale, nell’ambito sociale, turistico, culturale e spirituale per le persone con problemi di disabilità fisica, psichica e sensoriale e per le loro famiglie.

Sara’ necessario un ingente investimento, ma è destinato ad avere anche una ricaduta occupazionale, per almeno dodici persone, quando sarà completato in tutte le sue parti. Nel Podere La Badia ci sono un edificio principale, su due piani, completato da una caratteristica colombaia, due edifici secondari e una cappella, quest’ultima appena tornata a nuova vita e restaurata anche con il contributo del cardinale Lorenzo Baldisseri.

«Abbiamo scelto questo luogo perché ha un significato preciso e una antica spiritualità – spiega la presidente dell’associazione, Laura Capantini – La Badia prende il nome da un antico convento di monaci, che si insediarono e vi svolsero le proprie attività fino al 1200». Un luogo speciale, capisci che è così fin dal primo sguardo. Immerso nella tranquillità del verde.

Casa Ilaria (800 metri quadrati di edifici e 12 ettari di terreni) aprirà le sue porte a tutti. Vi troveranno accoglienza bambini e adulti con disabilità fisica, psichica e sensoriale e con problemi di salute mentale, famiglie con figli disabili che vivono in condizioni di povertà e marginalità, persone che intendono vivere un’esperienza di soggiorno turistico e vacanza in una situazione di e spiritualità. «È stata progettata perché possa essere accessibile, in ogni suo spazio anche ai disabili», spiega Capantini.

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La struttura

Nell’edificio principale, al primo piano, saranno realizzate 8 residenze. All’esterno, nell’annesso più grande, saranno ricavati 2 appartamenti: la progettazione è degli architetti Maurizio Andruetto e Monica Deri.

«Negli annessi collegati al fabbricato principale troverà posto il forno per la cottura del pane e di altri cibi, ci saranno l’essiccatoio per la pasta e altri laboratori per la preparazione di marmellate, conserve e altri prodotti che abbisognano di trasformazione», è spiegato dai progettisti che hanno pubblicato su internet le varie fasi dell’intervento. Il progetto prevede anche una serra d’inverno e un laboratorio delle arti; locali per il ricovero cavalli e animali da cortile; vasca-piscina per idroterapia.

Quando la Casa sarà ultimata saranno almeno venti i volontari che potranno dedicare il loro tempo a queste attività. L’associazione farà in modo che almeno il 60% del personale occupato provenga dalla Valdera. Gli ospiti di Casa Ilaria troveranno servizi di ristorazione, ma anche culturali. In questo centro saranno organizzate attività di formazione e turistiche.

LIFE vi segnala il sito ufficiale del progetto, dove potrete seguire passo passo la crescita di questa magnifica iniziativa: www.casailaria.it

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Nasce in Toscana la prima sartoria gestita da personale disabile

Apre un Firenze la prima sartoria, ampie ben 270 metri quadrati, in cui opereranno oltre 20 persone, la metà delle quali disabili e con fragilità, che lavoreranno grazie a inserimenti professionali socio-terapeutici.

Il laboratorio sartoriale si chiama Flo Mani facturing e sorge a due passi dal centro storico. Un vero e proprio progetto 2.0 del social business che nasce grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Unicoop Firenze (che ha messo a disposizione a condizioni agevolate i locali della sartoria e con cui Flo collabora attraverso il Progetto Tum Tum), Fondazione Carlo Marchi e con il sostegno di Sime Telecomunicazioni spa.

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Flo Mani facturing trova la sua collocazione ideale in un grande open space in via Cimabue (il cui restyling d’interni è stato affidato a Stefano Giannetti dello studio d’architettura Ikare) all’interno del quale lavora una squadra composta dalla giovane fashion designer Viola Collini, dal sarto professionista Marco Silvestris, e da una rete di collaboratrici e volontarie, affiancate da ragazzi arrivati a Flo come inserimenti socio-terapeutici.

La sartoria era un sogno nel cassetto, che le socie fondatrici di Flo – Elisabetta Renzoni, Guia Michelagnoli e Maria Serena Asso – portavano con sé fin dal 2011, anno che segna l’inizio della storia imprenditoriale della cooperativa sociale Flo, un modello di business vincente fondato su un piccolo paradosso: lavoro inclusivo e prodotti esclusivi.

Il nome scelto per la nuova sartoria racchiude proprio il senso di tutto il progetto ossia che un prodotto di elevata qualità passi dal talento, e soprattutto dal lavoro e dalle mani delle persone.

“Ciò che ci ha sempre unite – spiega Elisabetta Renzoni – è la forte convinzione che grazie al lavoro si possa restituire dignità alle persone. È per questo che ci siamo sempre impegnate, nel nostro piccolo, a dare un ruolo, un valore, un’occupazione a chi si riaffaccia al mercato del lavoro, nonostante le difficoltà di un momento o della vita”.

 

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Ferruccia, ovvero la casa domotica contro la disabilità

“Ci sono voluti 15 anni, ma ora posso essere più indipendente“. Lo dice quasi commuovendosi Elisa, quasi la sua fosse una vittoria nella grande partita della vita.

«L’impianto domotico ha cambiato completamente la mia esistenza. Una grande conquista che mi ha reso indipendente e mi ha permesso di avere il pieno controllo della casa»

Sono queste le parole di Elisa Mannelli, una ragazza di quasi trent’anni, che ha riscoperto la voglia di prendere in mano la propria vita e condividerla con le persone che le stanno accanto.

 

La storia di Elisa

Quella di Elisa è una storia a lieto fine, nella quale determinazione e tenacia hanno vinto su tutto il resto. Si tratta della prima abitazione studiata appositamente per agevolare le persone disabili e renderle più indipendenti.

È un impianto che consente di accendere e spengere la luce, il gas, aprire e chiudere le porte ed avere il totale controllo della propria abitazione, e tutto questo premendo un semplice pulsante e restando seduti. Una novità adottata proprio per facilitare la vita di persone disabili.

«Abbiamo impiegato quindici lunghi anni per ottenere i permessi necessari alla realizzazione di tutto ciò – ha dichiarato Elisa – e grazie ai miei genitori ho lottato per poter migliorare il mio stile di vita. Adesso posso fare tantissime cose da sola, senza dover gravare sugli altri».

E proprio grazie ai genitori di Elisa, con il contributo da parte della Regione, si è potuta concretizzare alla Ferruccia un’abitazione fornita di un impianto domotico, che potesse privilegiare la vita della ragazza, ma allo stesso tempo che fornisse un senso di speranza e di fiducia verso il futuro per le persone non del tutto autonome.

Il Comune di Quarrata ha approvato il progetto all’unanimità dei consensi validamente espressi. Perfino l’assessore regionale Stefania Saccardi, in visita per la città, ha pensato mercoledì 10 agosto di recarsi a casa Mannelli per osservare l’originalità e la funzionalità dell’impianto. Elisa, grazie a quest’innovazione, ha potuto ridurre la richiesta di aiuti nei confronti degli altri, tuttavia ha avuto anche la possibilità di svolgere in quasi completa autonomia le mansioni quotidiane.

 

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I vantaggi di una casa domotica per un disabile

L’apparecchio ha un’utilità di non poco conto: ha efficacia soltanto a distanza ravvicinata. Per cui funziona soltanto nel caso in cui l’interessato si trovi all’interno della propria abitazione, oppure nei paraggi della casa per via degli impulsi che vengono regolarmente emanati.

«Il mio augurio più sincero è che dopo la mia, tantissime altre case vengano attrezzate con un impianto del genere – conclude la ragazza – non bisogna stare fermi a guardare, ma è opportuno cercare di costruire attorno a sé la possibilità di un futuro migliore.

Io quest’opportunità l’ho avuta e spero che tantissime altre persone, in condizioni di disagio, possano usufruirne per poter agevolare il proprio stile di vita».

 

Parole piene di infinita umanità quelle di Elisa, che non possiamo che condividere e sostenere. Come noi di LIFE ben sappiamo, il valore di prodotti tecnologicamente avanzati ha un ruolo cruciale nel percorso di inclusione sociale per i disabili.

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Inserimento nel mondo del lavoro: mezzo milione per i soggeti disabili

Circa mezzo milione di euro destinato alla zona socio-sanitaria aretina  per l’inserimento di disabili nel mondo del lavoro.

A seguito del bando denominato “Fondo sociale Europeo, Programma operativo Regionale 2014-2020 asse B- inclusione sociale e lotta alla povertà, servizi di accompagnamento al lavoro per persone disabili e soggetti vulnerabili”, promosso dalla Regione Toscana, il Comune di Arezzo, su delega della Conferenza dei sindaci della zona aretina, ha predisposto una manifestazione di interesse rivolta a soggetti che operano nel territorio sulle tematiche individuate, per costituire un tavolo di lavoro finalizzato alla co-progettazione.

Il tavolo di lavoro, composto da oltre 26 soggetti del privato sociale e da rappresentanti dei Comuni coinvolti e della azienda Usl Sud Est, ha condiviso i contenuti, la metodologia e ha individuato il Consorzio Coob come capofila per la presentazione del progetto alla Regione.

 

Alleanza tra Comuni per la realta’ dei disabili

agevolazioni-disabiliIl progetto, sull’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti con disabilità, quindi, è stato presentato con il partenariato di tutti i Comuni della zona aretina e della Azienda Usl sud est ed ha ottenuto un riconoscimento economico pari a quasi mezzo milione di euro. “Si è registrata una grande alleanza tra Comuni e soggetti coinvolti – ha commentato l’assessore alle politiche sociali Lucia Tanti.

E c’è stata la dimostrazione di una significativa capacità professionale degli uffici comunali e dei soggetti che hanno partecipato alla stesura del progetto.

E’ radicalmente cambiata la filosofia: passa il principio che sono i Comuni a mettersi in gioco insieme a tutti i soggetti del territorio, puntando su risorse destinate all’inserimento al lavoro e uscendo dalla logica puramente assistenzialista.

Maggiori informazioni in merito a questa importante progetto sono reperibili direttamente sul sito ufficiale del comune di Arezzo, che ovviamente LIFE vi invita a consultare per qualsiasi approfondimento.

 

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Bonus assunzione disabili 2016: informazioni, come funzionano e come richiederli

Sono finalmente attivi gli sgravi contributivi previsti dal Jobs Act per le aziende che assumono lavoratori con disabilità.

Di seguito vediamo i chiarimenti nella Circolare 99/2016 dell’Inps: le agevolazioni per l’assunzione di lavoratori con disabilità sono regolate dalla legge 68/1999 (art. 13) grazie alla quale, dove possibile, il lavoratore disabile ha la possibilità di essere assunto all’interno di un’azienda.

Queste agevolazioni, modificate ora dall’articolo 10 del decreto legislativo 151/2015 (Jobs Act) che introduce i nuovi bonus assunzioni disabili 2016, erano state inseriti per favorire l’inserimento lavorativo delle persone iscritte alle categorie protette.

L’erogazione di tale bonus è a favore di datori di lavoro che assumano lavoratori con disabilità. Interessano i rapporti di lavoro con decorrenza dal 2016, e variano a seconda della percentuale di capacità lavorativa.

Tutti i contratti di lavoro che danno diritto all’agevolazione sono quelli: a tempo indeterminato; trasformati da determinato a indeterminato; a termine di almeno 12 mesi (esclusivamente per i lavoratori con disabilità psichica).

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Dunque i datori di lavoro che assumono lavoratori con disabilità, richiedendo il bonus assunzioni disabili 2016, possono godere di sgravi contributivi di queste entità: agevolazione del 70% (se il lavoratore disabile ha una capacità lavorativa pari almeno all’ 80%) sull’imponibile previdenziale per 36 mesi; agevolazione del 35% (se il lavoratore disabile ha una capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79%) sull’imponibile previdenziale per 36 mesi; agevolazione del 70% (se il lavoratore disabile ha una disabilità psichica ed un’incapacità lavorativa di almeno il 46%) sull’imponibile previdenziale per 60 mesi o per tutta la durata del contratto a tempo determinato.

Spetta ai datori di lavoro interessati (che possono appartenere al settore privato, pubblico o agenzie di somministrazione) inviare una domanda preventiva all’Inps che dovrà verificare la disponibilità economica ancora presente; entro 5 giorni si riceverà una risposta (positiva o negativa a seconda della disponibilità residua) dall’Inps.

In caso di esito positivo, entro 7 giorni dovrà essere stipulato un contratto (se non già fatto) ed entro 14 giorni va notificato all’Inps.

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Bookingbility: startup made in Sicilia che trova Hotel per disabili

Il turismo, se accessibile è anche più bello. Lo sa bene Bookingbility, la prima piattaforma di prenotazione online che aggrega strutture adatte ad utenti disabili e persone con esigenze specifiche.

 

Hotel idonei ad ogni disabilitá

Tramite il portale è possibile prenotare in pochi passaggi hotel, B&B, case vacanze e alloggi con requisiti di massima accessibilità, in grado di offrire servizi idonei per ogni livello di disabilità.

 

L’idea e il progetto di Annalisa Riggio

bookingbilityBookingbility nasce nell’aprile 2015 da una considerazione della founder Annalisa Riggio: la giovane siciliana osserva che i principali siti di prenotazione viaggi non sempre offrono dettagli esaustivi per chi ha esigenze speciali. Ecco allora l’idea di una piattaforma ad hoc in cui trovare alloggi senza barriere dall’accessibilità garantita.

Nel percorso che ha portato dall’idea all’azienda Riggio ha avuto modo di conoscere e di confrontarsi con molte persone diversamente abili: «Mi sono lasciata guidare da loro e, se c’è una cosa che ho capito, è che ognuno ha le proprie esigenze che non sono standardizzabili».

Ad oggi sono un centinaio le strutture ricettive presenti sulla piattaforma. «Molte le abbiamo contattate noi, a partire dai database delle associazioni di persone disabili che sono sempre i più attendibili». Ma ci sono già alcuni alberghi che stanno scrivendo a Bookingbility chiedendo di comparire sul loro sito.

«Chi richiede l’iscrizione deve compilare una modulistica, allegando delle foto e una documentazione che testimoni l’accessibilità della struttura». L’algoritmo elaborato dalla startup assegna quindi un punteggio agli alberghi a seconda delle loro caratteristiche, al quale si sommano poi le recensioni degli utenti.

Una volta avvenuta la prenotazione, la startup trattiene una quota pari al 15% dell’importo, sulla linea di quello che fanno le principali piattaforme per la ricerca di hotel.

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Premi, riconoscimenti e qualche sacrificio

In poco più di un anno di attività Bookingbility si è già aggiudicata diversi premi. Il primo lo scorso anno allo Startup Weekend Tourism Edition. «È stato qui che ho presentato per la prima volta l’idea» racconta Riggio.

Quindi è stata la volta di Wcap di Tim, «che ci ha permesso di vincere un periodo di incubazione all’interno degli spazi del consorzio Arca, l’incubatore di impresa dell’università di Palermo», dove attualmente ha sede l’azienda. Un’esperienza, quella di condividere gli spazi di lavoro con altri startupper, «che sta dando valore aggiunto in termini di network».

E per rendere ancora più fitta questa rete di contatti utile per la crescita dell’azienda «ci siamo iscritti all’Associazione startup turismo, grazie alla quale partecipiamo ad incontri con soggetti interessati ad investire nel nostro settore».

 

Al momento i tre soci non percepiscono stipendio e continuano a lavorare anche per l’agenzia di comunicazione nella quale si sono conosciuti. Solo due sviluppatori sono pagati con un contratto di collaborazione: «Stiamo cercando un investitore».

Nella speranza che il fatto di aver registrato l’azienda come startup innovativa a vocazione sociale possa rendere più facile la ricerca di nuovi fondi, noi di LIFE siamo vicini all’entusiamo ed all’innovazione che muovono questi progetti.

Il turismo accessibile passa sopratutto dal Web, e la societá della giovane Riggio ne é un esempio prezioso! Voi che ne pensate?

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Hackability, l’artigianato 2.0 a favore dei Disabili

Realizzare presidi su misura per persone disabili, a costi contenuti e soprattutto open source.

È questo l’obiettivo di Hackability, la community nata nel 2012 da un’idea di Carlo Boccazzi Varotto ed Enrico Bassi. “Volevamo creare una rete tra persone con bisogni particolari, maker e designer pronti a mettere a disposizione le proprie competenze”, racconta Boccazzi Varotto, ideatore di progetti di innovazione sociale.

Forchette elettroniche, bracci robotici per mangiare e telecomandi universali. Le idee di persone con disabilità sono realizzate da designer e makers. E ora gli hackathon si moltiplicano in tutta Italia.

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“Così abbiamo pensato a un format che potesse realizzare questo incontro di idee. Un hackaton atipico, nel quale i partecipanti non fossero solo esperti d’informatica.”

Oggi, dopo aver concluso ben 3 Hackability e con tanti progetti collaterali ancora in corso, Boccazzi Varotto si ritiene soddisfatto e ammette il successo della propria intuizione. “Siamo riusciti a mettere in contatto molte persone, provenienti da ogni parte d’Italia.

Maker e designer hanno ideato insieme a più persone con disabilità oggetti di uso comune originali, calibrati sulle esigenze personali e regalati a lavoro finito. In seguito, i vari prototipi sono stati immessi sulla nostra piattaforma online, in modalità open source, in modo che tutti potessero attingere alle conoscenze elaborate.”

E il deposito virtuale di prototipi d’artigianato 2.0 – come ama definirlo l’innovatore – pare proprio funzionare, e raccoglie numerosi progetti. “C’è Tina, la robottina, un braccio meccatronico costruito per Giulia e in grado di supportare le persone con disabilità; Du’ spaghi, la forchetta meccanica dotata di manico ergonomico stampato in 3D, realizzata per Ivan.

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E poi c’è anche Movitron, un carillon musicale che si attiva ad ogni passo permettendo alla persona di mettere in relazione un percorso con un brano musicale. Questo oggetto, in particolare, è pensato per insegnare a bambini non vedenti con deficit cognitivi a muoversi e orientarsi nello spazio.”

L’esempio di Hackability ben presto ha fatto breccia nel cuore di molti maker, divenendo un fenomeno di portata nazionale. “I FabLab di tutta Italia, cogliendo l’impatto sociale dell’iniziativa, si sono attivati per progettare risposte sartoriali personalizzate, in grado di sopperire in modo efficace e a basso costo a precisi bisogni del singolo”, continua Boccazzi Varotto.

hackabilityMa le iniziative di Hackability non si limitano solo alla creazione di una rete di contatti tra maker e disabili. “Da tempo ci occupiamo anche dell’area dell’educazione. In collaborazione con l’Istituto tecnico Pininfarina di Moncalieri (To) e su richiesta dei ragazzi e del personale docente con disabilità, abbiamo realizzato oggetti come Training for Davide, uno specifico attrezzo che consente a uno studente con particolari esigenze di fare i piegamenti. E, ancora, A portata di mano, una serie di targhe che indicano il nome e il numero dell’aula, destinate a persone ipovedenti. Grazie a specifici font, colori, lettere e numeri in rilievo consentono anche a chi ha un deficit visivo di orientarsi nei corridoi della scuola.”

Uno dei maggiori successi di Hackability, tuttavia, riguarda l’università. “Lo scorso aprile abbiamo dato il via ad Hackability@PoliTo, un progetto destinato ai ragazzi iscritti al corso di Tecnologie per la Disabilità che, invece di sostenere un tradizionale esame, collaboreranno con maker, designer e persona con disabilità alla progettazione di presidi e oggetti di uso comune destinati ai disabili coinvolti nell’iniziativa.

In questo modo, Hackability@PoliTo consentirà agli studenti di cooprogettare, lavorare in gruppo e sviluppare competenze trasversali orientate verso una prospettiva di grande utilità sociale”.

Il sito ufficiale del progetto é visitabile a questo link!

Cosa é laEuropean Disability Card-

Servizi gratis ai Disabili: arriva la European Disability Card

Mai per LIFE é stato tanto piacevole e motivo di orgoglio segnalare notizie tanto gradite: sono in arrivo servizi gratuiti ed interessanti opportunità per le persone affette da disabilità!

Tutto questo sarà possibile grazie ad una tessera chiamata European Disabilty Card, che permetterà di accedere gratis o ad un costo davvero basso ad una serie di servizi quali i trasporti, la cultura, lo sport e tempo libero in Italia e in Europa.

«Daremo il nostro contributo assieme agli altri otto Paesi dell’Unione Europea che partecipano al progetto, perché il godimento dei diritti richiamati dalla Convenzione ONU parte anche dai tanti aspetti della vita quotidiana, come spostarsi e viaggiare, andare a un museo, al cinema o allo stadio»

Lo ha dichiarato Franca Biondelli, Sottosegretario di Stato, presentando proprio la “European Disability Card”.

 

Che cos’è la European Disabilty Card?

La nuova tessera European Disabilty Card nasce da un progetto europeo che coinvolge otto Stati Membri e si inserisce nella Strategia 2010-2020 in materia di disabilità.

Grazie alla tessera European Disabilty Card le persone disabili potranno usufruire delle stesse occasioni e servizi che utilizzano gli altri cittadini a prezzi vantaggiosi o addirittura gratis.

L’obiettivo infatti della European Disabilty Card è quello di garantire alle persone disabili una vera inclusione nella società grazie ad una serie di facilitazioni e servizi che permetteranno alle persone con disabilità di viaggiare, andare ad un museo, al cinema.

Con la tessera European Disabilty Card saranno infatti garantiti in Italia e nei Paesi Europei che partecipano al progetto, l’accesso ai trasporti, alla cultura e al tempo libero con forti sconti o in alcuni casi anche gratuitamente.

Il progetto è frutto della collaborazione tra il Ministero del Lavoro e le due federazioni nazionali FAND e FISH entrambe componenti dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, presieduto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Disabili: quali sono le agevolazioni in Italia?

La tessera European Disabilty Card rappresenta un ulteriore passo avanti per l’inclusione e la partecipazione delle persone affette da disabilità da parte del nostro Paese, che recentemente ha anche approvato una importatissima legge c.d. “Dopo di Noi” grazie alla quale verrà garantita assistenza ai disabili anche dopo la morte dei genitori.

Sempre in ambito di agevolazioni ricordiamo che per i disabili è possibile richiedere il contrassegno invalidi europeo, un permesso valido appunto in tutta Europa che consente di parcheggiare in parcheggi riservati e ad agevolare la mobilità stradale dei cittadini dell’Unione Europea con disabilità.

Per le persone disabili poi sono previste numerose agevolazioni fiscali.

Tra queste ricordiamo che la Legge 104/92 prevede l’esenzione del bollo auto per i soggetti con disabilità fisica o psichica permanente.

Inoltre è possibile detrarre le spese sostenute per l’assistenza ai disabili, per eliminare le barriere architettoniche, le spese per i non vedenti e per i sordi e quelle sugli acquisti degli ausili tecnici e informatici.