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Guida: Come si ottiene il contrassegno per disabili

La normativa in tema di circolazione dei soggetti portatori di disabilità con capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta prevede il rilascio di un’apposita autorizzazione previo accertamento sanitario delle condizioni di salute. La suddetta autorizzazione è resa nota mediante l’apposito contrassegno invalidi denominato contrassegno per disabili. Il legislatore precisa che il contrassegno:

E’ strettamente personale: significa che esso può essere usato soltanto se l’intestatario è a bordo del veicolo, alla guida del stesso o accompagnato da terzi. In caso di utilizzazione, il contrassegno dev’essere esposto, in originale, nella parte anteriore del veicolo in modo da risultare chiaramente visibile per gli eventuali controlli, non è vincolato ad uno specifico veicolo,
ha valore su tutto il territorio nazionale.

Al fine di ottenere il rilascio dell’autorizzazione, l’interessato deve presentare apposita domanda al sindaco della propria città di residenza allegando la certificazione medica rilasciata dall’ufficio medico-legale dell’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza, dalla quale risulta che nella visita medica è stato espressamente accertato che la persona per la quale viene chiesta l’autorizzazione ha realmente una capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta.

In tal caso, il contrassegno per la circolazione e la sosta può essere rilasciato per un periodo massimo di 5 anni al termine del quale, al fine di ottenere il rinnovo, sarà necessario presentare un nuovo certificato del medico curante che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio. È anche possibile che l’autorizzazione venga concessa per un periodo transitorio ed a tempo determinato qualora la richiesta sia fatta da persone invalide solo temporaneamente a causa di un infortunio o per altre patologie.

In questa ipotesi, la certificazione medica deve specificare il presumibile periodo di durata dell’invalidità. Al fine del rinnovo qualora, una volta trascorso il periodo indicato nella certificazione, l’invalidità non sia ancora cessata, per l’emissione di un ulteriore contrassegno a tempo determinato sarà necessaria una nuova certificazione medico-legale rilasciata dall’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza che attesti che le condizioni della persona invalida danno diritto al successivo rilascio. Nel caso di decesso del titolare, di perdita dei requisiti che ne hanno legittimato il rilascio o di scadenza del termine di validità, il contrassegno deve essere restituito all’ufficio che lo ha emesso.

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Cosa fare in caso di parere negativo

Qualora la Commissione Medica Locale esprima parere negativo in ordine all’idoneità alla guida del richiedente, il soggetto interessato può agire a tutela del proprio interesse. Il legislatore prevede al riguardo 3 possibilità:

  • attivare il processo di riesame della valutazione medica in autotutela producendo, a richiesta ed a spese dell’istante, una nuova certificazione medica rilasciata dagli organi sanitari periferici della società Rete Ferroviaria Italiana spa dalla quale emerga una diversa valutazione
  • proporre ricorso al Tar: il ricorso deve essere proposto entro il termine perentorio di 60 giorni dalla data di notifica del provvedimento dal contenuto negativo
  • proporre ricorso straordinario al Presidente della Repubblica: il ricorso deve essere proposto entro il termine perentorio di 120 giorni dalla data di notifica del provvedimento di diniego

È bene precisare che la procedura in autotutela non sospende il decorso del termine per agire innanzi al Tar o per proporre il ricorso straordinario al Capo dello Stato: di conseguenza sarà bene ottenere la nuova valutazione prima della scadenza dei termini per avviare l’azione legale o, qualora non sia possibile, agire in ogni caso in sede legale abbandonando eventualmente l’azione qualora la nuova valutazione medica dia esito favorevole per il richiedente.

Si precisa che è onere dell’interessato produrre la certificazione medica più favorevole entro il termine previsto per agire in giudizio poiché nel caso contrario, anche in presenza di una nuova valutazione positiva, si cristallizzerà il provvedimento negativo che si vuole contestare. In ultimo, è bene ricordare che, al fine di ottenere una nuova valutazione medica l’interessato dovrà presentare apposita richiesta, a proprie spese, presso gli organi sanitari periferici della società Rete Ferroviaria Italiana spa (RFI).

 

Contestazione del verbale della Commissione Medica

Al fine di contestare il verbale rilasciato dalla Commissione Medica Locale con il quale il collegio non riconosce al figlio l’idoneità alla guida, si potranno seguire 3 strade:

  • proporre ricorso al Tar entro 60 giorni dal ricevimento del verbale
  • proporre ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni da quando ha ricevuto il verbale
  • chiedere a sue spese una nuova visita medica

Ovviamente la terza possibilità è quella preferibile sia perché è la meno onerosa sia perché non impedisce di agire successivamente, purché entro i termini indicati, innanzi all’autorità giudiziaria. Al fine di ottenere una nuova valutazione dovrà presentare istanza presso la struttura autorizzata a prestare i servizi sanitari offerti da RFI che si trova nel luogo in cui la lettrice e suo figlio hanno la residenza.

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Febbraio 2017: Stanziati nuovi fondi per l’assistenza ai disabili

Con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23/02/2017, sono stati definiti – in accordo con il Ministero della Salute e quello dell’Economia e delle Finanze – i requisiti per l’accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, nonchè la misura della ripartizione per l’anno 2016, di tali risorse alle Regioni.

L’articolo 1 del decreto definisce i destinatari a cui la norma si rivolge e nello specifico prevede che siano da considerare come persona con disabilità grave, i seguenti soggetti:

  • Persona con disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992, accertata con le modalità indicate all’articolo 4 della medesima legge, quindi con accertamento dell’handicap effettuato presso le unità sanitarie locali mediante specifiche commissioni mediche;
  • Persona con disabilità grave priva del sostegno familiare: la persona con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, priva di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno genitoriale, nonché in vista del venir meno del sostegno familiare.

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È opportuno segnalare che la persona con disabilità grave priva del sostegno familiare è assistita ed avviata mediante un percorso mirato a farle garantire adeguata autonomia, anche attraverso progetti personalizzati condivisi con i competenti servizi per il collocamento mirato previsti dalla legge n. 68/99, che possono prevedere l’inserimento in programmi di politiche attive del lavoro, anche sottoforma di tirocini formativi.

Le risorse assegnate al Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità gravi e senza sostegno familiare sono pari a 90 milioni di euro, ripartiti alle singole regioni sulla base della quota di popolazione regionale nella fascia di età 18-64 anni.

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Alexandra Kutas, la modella sulla sedia a rotelle

La stupenda modella che vedete in queste immagini si chiama Alexandra Kutas, e non lo immaginerete mai ma ha qualcosa in più delle sue colleghe…

Alexandra, ventunenne ucraina, vive infatti su una sedia a rotelle da quando è nata, ma non ha lasciato certo che questo condizionasse i suoi sogni, su tutti quello di diventare una modella famosa.

La giovane ragazza ha già lavorato in numerose kermesse internazionali, ed è stata ora invitata a prendere parte anche alla Ukraine Fashion Week, che si svolgerà nel Dicembre di quest’anno.

Alexandra, che concilia la sua passione con il suo primo lavoro, quello di fisiologo, spera che queste partecipazioni le aprano le porte per una carriera nell’alta moda, e le consentano di sensibilizzare persone e istituzioni riguardo all’accessibilità per le persone con disabilità.

Non è solo un sogno che si realizza, ma una vittoria per tutto il mondo dei disabili. Dall’alto di un trono in legno portato ad quattro uomini è divenuta cosi’ la prima top-model disabile scelta per sfilare alla recente Fashion Week di Kiev.

Capelli neri lunghi che le cadono dolcemente sulla schiena, occhi scuri, fin da bambina Alexandra aveva sempre sognato intraprendere la strada dell’alta moda.

 

Un sogno che si realizza

alexandra-kutas-modella-disabile“Sì, è stato difficile, ed è sempre difficile. Ma nel nostro paese, tutto è più difficile quando si tratta di una persona disabile, immobilizzata fisicamente. Tutti lo sanno”.

“Ho scritto lettere a diverse agenzie di top model. Mi hanno risposto che ero molto carina ma che non sapevano come potessero rappresentarmi, perché il mercato non è adatto per questo.

Solamente da due anni, durante la Fashion Week di New York, sono state invitate per la prima volta modelle disabili. E ho sentito che oggi era arrivato il momento anche qui”.

Nata a Dnipro, nell’Est dell’Ucraina, Alexandra è costretta su una sedia a rotelle a causa di una paralisi cerebrale alla nascita.

“La cosa più importante – dice – è il mio messaggio: mostrare che una donna sulla sedia a rotelle può essere vista come una professionista di livello. Questa è la mia passione, è qualcosa che mi ispira”.

 

 

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Assunzioni disabili, scopriamo cosa cambia con i nuovi obblighi

Il 1 gennaio 2017 sono scattati i nuovi obblighi in tema di collocamento mirato, come modificati in seguito alle variazioni apportate dal Jobs Act alla legge 68/1999 sui disabili. Sulla base delle nuove previsioni, i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti non possono più godere della franchigia che era presente nel precedente testo normativo, e che permetteva all’azienda di congelare l’inserimento di un lavoratore disabile fino al momento in cui non fosse stata realizzata una nuova assunzione.

 

Assunzioni disabili: le novità 2017

Facendo un po’ di ordine, ricordiamo come prima della novità che è entrata in vigore il 1 gennaio 2017 i datori di lavoro privati che occupavano da 15 a 35 dipendenti avevano l’obbligo di assumere un disabile solamente nelle ipotesi di nuove assunzioni.

Dal 1 gennaio 2017 in poi, invece, la previsione di cui sopra è stata abrogata, anticipando l’obbligo di assunzione del lavoratore disabile contestualmente al raggiungimento della soglia di 15 dipendenti computabili. In altri termini, dal 2017 non vi è più alcuna condizione sospensiva correlata ad una nuova assunzione, una volta raggiunta la soglia limite.

In maniera più dettagliata, i datori di lavoro pubblici e privati sono obbligati ad avere alle proprie dipendenze dei lavoratori appartenenti alle categorie protette di cui all’art. 1 l. 68/1999, nel rispetto dei seguenti criteri:

  • Il 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti (oltre all’1% riservato a vedove, orfani o profughi)
  • Due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti
  • Un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti

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Gli effetti delle nuove regole sull’assunzione dei disabili

Sul piano più pratico, la nuova regola sembra comportare due effetti: i datori di lavoro che si trovano già nella fascia di organico da 15 a 35 dipendenti computabili dovranno provvedere a coprire la quota di riserva, e poiché la stessa già ricordata legge 68 prevede che i datori di lavoro devono presentare agli uffici competenti la richiesta di assunzione entro 60 giorni dal momento in cui è scattato l’obbligo, la decorrenza dei 60 giorni scatti a partire dal 1° gennaio 2017, ossia dall’insorgenza dell’obbligo medesimo.

Il secondo effetto è legato al fatto che i datori di lavoro che dal 1 gennaio in poi supereranno la soglia dei 14 dipendenti dovranno seguire la stessa regola.

I datori di lavoro che dovessero già avere in forza lavoratori disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, potranno comunque computarli nella quota di riserva se gli stessi hanno una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60 per cento.

 

Sanzioni sempre più salate

Infine, un rapido sguardo alle sanzioni, divenute più salate.

L’articolo 15, della legge 68/1999 stabilisce che, trascorsi 60 giorni dalla data in cui insorge l’obbligo di assumere i disabili, per ogni giorno lavorativo durante il quale risulti non coperta, per cause imputabili all’azienda, la quota dell’obbligo, il datore di lavoro stesso è tenuto al versamento (al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili) di una somma pari a cinque volte la misura del contributo esonerativo di cui all’articolo 5, comma 3-bis, al giorno, per ciascun lavoratore disabile che risulta non occupato nella medesima giornata.

In termini assoluti, l’importo corrisponde a 153,20 euro per ciascun lavoratore disabile che risulta non occupato nella giornata, contro i 62,77 euro previsti dal testo precedente.

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Progetto KIMAP: quando la tecnologia è al servizio della disabilità

L’innovativo progetto KIMAP, presentato dalla start-up fiorentina KINOA, è stato selezionato tra i vincitori della Tuscan Big Data Challenge, iniziativa rivolta alle imprese toscane impegnate nell’esplorazione delle potenzialità dei Big Data e promossa da SoBigData.

Quest’ultimo è un laboratorio costituito da enti di ricerca quali il CNR di Pisa, l’Università di Pisa, la Scuola normale superiore e l’IMT Alti Studi Lucca e fa parte della più grande infrastruttura di ricerca sui Big Data in Europa.

L’obiettivo principale di Kimap è facilitare e aumentare la mobilità e l’autonomia dei disabili. Per raggiungere tale risultato Kimap si propone un sistema fondato su due concetti chiave: mappatura partecipata delle barriere architettoniche e navigazione.

La mappatura viene realizzata dagli utenti stessi, attraverso un dispositivo incorporato nei loro ausili, mentre la navigazione è resa affidabile e di immediato utilizzo da un’applicazione per smartphone, che guida gli utenti attraverso i percorsi mappati.

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Gli ideatori dell’ambizioso progetto

A chi e’ rivolto il progetto

I beneficiari di Kimap sono in primo luogo i disabili (che possono facilmente segnalare ostacoli, difficoltà e impedimenti nel percorrere una strada o un itinerario turistico) ma anche I produttori di ausili.

Questa tecnologia permette loro di offrire un servizio aggiuntivo ai propri clienti, aumentando il contenuto di innovazione degli ausili ed accrescendone di fatto il valore. Non sono da escludere gli enti pubblici, che possono usare Kimap per adempiere agli obblighi di mappatura delle barriere architettoniche, in ottemperanza alla legislazione regionale e nazionale, o per lo sviluppo di percorsi turistici.

L’innovazione di Kimap non si limita al suo contenuto tecnologico ma si estende alla visione che vi sta dietro: Lo sviluppo della tecnologia come risposta alle necessita’ reali. L’analisi delle comunità locali, la rilevazione del problema di presenza di barriere e della mancanza di accessibilità sono stati i punti di partenza per l’ideazione di questo prodotto tecnologico.

Kimap vuole dare risposta ad un’esigenza avvertita e segnalata da molti attori quali singoli cittadini, associazioni ed istituzioni.

 

Cosa è Kinoa

Kinoa srl è una giovanissima start-up iscritta al registro nazionale delle Start up Innovative a marzo del 2016, nata come spinoff di rete Sviluppo dalla volontà imprenditoriale di Marco Scarselli (Co-founder) e Lapo Cecconi (Co-founder) con la partecipazione della stessa reteSviluppo (Firenze), di Iris Ricerche (Prato) e di Sistemi Territoriali (Pisa).

Ha come mission la realizzazione di prodotti innovativi attraverso l’integrazione di Big Data e tecnologie di Internet of Things. Riusciranno questi ragazzi a cambiare in meglio il mondo della disabilità? Noi di LIFE ne siamo certi e diamo totale fiducia al talento di Scarselli e Cecconi!

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Parcheggi disabili protetti, ci pensa Tommy!

E’ il difensore dei parcheggi riservati ai disabili: in pratica avvisa con un segnale sonoro se i veicoli che provano a parcheggiare non sono quelli autorizzati. Si chiama Tommy, e nel II Municipio di Roma ne sono stati istallati ben cinque.

“Una delle tematiche che inevitabilmente accentua il disagio e crea nuovi handicap è la mobilità e i servizi ad essa connessi: traffico, autobus non a norma, parcheggi per disabili insufficienti, posti in concessione occupati dall’automobilista “distratto” – spiega Elena Improta, Presidente della Onlus.

“Per questo appena abbiamo letto articoli e post comparsi in rete su Tommy, dopo la sperimentazione pratica nel primo municipio, abbiamo deciso di muoverci rapidamente e in autonomia. Grazie all’assessore alla mobilità del I municipio, Anna Vincenzoni ci siamo messi in contatto col direttore generale di ACI Consult, con cui abbiamo fatto partire il percorso pratico che ci ha condotto alla fattibilitá delle prime installazioni.”

 

Cosa fa Tommy?

tommy parcheggio disabiliIl dispositivo è semplice, economico e di facile installazione. Una piastra di 30 cm dotata di un sensore che verifica l’occupazione dell’area ed attiva un segnale sonoro in presenza di veicoli non autorizzati.

L’allarme si interrompe quando il parcheggio viene liberato dal trasgressore oppure con il telecomando abilitato. Già sperimentato per un mese nel 2014, il rilevatore era stato presentato durante la Giornata Internazionale della Mobilità Sostenibile lo scorso settembre, con la messa a terra di due dispositivi campione nei municipi I e XIII.

E’ realizzato da Aci Consult, società del gruppo Aci specializzata in servizi per l’ambiente e la mobilità, e recentemente approvato anche dal ministero dei Trasporti. “Rientra tra le diverse iniziative che abbiamo sviluppato e stiamo portando avanti come Aci per il sociale, certi che sia necessario un impegno forte e collettivo per migliorare la qualità dei servizi per la mobilità dedicati ai disabili”, dichiara Riccardo Colicchia direttore generale ACI Consult.

“Il rilevatore in realtà lo stanno chiedendo anche per altri obiettivi ed è un segnale importante che un dispositivo, creato per tutelare un diritto spesso negato di chi ha disabilità, possa essere utile per funzioni necessarie a tutto il resto della società.”

 

La Onlus romana Oltre lo Sguardo

L’investimento di circa 250 euro a rilevatore più 30 euro di spese di installazione è tutto a carico di Oltre lo Sguardo, la Onlus nata nel 2006 e impegnata sul territorio del II Municipio di Roma per sviluppare modelli di intervento integrati a favore delle famiglie fragili presenti sul territorio.

La Onlus è sostenuta da libere donazioni dei Soci ordinari che fruiscono gratuitamente dei servizi messi a disposizione: 3 laboratori settimanali, fine settimana a Roma e a Capalbio, progetti di assistenza individuale domiciliare e non, organizzazione di convegni sui temi della disabilità.

Può contare anche su donazioni di Soci sostenitori e Soci onorari. “In particolare  i fondi per i Tommy li scaleremo dalla donazione di 5000 euro che la nostra cara amica e Socia sostenitrice Daniela de Gennaro, scomparsa lo scorso 26 novembre 2016,  ha voluto, prima di lasciarci, destinare ai nostri progetti a favore dei disabili.”

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Call For Ideas: 1,6 milioni che uniscono sport e disabilità

Fondazione Vodafone Italia chiama a raccolta tutte le associazioni, gli enti e le organizzazioni non profit italiane, che sono impegnate nella promozione dello sport, e lancia Call for Ideas: il bando da 1,6 milioni di euro a sostegno delle migliori idee e dei migliori progetti volti a incoraggiare la diffusione della pratica sportiva tra i disabili.

Lo sport è un potente motore di crescita, integrazione e socialità, soprattutto per coloro che ogni giorno convivono con i problemi derivanti dalle varie forme di disabilità fisica o cognitiva. Contribuire ad avvicinare il più ampio numero possibile di disabili allo sport, veicolando un modello di sport inclusivo e partecipativo, è uno gli obiettivi che Fondazione Vodafone si propone con questa nuova Call for Ideas.

Al bando possono partecipare enti e associazioni no profit presenti sul territorio nazionale, quali: società e associazioni sportive senza scopo di lucro, federazioni sportive paraolimpiche, federazioni sportive riconosciute dal CIP come discipline sportive paraolimpiche, enti di promozione sportiva paraolimpica, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali o consorzi di cooperative sociali, associazioni di promozione sociale (APS), associazioni, fondazioni e imprese sociali riconosciute e iscritte presso il Registro delle Imprese secondo la legge 155/2006.

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Coloro che vorranno candidarsi potranno farlo online, fino al 31 gennaio 2017, sul sito ufficiale, compilando il form online e allegando la documentazione richiesta sul progetto che vorranno presentare.

Per i progetti più meritevoli, Fondazione Vodafone mette a disposizione un contributo complessivo di 1,6 milioni di euro, che verrà erogato e distribuito a seconda della tipologia di progetto presentato. Più nel dettaglio, sono due in tutto le tipologie di idee ricercate:

  • Progetti ad elevato impatto sociale con dimensione nazionale, che favoriscano l’inclusione sportiva, anche attraverso innovazioni sistemiche e/o azioni capaci di coinvolgere ampi gruppi di disabili, famiglie, allenatori, volontari e così via. A tale ambito Fondazione Vodafone riserva un contributo complessivo di 1,2 milioni di euro.
  • Progetti ad elevato impatto sociale con dimensione locale, sviluppati nell’ambito della comunità di riferimento dell’associazione proponente, come per esempio l’avvio di un nuovo progetto sportivo o il miglioramento dell’accessibilità a impianti e strutture. In questo caso, i progetti ammessi verranno inclusi in un programma di crowdfunding con un meccanismo di matching grant di Fondazione Vodafone al raggiungimento del 50% del capitale richiesto. A questo ambito Fondazione Vodafone riserva un contributo complessivo di 400 mila euro.

I progetti candidati saranno valutati ed esaminati da un comitato di valutazione con competenze ed esperienza specifica nei settori di riferimento, che terrà conto dell’impatto sociale, inteso come numero di persone coinvolte ed impattate dall’idea progettuale, dell’esperienza in ambito sportivo e, in particolare, di inclusione sportiva, della fattibilità tecnica e sostenibilità economica, della replicabilità, originalità e innovazione del progetto.

Per maggiori informazioni dettagliate sul bando, visitate il sito: www.fondazionevodafone.it

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Nasce in Toscana la prima sartoria gestita da personale disabile

Apre un Firenze la prima sartoria, ampie ben 270 metri quadrati, in cui opereranno oltre 20 persone, la metà delle quali disabili e con fragilità, che lavoreranno grazie a inserimenti professionali socio-terapeutici.

Il laboratorio sartoriale si chiama Flo Mani facturing e sorge a due passi dal centro storico. Un vero e proprio progetto 2.0 del social business che nasce grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Unicoop Firenze (che ha messo a disposizione a condizioni agevolate i locali della sartoria e con cui Flo collabora attraverso il Progetto Tum Tum), Fondazione Carlo Marchi e con il sostegno di Sime Telecomunicazioni spa.

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Flo Mani facturing trova la sua collocazione ideale in un grande open space in via Cimabue (il cui restyling d’interni è stato affidato a Stefano Giannetti dello studio d’architettura Ikare) all’interno del quale lavora una squadra composta dalla giovane fashion designer Viola Collini, dal sarto professionista Marco Silvestris, e da una rete di collaboratrici e volontarie, affiancate da ragazzi arrivati a Flo come inserimenti socio-terapeutici.

La sartoria era un sogno nel cassetto, che le socie fondatrici di Flo – Elisabetta Renzoni, Guia Michelagnoli e Maria Serena Asso – portavano con sé fin dal 2011, anno che segna l’inizio della storia imprenditoriale della cooperativa sociale Flo, un modello di business vincente fondato su un piccolo paradosso: lavoro inclusivo e prodotti esclusivi.

Il nome scelto per la nuova sartoria racchiude proprio il senso di tutto il progetto ossia che un prodotto di elevata qualità passi dal talento, e soprattutto dal lavoro e dalle mani delle persone.

“Ciò che ci ha sempre unite – spiega Elisabetta Renzoni – è la forte convinzione che grazie al lavoro si possa restituire dignità alle persone. È per questo che ci siamo sempre impegnate, nel nostro piccolo, a dare un ruolo, un valore, un’occupazione a chi si riaffaccia al mercato del lavoro, nonostante le difficoltà di un momento o della vita”.

 

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ISEE 2016: informazioni sulle esenzioni dal reddito dei disabili

Aggiornate da parte dell’INPS le FAQ sul nuovo ISEE, ovvero sull’Indicatore della Situazione Economica Equivalente post-riforma 2015 (Dl n. 42/2016, convertito dalla legge n. 89/2016).

Tra gli ultimi chiarimenti la conferma che non rientrano nel calcolo del reddito le indennità e i contributi percepiti da soggetti con disabilità e non autosufficienza.

In particolare, sono escluse dal Quadro FC4 della DSU prestazioni quali:

  • Contributo per l’abbattimento delle barriere architettoniche
  • Voucher per servizi all’infanzia
  • Assegni di cura
  • Bonus gas e elettrico
  • Altre forme di compartecipazione al costo di beni o servizi del disabile

A riconoscere le ragioni di disabili e non autosufficienti, che chiedevano di non far rientrare nel reddito complessivo ai fini ISEE anche le indennità e le pensioni percepite dai soggetti disabili è stato il TAR Lazio con le sentenze nn. 2454/15 – 2458/15- 2459/15.

Interpretazione poi ribadita da tre diverse sentenze del Consiglio di Stato che ha confermato definitivamente come tutte le forme di indennità erogate ai disabili, sia risarcitorie sia di accompagnamento, non devono essere considerate reddito per il calcolo dell’ISEE.

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Nel dettaglio, nella risposta INPS inserita tra le FAQ ISEE si legge:

“Non vanno indicati, a prescindere dalla rendicontazione, i contributi erogati a titolo di rimborso per spese che la persona con disabilità e/o non autosufficienza ha la necessità di sostenere per svolgere le sue attività quotidiane (ad esempio i contributi per l’assistenza indiretta, vita indipendente, gli assegni di cura, i contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche o per l’acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati o per il trasporto personale).

Non costituiscono trattamenti e non devono perciò essere indicati le eventuali esenzioni e/o agevolazioni per il pagamento di tributi, le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché le erogazioni di buoni servizio e/o voucher che svolgono la funzione di sostituzione di servizi. Analogamente non devono essere indicati i contributi che sono erogati a titolo di rimborso spese, poiché, assimilabili, laddove rendicontati, alla fornitura diretta di bene e/o servizi.

Non costituisce trattamento assistenziale, previdenziale ed indennitario e non va indicato il rimborso spese per le famiglie affidatarie di persone minorenni.”

LIFE vi segnala che ulteriori informazioni dettagliate sull’ISEE 2016 sono reperibili nelle FAQ (domande frequenti) del sito ufficiale dell’INPS.

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Sofia Rocks: La prima web serie sul mondo della disabilità

Nasce a Bologna la prima web serie che racconta, senza ipocrisie e inutili giri di parole, il mondo della disabilità e dell’handicap.

Sofia Rocks – invito speciale, è un viaggio condotto dalla ventisettenne video-blogger Sofia Righetti, sulla sua scintillante “due ruote” nel mondo della disabilità.

I temi esplorati, non ve ne stupiate, sono gli stessi che riguardano, ebbene si, le persone “normali”: la sessualità e l’affettività, lo sport, il lavoro, l’arte. Infatti, obiettivo dei corti, è proprio quello di portarci a scoprire la realtà di chi è, è il caso di dirlo, diversamente abile.

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Realtà che Left aveva raccontato facendo parlare i ragazzi dell’Altro Spazio, locale gestito da disabili e alla portata di… tutti. Proprio al fine di rompere l’idea che il mondo sia diviso fra chi vi può avere accesso e chi no.

Le cinque puntate, prodotte da Filandolarete insieme all’agenzia giornalistica Agenda, con il sostegno della Film Commission della Regione Emilia-Romagna, ospitano storie vere unite a testimonial d’eccezione, come, fra gli altri, Alessandro Bergonzoni, Maurizio Landini, l’allenatore Roberto Donadoni o la campionessa paraolimpica Martina Caironi.

Un giro al seguito della sferzante Sofia, che fra ritmo e messaggio sociale, ci accompagna la dove le barriere diventano possibilità, e i limiti, creatività.

Premessa indispensabile di tutta la web serie è che per combattere discriminazioni, ignoranza, razzismo ed emarginazione, è importante lavorare su una nuova impostazione culturale, che veda nella diversità, e dunque nelle persone con disabilità una ricchezza; come un’opportunità da cui far nascere nuove soluzioni e risposte.

Nuovi mondi da esplorare, per l’appunto.

Per questo tutta la serie sarà intrecciata al tema di una nuova cultura della disabilità e racconterà come – grazie alle tecnologie, all’integrazione scolastica e lavorativa, all’eliminazione delle barriere architettoniche, all’accessibilità del tempo libero e dell’arte, a un welfare inclusivo – sia possibile rendere semplice e ricca la vita di una persona disabile, senza che questa debba per forza essere un eroe o una persona speciale.