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Natura senza barriere, una montagna accessibile a tutti

La torrida estate del 2017 è appena agli inizia e sono tante le persone con disabilità che sono alla ricerca di una temperatura più fresca rispetto a quella cittadina, non sacrificando lo svolgimento di tante interessanti e stimolanti attività.

Accanto a chi desidera trascorrere le proprie vacanze in riva al mare, immergendosi in acque cristalline, infatti, c’è anche chi considera più rigenerante l’atmosfera montana ed ama ad esempio darsi all’escursionismo.

Per rendere maggiormente inclusivo questo tipo di esperienza, FederTrek Escursionismo e Ambiente ha scelto di proporre per il secondo anno consecutivo Natura Senza Barriere, evento che consiste in un’intera giornata dedicata all’escursionismo condiviso, reso totalmente accessibile.

L’edizione 2017 si terrà il prossimo 9 luglio e per questo gli organizzatori al momento stanno invitando le associazioni e gli enti che gestiscono le aree protette a dare la loro adesione all’iniziativa, in modo da consentire questa opportunità a più persone possibili in maniera capillare sul territorio nazionale.

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Ad agosto, il secondo raduno di Joëlette

Al momento sono più di 10 le organizzazioni che hanno dato il proprio assenso, due su tutte il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e l’Associazione Ti aiuto io di Candelo, in provincia di Biella.

La procedura da seguire per i soggetti interessati è quella di proporre un programma che si sviluppi lungo un arco di tempo di una o più giornate e preveda un’uscita in un ambiente naturale alla quale possano prendere parte anche persone disabili.

Il compito di FederTrek è quello di raccogliere le varie proposte e renderle note in maniera chiara al target di riferimento.

Da ricordare, inoltre, che il 26 e il 27 agosto si terrà a Lama dei Peligni, piccolo comune in provincia di Chieti, il secondo Raduno Nazionale di Joëlette. In questo contesto, l’attenzione sarà focalizzata sulla speciale carrozzina creata dall’alpinista francese Joël Claudel, che consente il trasporto di persone con disabilità lungo i sentieri montani e dunque la possibilità di effettuare percorsi che in caso contrario risulterebbero inaccessibili.

La manifestazione ha come organizzatore principale ASD Majella Sporting Team e ha lo scopo di promuovere il più possibile le chances fornite dalla Joëlette, in modo che la bellezza della montagna possa essere goduta da tutti, superando ogni tipo di barriera.

Di seguito pubblichiamo il video girato durante l’edizione 2016 dell’iniziativa.

Pronti a partecipare?

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L’Incontrario, la bottega dei diversamente abili

Nasce nel cuore di Pistoia (in via Pacini) L’Incontrario, una bottega d’arte con oggetti artistici e creativi realizzati da talentuosi ragazzi diversamente abili.

Creazioni in ceramica, legno, pittura e molti altri materiali, progettazione grafiche che vanno dalle borse, ai quaderni, ai calendari, alle spille, realizzate dagli artigiani sotto la guida di alcuni artisti ovvero Consuelo Capecchi (pittrice e decoratrice), Giovanni Maffucci (esperto di Ceramica Preistorica e pittura con il fuoco), Eleonora Spezi (scenografa e marionettista) e Antonella Carrara (graphic designer, artigiana e fotografa).

L’associazione è stata creata per favorire l’integrazione lavorativa e inclusione sociale di persone con disabilità e dalla collaborazione con la cooperativa sociale Gli Altri ha dato origine alla bottega, sostenuta dalla Fondazione Un raggio di Luce Onlus e nella fase di avvio anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

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“L’Incontrario – hanno spiegato i responsabili – è soprattutto una storia che racconta del desiderio di unire un progetto culturale ad uno sociale, creando lavoro per persone dalla difficile collocazione professionale. Molti ragazzi diversamente abili spesso si formano in licei artistici ed istituti d’arte per un’istintiva facilità di espressione.

Il mercato del lavoro, soprattutto nell’ambito delle arti visive non è spesso capace di impiegare giovani creativi, ancor meno se non normodotati: da qui l’idea di dare vita a un progetto che sia in grado di gestire l’opera di giovani capaci e pieni di idee.

logoLa storia inizia non a caso nell’anno in cui Pistoia è capitale Italiana della cultura (per dire che di cultura si può anche “vivere”), di come possa essere talvolta la maniera migliore per farlo, di economie legate ad un settore nodale per l’Italia e della capacità di mediare, creando un territorio comune fra persone apparentemente diverse”.

Il centro prevede il libero accesso per quanti si vogliono iscrivere al corso settimanale (il lunedì dalle 16,30 alle 19) ed è aperto per la creazione e la vendita il lunedì e il mercoledì dalle 16,30 alle 19, il martedì e il giovedì dalle 9,30 alle 12,30 e il sabato, solo per la vendita dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19,30.

Da poco e’ online anche il sito ufficiale della bottega, dove e’ possibile visionare lo spazio e le ultime iniziative artistiche. Che ne dite di dare un’occhiata?

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Abletoplay: la piattaforma dello sport per disabili

Dal calcio al nuoto, dal tiro con l’arco alla pallacanestro: sono già 150 le società dilettantistiche sulla piattaforma abletoplay.it che offrono alle persone con disabilità l’opportunità di fare sport. Da poco online, il progetto è frutto dell’associazione Carlo Mazzola, nata solo un anno fa.

“La nostra associazione intende intervenire nell’ambito sport e disabilità con una logica di servizio e di collaborazione verso tutte le numerose associazioni che già operano sul territorio nazionale – spiega Carlo Mazzola, presidente dell’associazione – con la piattaforma, l’app e con le attività culturali ed educative che realizzeremo nei prossimi mesi desideriamo dare il nostro contributo nell’abbattere le barriere dell’informazione e della conoscenza, favorendo e facilitando il più possibile il contatto tra chi vuole fare sport e chi offre attività sportive”.

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Sul modello AirBnb, la piattaforma Able to Play offre a tutti gli atleti (e alle loro famiglie) la possibilità di trovare in modo semplice e immediato le associazioni che in ogni regione propongono attività sportive dedicate, combinando lo sport che si intende praticare con la località dove ci si trova o si ha in programma di andare.

L’associazione Mazzola sta sviluppando anche un’app compatibile con i sistemi IOS e Android che permetterà all’utilizzatore l’attivazione di un radar di geolocalizzazione, in grado di mostrare atleti, tecnici, allenatori, volontari che si trovano nei paraggi.

Il progetto Able to Play vedrà nell’immediato la realizzazione di una produzione seriale scritta in collaborazione con la Scuola Holden di Torino e a seguire un’attività laboratoriale dedicata alle scuole secondarie di primo grado italiane.

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Sofia Rocks: La prima web serie sul mondo della disabilità

Nasce a Bologna la prima web serie che racconta, senza ipocrisie e inutili giri di parole, il mondo della disabilità e dell’handicap.

Sofia Rocks – invito speciale, è un viaggio condotto dalla ventisettenne video-blogger Sofia Righetti, sulla sua scintillante “due ruote” nel mondo della disabilità.

I temi esplorati, non ve ne stupiate, sono gli stessi che riguardano, ebbene si, le persone “normali”: la sessualità e l’affettività, lo sport, il lavoro, l’arte. Infatti, obiettivo dei corti, è proprio quello di portarci a scoprire la realtà di chi è, è il caso di dirlo, diversamente abile.

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Realtà che Left aveva raccontato facendo parlare i ragazzi dell’Altro Spazio, locale gestito da disabili e alla portata di… tutti. Proprio al fine di rompere l’idea che il mondo sia diviso fra chi vi può avere accesso e chi no.

Le cinque puntate, prodotte da Filandolarete insieme all’agenzia giornalistica Agenda, con il sostegno della Film Commission della Regione Emilia-Romagna, ospitano storie vere unite a testimonial d’eccezione, come, fra gli altri, Alessandro Bergonzoni, Maurizio Landini, l’allenatore Roberto Donadoni o la campionessa paraolimpica Martina Caironi.

Un giro al seguito della sferzante Sofia, che fra ritmo e messaggio sociale, ci accompagna la dove le barriere diventano possibilità, e i limiti, creatività.

Premessa indispensabile di tutta la web serie è che per combattere discriminazioni, ignoranza, razzismo ed emarginazione, è importante lavorare su una nuova impostazione culturale, che veda nella diversità, e dunque nelle persone con disabilità una ricchezza; come un’opportunità da cui far nascere nuove soluzioni e risposte.

Nuovi mondi da esplorare, per l’appunto.

Per questo tutta la serie sarà intrecciata al tema di una nuova cultura della disabilità e racconterà come – grazie alle tecnologie, all’integrazione scolastica e lavorativa, all’eliminazione delle barriere architettoniche, all’accessibilità del tempo libero e dell’arte, a un welfare inclusivo – sia possibile rendere semplice e ricca la vita di una persona disabile, senza che questa debba per forza essere un eroe o una persona speciale.

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10 cose che avete sempre voluto sapere sui disabili (e non avete mai osato chiedere)

Dai, ammettetelo: avete un sacco di domande sull’universo delle persone disabili ma non avete mai trovato delle risposte, o perché avete chiesto a persone anch’esse con molti dubbi o perché avete finito per dimenticare di informarvi sulla questione.

Il motivo non è importante. In questo post LIFE risponderà ad alcune delle domande più frequenti delle persone non disabili inerenti quelle disabili.

 

1. Qual è il termine corretto per riferirsi a un disabile?

È forse il dubbio più comune, e la questione su cui si commettono più errori. In alcuni casi, la gente cerca di essere “politicamente corretta” e finisce per usare eufemismi che non fanno altro che peggiorare la situazione.

Il termine corretto e accettato a livello internazionale è “persona disabile”. Qualsiasi altra definizione è imprecisa. La definizione “persona disabile” è in vigore dal 2006, dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Eliminate quindi dal vostro vocabolario definizioni come “portatore di handicap”, “handicappato” e “portatore di necessità speciali”.’

 

2. Cosa devo dire quando mi presentano una persona disabile?

Potreste cominciare dicendo “Salve!” e comunicando il vostro nome. Va bene eliminare frasi come “Piacere di conoscerla”.

Ricordatevi che vi trovate di fronte a una persona in carne e ossa, con sogni, visioni del mondo, paure, aspettative, capacità… Come voi. E allora trattatela normalmente, come fate con tutti.

Facile, no?

 

3. Perché le persone hanno delle disabilità?

Contrariamente a quello che possono pensare molte persone, le grandi cause di disabilità non hanno nulla a che vedere con la genetica e non sono ereditarie. In altre parole, poche disabilità sono congenite.

Nella maggior parte dei casi vengono acquisite nella vita. Infezioni provocate dalla mancanza di cure sanitarie di base, mancanza di assistenza prenatale, errori medici al momento del parto e soprattutto incidenti automobistici e con armi da fuoco sono alcune delle cause delle disabilità. Nessuno è esente. Tutti siamo vulnerabili.

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4. Tutte le persone che hanno la stessa disabilità si conoscono?

No, l’universo composto dalle persone disabili non è piccolo come si pensa. Nel mondo, il 10% della popolazione ha almeno una disabilità, lieve o grave.

In Brasile la percentuale arriva al 25%! È molto difficile che la maggior parte delle persone disabili si conosca e sia amica nelle reti sociali, anche se c’è un forte senso di “gruppo”, di “comunità” tra molte di loro.

E allora non partite dal presupposto che la persona disabile che avete appena conosciuto sia amica di Tizio o Caia.

 

5. Come usano Internet le persone cieche?

Le persone cieche usano Internet, e molto! Chi non lo usa al giorno d’oggi?

Grazie a software vocali che leggono tutto ciò che è sullo schermo, le persone cieche o ipovedenti possono navigare sui siti che preferiscono, ovviamente a patto che questi siano leggibili da questi software.

Quando ciò accade, diciamo che il sito è accessibile. Questi lettori di schermi possono essere installati in qualsiasi dispositivo fornito di multimedialità. Nel caso dell’uso dei computer, i software più comuni sono JAWS, NVDA, Virtual Vision e DOSVOX.

Nel caso dei dispositivi mobili, i più noti sono Talkback (piattaforma Android) e VoiceOver (piattaforma iOS), che sono già installati su smartphone e tablet.

 

6. Ogni sordo è muto?

No, non sempre. La persona sorda nella maggior parte dei casi presenta organi fonoarticolatori integri e ha tutto il potenziale per sviluppare il linguaggio.

Non è che perché sia sordo diventa automaticamente muto. I veri muti sono estremamente rari, e la loro condizione deriva da lesioni cerebrali.

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7. Disabilità intellettiva e malattia mentale sono la stessa cosa?

No! Sono cose del tutto diverse. La disabilità intellettiva (e non “mentale”, come dicono alcuni) può essere conseguenza di una malattia, ma non è una malattia in sé; è una “condizione”, una limitazione determinata.

Oltre alle malattie, la possono provocare incidenti, condizioni socio-economiche sfavorevoli che portano alla privazione di stimoli, denutrizione, fattori organici, ereditari e genetici.

Vale la pena sottolineare che non trattandosi di una malattia non può essere contratta mediante contagio, ovvero nessuno può “prendersi” niente convivendo con persone con disabilità intellettive.

In realtà, ci si possono “prendere” solo affetto e amicizia!

 

8. Ogni persona con disabilità uditiva è sorda?

Non necessariamente. Un sordo è una persona con una disabilità a livello uditivo. In questo caso, non riesce a sentire niente. Ma non tutte le persone con disabilità uditive sono sorde.

Ci sono altri livelli di disabilità uditiva, che può essere lieve o moderata. In questo caso ci sono persone che comunicano attraverso il linguaggio orale senza grandi problemi, soprattutto se la perdita dell’udito è stata sviluppata in età adulta.

 

9. Le persone con disabilità intellettive sono più affettuose?

Le persone con disabilità uditive sono, in generale, ben disposte e affettuose e amano comunicare, ma non è una questione di “più” o “meno”.

La gentilezza di una persona ha molto a che vedere con la sua personalità, la sua educazione e i suoi valori, come nel caso di chiunque altro. Il fatto di avere o meno una disabilità non è determinante.

 

10. Una persona sulla sedia a rotelle può fare sesso?

A volte anche molto. La sessualità è qualcosa di molto più ampio del sesso, e di conseguenza il sesso è molto più dell’incontro di genitali.

Nonostante la scarsa o nulla sensibilità dalla vita in giù, le persone provano piacere attraverso il tatto in altre zone erogene del corpo, o stimoli olfattivi e visivi. Tutto questo aiuta l’irrorazione sanguigna, l’aumento del battito caridaco e il resto che immaginate.

Le persone con disabilità motorie, uomini o donne, possono quindi avere una vita sessuale attiva, sposarsi e nella maggior parte dei casi anche avere figli.

 

Che ne pensate del nostro breve decalogo? Abbiamo sfatato qualche luogo comune, oppure avete suggerimenti o consigli su altre voci da aggiungere alla lista?

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Wildcard, la realtà virtuale aiuta la disabilità

La realtà virtuale negli ultimi anni ha iniziato ad “invadere” ogni aspetto della vita quotidiana.

Utilizzata principalmente a scopo ludico, questa nuova tecnologia ci permette di vivere un’esperienza sensoriale del tutto nuova, incentrata su una visione a 360°.

È su questi presupposti che si ispira il progetto di WildCard che vuole migliorare la vita e l’apprendimento di bambini che hanno disabilità intellettive.

Utilizzando una realtà virtuale immersiva indossabile, si va a stimolare la curiosità, l’attenzione e la concentrazione di questi bambini. Tutto questo viene svolto grazie all’utilizzo della Google Cardboard.

Infatti Wildcard combina insieme un visore per realtà virtuale, una applicazione per smartphone, uno schermo digitale e una applicazione web.

 

Come funziona WildCard?

i3lablogo-768x263Tutti i supporti utilizzati, integrati tra di loro, permettono un monitoraggio completo dell’apprendimento da parte dei bambini con gravi disabilità di apprendimento.

È infatti grazie alle lenti che i contenuti interattivi presentati all’interno dello smartphone vengono percepiti in 3D e che quindi possono essere esplorati direzionando e fissando lo sguardo.

Lo schermo esterno permette, invece, ai terapisti di monitorare ciò che fissano i bimbi, mentre l’applicazione web raccoglie i dati dell’interazione del bambino disabile, permettendo così ai terapisti di visualizzare i livelli di attenzione. Il sistema, oltre a ciò, offre la possibilità di modificare i parametri della storia così da poterla adattare alle esigenze di ogni soggetto.

Wildcard è un progetto nato dal gruppo I3Lab – Innovative Interactive Interfaces presso il Laboratorio Hoc del dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano con l’ausilio de L’abilità Onlus di Milano.

I3Lab e L’abilità Onlus hanno studiato questo sistema di apprendimento, partendo dall’applicazione del principio di stereoscopia e lenti utilizzato dalla Google CardBoard.

Attraverso la proiezione di un’immagina a 360°, si crea un effetto immersivo, incentrato anche sul cambio di visuale (all’interno dello spazio 3D) dovuto al movimento della testa.

 

La sperimentazione del progetto WildCard

La sperimentazione del progetto WildCard è durata tre mesi, ( febbraio – aprile 2016), presso il centro L’Abilità Onlus di Milano ed è arrivata a coinvolgere 11 bambini tra i 6 e 10 anni per una durata di circa 10 sessioni.

Tutti i pazienti erano bambini con diverse disabilità intellettive, tra cui l’autismo e sindrome di down. Altri invece erano giovanissimi con disturbi specifici di apprendimento.

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Bonus Disabili 2016: tutti gli incentivi per le Aziende

Il Bonus assunzioni disabili 2016 è uno dei decreti attuativi del Jobs Act entrati in vigore: chi assumerà lavoratori disabili avrà sgravi contributivi e nuovi incentivi. Le assunzioni, poi, diventeranno obbligatorie a partire dal 1° gennaio 2017 e hanno il compito di favorire l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.

Ecco in dettaglio le novità in tema di lavoro e disabilità. Chi assumerà nel 2016 lavoratori disabili avrà diritto a sgravi contributivi: una riduzione del salario mensile lordo ai fini previdenziali. L’iniziativa, prevista nel decreto n°151/2015, il noto Jobs Act, prevede una serie d’incentivi per i datori di lavoro che assumono disabili, incentivi che variano a seconda della disabilità del lavoratore.

 

Cosa dice il Jobs Act

Nello specifico nel Jobs Act si legge:

  • A chi assume persone con riduzioni di capacità lavorativa fra il 67 e il 79%, o minorazioni assegnate alle quinta e alla sesta categoria del Testo Unico in materia di pensioni di guerra, spetta un bonus assunzioni pari al 35% sul salario mensile lordo per 36 mesi;
  • A chi assume persone con riduzioni superiori al 79%, o minoranze che fanno parte dalla prima alla terza categoria del Testo Unico in materia di pensioni di guerra, verrà attribuito un bonus pari al 70% del salario mensile lordo;
  • A chi assume lavoratori con disabilità intellettiva e psichica con una riduzione della capacità lavorativa del 45% spetta un bonus pari al 70% per una durata massima di 60 mesi se l’assunzione è a tempo indeterminato o ha una durata di almeno un anno.

Gli sgravi vanno richiesti all’INPS, e per ottenerli va inviata un’apposita domanda che verrà esaminata in ordine cronologico. Inoltre, con il rifinanziamento del Fondo regionale per l’occupazione dei disabili, chi assume persone disabili può richiedere un rimborso per coprire eventuali spese necessarie per adottare “accomodamenti ragionevoli per i lavoratori con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%”, come per esempio l’abbattimento delle barriere o la formazione del personale.

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Le linee guida del Ministero

Fra le novità del Jobs Act anche un collocamento ad hoc per i lavoratori disabili; sono anche in arrivo delle nuove linee guida del Ministero per coordinare al meglio le organizzazioni sindacali e i lavoratori.

Altro capitolo del Jobs Act riguarda la modifica della Legge n°68 del 1999 per evitare l’esclusione dal mondo del lavoro e che obbliga ad assumere un determinato numero di persone con disabilità. Entro il 1° gennaio 2017, le aziende saranno obbligate ad assumere un certo numero di lavoratori disabili.

Le aziende con più di 14 dipendenti sono obbligate ad assumere una percentuale di persone con invalidità compresa fra il 46 e il 100%, persone con invalidità superiore al 33%, invalidi per servizio, di guerra. Le percentuali sono le seguenti:

  • Azienda dai 15 ai 35 dipendenti: un disabile
  • Azienda da 36 ai 50 dipendenti: 2 disabili
  • Azienda con più di 50 dipendenti: il 7% dei posti deve essere riservato ai disabili e l’1% ai familiari di invalidi o profughi rimpatriati.

Per calcolare le quote di assunzione bisogna contare tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. Non devono essere però calcolati: i lavoratori con contratto a tempo determinato inferiore ai 6 mesi, disabili, soci di cooperative, dirigenti, lavoratori con contratto di inserimento e le categorie già presentate nel decreto 81 del 2015: chi lavora all’estero, apprendisti, chi lavora a domicilio, chi ha contratti di formazione.

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BED & CARE: Anche i viaggiatori disabili si scambiano casa!

Fare impresa per soddisfare i bisogni e i diritti delle persone, con l’intento di promuovere la loro voglia di viaggiare, conoscere, essere liberi. Questi gli obiettivi dei realizzatori della prima piattaforma italiana di house sharing che risponde alle esigenze di viaggiatori anziani e disabili: Bed and Care.

La mission di questo interessante progetto romano è dare vita ad un modello di turismo solidale, assistito e accessibile, ottimizzando l’offerta turistica esistente, facendola conoscere e rendendola fruibile.

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Vacanze più semplici per i Disabili

In Europa circa 100 milioni di persone con disabilità sono propense a viaggiare, spesso assieme alle proprie famiglie o con i propri assistenti, ma spesso incontrano numerose problematiche negli spostamenti e nei comfort durante il soggiorno.

Da oggi, anche le persone con disabilità hanno la possibilità di godere di una vacanza a basso costo in un luogo già allestito per rispondere alle loro esigenze: Bed & Care è infatti una piazza virtuale che nasce da un’esigenza concreta, quella di integrare un’offerta turistica accessibile con i servizi di assistenza alla persona presenti sul territorio.

L’obiettivo e’ quello di informare i viaggiatori disabili dei servizi disponibili nelle localita’ visitate, ma anche di creare una rete tra le persone, sviluppando un servizio di house sharing tra chi ha disabilita’ simili. Il progetto, che ha appena iniziato la sua campagna di promozione, e’ online all’indirizzo www.bedandcare.com.

La storia del progetto

bed-and-care-romaBed and Care è stato vincitore del concorso Petroleum promosso dalla Fondazione Obiettivo Lavoro in collaborazione con Fondazione Italiana Accenture, dove ha ricevuto un premio di riconoscimento lo scorso 25 novembre presso il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, alla presenza del Ministro Martina.

Nato da un’idea di di Serena Stefanoni e Pier Fabrizio Salberini, un’ex manager e un operatore socio sanitario, ha preso forma lo scorso giugno con l’appoggio della fondazione “Obiettivo Lavoro” che ha creduto da subito in un progetto a forte impatto sociale e fortemente innovativo, che mette al primo posto l’esigenza di mobilità di tutti.

Sul sito ufficiale dell’agenzia troverete tutte le informazioni su alloggi, tariffe e servizi di questa giovane realtà imprenditoriale, molto sensibile al mondo della disabilità e dell’inclusione.

LIFE augura a questo progetto un successo meritato, che riporta alla giusta centralità uno dei diritti più importanti per ogni cittadino, soprattutto disabile: quello di viaggiare e conoscere senza ostacoli il mondo che ci circonda!

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RADIO TUTTI: Quando l’integrazione sociale e l’inclusione passa per la Radio

Si chiama Radio Tutti l’iniziativa d’integrazione sociale per la valorizzazione della disabilità attraverso l’informazione e l’intrattenimento radiofonici.

Affiancati da Chicco Giuliani, conduttore di Radio San Marino (radio pubblica della Repubblica di San Marino) Tamara Rambaldi, Luigi Romeo, Eleonora Santolini e Gianmarco Guglielmi racconteranno agli ascoltatori di sé e del loro Natale, dei loro sogni e delle loro aspirazioni, oltre che curare la selezione musicale dei brani che andranno in onda.

La puntata numero zero è andata in onda il 24 Dicembre scorso, a cui cui è seguito un secondo appuntamento il 27 Dicembre, ma entrambe le trasmissioni potranno essere riascoltate anche sul podcast o tramite l’app Android ed Apple della radio.

Un ambizioso progetto di trasmissione radiofonica che coinvolge come speakers e DJ soggetti svantaggiati, nato anche grazie alla collaborazione della Segreteria di Stato alla Sanità, l’Istituto per la sicurezza sociale e il servizio disabilità della Repubblica di San Marino.

 

Cosa è Radio Tutti

radio-tutti-san-marinoL’idea è venuta a Carlo Romeo, direttore generale di San Marino RTV che riprendendo un progetto romano, ha deciso di coinvolgere le autorità nazionali sammarinesi, in particolare la Segreteria di Stato alla Sanità, l’istituto per la sicurezza sociale e il servizio disabilità e assistenza residenziale della Repubblica che ovviamente si sono resi  subito disponibili.

I quattro ragazzi hanno composto per intero la playlist della puntata con successi italiani e stranieri, scegliendo fra le loro canzoni preferite.

Sono stati inoltre coinvolti in interviste e nel raccontare le loro esperienze ed aspirazioni. Carlo Romeo, lungimirante direttore della Radio, punta molto su questo progetto: “Al momento è un’idea pilota rivolta ai soli diversamente abili residenti nella Repubblica – ha sottolineato ai media – ma se funzionerà vorremmo diventasse un appuntamento fisso, magari mensile, aprendolo anche agli italiani.

E chissà, magari un giorno si potrebbe anche pensare che per questi giovani la radio possa diventare un lavoro vero, retribuito“. L’iniziativa è stata possibile anche grazie agli educatori Linda Sozzi, Thomas Morri e Fiorenzo Marani.

Chicco Giuliani, che a sua volta si è detto arricchito da questa esperienza, l’ha condotta in porto con l’abilità e la professionalità che da sempre lo contraddistinguono: “Il risultato che ne è venuto fuori è molto bello, è stata una esperienza unica“, spiega.

Radio Tutti è un perfetto esempio di quello che si chiama servizio pubblico ed è lodevole che sia stata la radio di San Marino a dare l’esempio. Tra l’altro potete riascoltare le puntate andate in onda direttamente sul sito ufficiale dell’emittente radiofonica.

Noi di LIFE non possiamo che augurarvi buon ascolto ed invitarvi a sostenere iniziative come questa di Radio San Marino!

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Capi d’abbigliamento per disabili e anziani, un’idea tutta modenese

Maglioni aperti sui lati, camicie da notte con apertura a portafoglio, t-shirt con cerniere laterali, accappatoi studiati per evitare il rischio di raffreddamento. Sono alcuni dei capi di abbigliamento della linea Vesta (per uomo, donna e unisex) che si rivolge a persone anziane, allettate, non autosufficienti, con una disabilità cronica o impedimenti temporanei.

“Le persone non autosufficienti o disabili indossano gli stessi abiti degli altri, hanno solo bisogno di attenzioni specifiche sulla modalità di costruzione e sui materiali”, dice Loredana Ligabue, direttrice della cooperativa Anziani e non solo e ideatrice dei Caregiver Day regionali.

La storia

Lega6_VestaUna storia professionale nel tessile e nell’abbigliamento e dal 2001 un’esperienza in ambito sociale, Ligabue ha capito l’importanza di una progettazione innovativa in questo campo e l’ha proposta durante i Caregiver Day. La risposta è arrivata subito, si è formato un gruppo di lavoro ed è nata la start up Mo.Ve che coinvolge tre imprese: la carpigiana Tessitura Roberta per la maglieria, Modance di Castelfranco Emilia per l’abbigliamento e Anna Muzioli, attiva nel campo delle sanitarie.

“La capacità di vestirsi o svestirsi è la prima che si perde invecchiando, con la conseguente perdita di autostima – continua Ligabue- ma anche persone allettate, colpite da ictus, con Parkinson, demenza o Alzheimer possono avere difficoltà a compiere gesti come quello di infilarsi un abito e finiscono per indossare sempre abiti comodi come una tuta. Con accorgimenti di modellatura e allacciatura e tessuti particolari, si può restituire loro la possibilità di vestire in modo dignitoso e gradevole”.

L’importanza dei dettagli

imageTessuti che tengono conto della regolazione della temperatura corporea, capi che tengono la forma per seguire le eventuali evoluzioni ponderali, allacciature facilitate, fogge particolari, uso discreto di ganci e velcro, cerniere collocate in punti strategici.

“L’abbigliamento può avere un ruolo importante nel semplificare la vita all’anziano e a chi lo assiste, ma in generale a chiunque, anche temporanemente impedito per un incidente, ha difficoltà a vestirsi”, dice Anna Muzioli, presidente di Mo.Ve.

Per questo il gruppo ha lavorato su ogni aspetto, dai modelli alle allacciature, dalla manutenzione al lavaggio, scegliendo tessuti traspiranti, elastici, indeformabili. “Fondamentali da questo punto di vista l’esperienza e i suggerimenti di sanitari, operatori socio-assistenziali e familiari”, afferma Muzioli.

Che ne pensate? Quella di Vesta è o non è un progetto davvero rivoluzionario?