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Anziani e libri: un valido strumento per stimolare la memoria

Dalla Gran Bretagna arrivano i risultati di una ricerca strabiliante, leggere combatte non solo la solitudine ma anche la demenza senile e il deterioramento delle cellule celebrali, processo inevitabile con il passare degli anni. Secondo alcuni studi leggere, in particolare a voce alta, è un ottimo rimedio per aiutare i soggetti affetti da Alzheimer.

I libri per colmare la sensazione di vuoto

Con il passare degli anni, nelle persone anziane la sensazione di vuoto è sempre dietro l’angolo. Il libro in questo periodo particolare della vita diventa un potente antidoto contro la solitudine, sopperendo così alla mancanza degli impegni quotidiani che prima occupavano le giornate. La lettura ha la capacità di stimolare le funzioni memoniche, dando un senso ad una fase della vita molto particolare. Grazie a questi strumenti tanto comuni quanto importanti, si può elaborare il vissuto, fare un bilancio e trarre insegnamenti dal passato.

In particolare la lettura ad alta voce, se fatta in determinati momenti può divenire un’opportunità per condividere i propri pensieri in famiglia. Si ha così l’opportunità di proseguire l’antichissima tradizione del cantastorie, sempre presente in tutte le popolazioni e nel susseguirsi dei secoli.

Organizzando sedute settimanali con anziani affetti da patologie che comportano un decadimento cognitivo di livello medio-grave, si può aiutare questi soggetti ad alleviare i sintomi e a rallentare il declino.

stimolare il cervello con la lettura

 

La lettura diviene un vero e proprio trattamento non farmacologico. Nel 20esmo secolo numerosi sono stati i dibattiti a tal proposito e tante le tecniche attuate per trattare alcune patologie con la lettura. La parola “Biblioterapia” sta ad indicare il trattamento effettuato con i libri ovvero il “processo d’interazione dinamica tra la personalità del lettore e la letteratura che avviene sotto la guida di un aiutante addestrato”.

Com’è cominciato il tutto?

Questi studi sono partiti dalla voglia di poter aiutare le persone anziane, in particolare quelle che vivono, per motivi personali o per esigenze mediche in case di riposo. In questi luoghi, quelli più innovativi, si è deciso di organizzare delle librerie accoglienti, in grado di soddisfare la maggior parte dei giusti letterari. La prima volta gli ospiti della casa sono stati accompagnati dagli operatori in questo nuovo spazio, invitandoli a dare un’occhiata in giro, dopodiché ad alta voce un’assistente ha cominciare a leggere qualche capitolo dei libri che avevano scelto gli ospiti. Da questa lettura è nata una discussione che ha entusiasmato tutti, tanto da divenire un appuntamento settimanale molto apprezzato ed essere per alcuni un momento di ritrovo per discutere di quello che hanno letto, per altri invece di scegliere un libro e leggerlo nell’intimità della propria stanza.

Tale risultato è stato così positivo che il professor Philip Davis dall’Università di Liverpool ha deciso di basarsi proprio su questi episodi per condurre diversi studi che si occupano di mettere in collegamento le persone tramite la lettura ad alta voce.

Perché leggere fa bene?

Il vantaggio che si ottiene dalla lettura fatta in compagnia o ad alta voce non è solo un senso di benessere e serenità, come spiegano i ricercatori dall’Università di Liverpool, ma aiuta anche a migliorare l’umore! Per l’87% dei soggetti la lettura di gruppo aumenta la concentrazione, il 73% invece manifesta una maggiore integrazione sociale e per l’altro 86% invece viene ridotta ansia e agitazione!

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Ma non solo, i ricercatori hanno costatato che dopo soli sei mesi di trattamento, i sintomi severi della demenza senile risultano ridotti, i pazienti coinvolti in questi appuntamenti stanno meglio, sono positivi e hanno dei strabilianti miglioramenti della memora a breve e a lungo termine.

Il libro diventa un ottimo strumento anche per creare un forte legame tra l’anziano e il giovane, tra il quale s’instaura una relazione che andrà sempre a migliorare. Le sedute settimanali con altri anziani, sia in casa di riposo che in apposite associazioni aiuta a colmare quell’appetito, quella voglia di sapere che nemmeno con il passare degli anni diminuisce, sono aperte a tutti. Anche in età senile si può imparare. Leggere stimola la memoria, suscita emozioni che potrebbero sembrare perdute, nutre il lessico verbale e porta ad un confronto, che permette così di conoscere nuove persone e instaurare amicizie. Non è importate la tipologia di libero, è importante invece invogliare gli anziani a provare e sperimentare quanto possa far bene leggere, sia da soli che in compagnia.