assunzioni disabili 2018

Assunzioni disabili 2018: la normativa che tutela la categoria

Così come previsto dal Jobs Act, dal primo gennaio di quest’anno sono entrate in vigore le nuove norme che stabiliscono e curano l’assunzione dei disabili. Dal 2018 un po’ di cose sono cambiate, si è passati dalla norma transitoria che consentiva alle aziende una certa flessibilità nelle assunzioni, ad un sistema più rigido, in cui nessuno può essere esonerato. Tutti infatti dovranno adeguarsi alle novità, pena pesanti multe per le aziende.

Cosa dice la norma?

Secondo la nuova normativa, tutte le aziende che hanno più di 14 dipendenti sono obbligate ad assumere dei lavoratori disabili, così da non escludere questa categoria dal mercato del lavoro. L’obbligo è scattato dal 1° gennaio 2018. Prima con la fase transitoria l’azienda aveva la possibilità di assumere 15 dipendenti e posticipare l’assunzione obbligatoria del disabile. Ora invece le cose sono cambiate, nel momento in cui l’azienda raggiunge la quota di 15 dipendenti deve subito scattare l’assunzione di un soggetto invalido. Se ciò non accadesse vi è una multa di 153,20€ per ogni giorno trascorso dall’assunzione del 15esimo lavoratore a quello dell’assunzione del disabile.

Sono esonerate sono le aziende con un tasso INAIL superiore al 60 per mille. In tal caso questi possono decidere di esonerarsi dall’obbligo di assumere un lavoratore disabile pagando una quota di 30,64€ al giorno per ciascun lavoratore non assunto.

I soggetti disabili che possono beneficiare di questa normativa

La nuova legge in merito alle assunzioni di questa categoria protetta del mercato del lavoro, fa si che rientrino in questa categoria:

  • I soggetti con un’invalidità compresa tra il 46% e il 100%;
  • Gli invalidi del lavoro con una percentuale del 33%;
  • Invalidi di servizio;
  • Invalidi di guerra e civili di guerra;
  • Soggetti non vedenti o sordomuti;
  • Categorie protette.

cambiamento normativa assunzione disabili

Rientrano nelle categorie protette tanti soggetti come i profughi italiani, orfani e vedove di padri/mariti deceduti a causa del lavoro, figli o coniugi di soggetti invalidi dichiarati incollocabili, invalidi per servizio o di guerra con pensione che rientra nella prima categoria, vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Quanti lavoratori disabili per azienda?

Il numero di lavoratori disabili da assumere per ogni azienda dipende da quanti sono i dipendenti assunti. Aziende con un numero di dipendenti che vanno da 15 a 35 devono assumere solo 1 soggetto disabile, da 36 a 50 dipendenti 2 soggetti disabili e aziende con più di 50 dipendenti devono riservare il 7% dei posti disponibili a persone disabili e l’1% alle famiglie degli invalidi e dei profughi rimpatriati.

L’obbligo va assolto tramite una richiesta nominativa, indirizzata ai servizi disabili del luogo fisico in cui si trova l’azienda. Affinché la legge venga rispettata, è compito dell’ispettorato territoriale del Lavoro a vigilare sulle assunzioni.

Garantire un luogo di lavoro adatto ai disabili

La legislazione, oltre a tutelare i datori di lavoro con rimborsi e incentivi, tutela anche i lavoratori disabili, mettendoli in condizioni di poter lavorare in ambienti adatti. Ad esempio nel caso in cui il lavoratore assunto facesse parte della categoria “disabile da lavoro”, l’Inali può intervenire con misure di sostegno al fine di garantire al lavoratore la parità dei diritti. Lo fa rimborsando le aziende che effettueranno degli interventi strutturali al fine di abbattere le barriere architettoniche nel luogo di lavoro, per un costo massimo di spesa rimborsabile pari a 95mila euro. Ma non solo! Il rimborso è previsto anche per l’adeguamento e l’adattamento delle postazioni di lavoro e per la formazione, rimborsando rispettivamente 40 mila e 15 mila euro.

normativa assunzione disabili

Le aziende che non si adegueranno all’entrata in vigore della legge, pagheranno sanzioni molto salate. Mentre prima vi era una tempistica di 12 mesi per poter regolarizzare la posizione di un dipendente con disabilità, oggi non è più così. Il termine massimo è il 1 marzo 2018, 60 giorni dall’entrata in vigore dall’obbligo, quindi l’assunzione dovrà scattare dal 2 marzo.

La legislazione ha in questo modo messo il datore di lavoro davanti alla scelta di pagare di più per saldare la multa o assumere un dipendente disabile, accedendo così a tutti i sussidi e aiuti, pagando meno di quanto costerebbe saldare la multa.

 

 

 

 

anziani e libri

Anziani e libri: un valido strumento per stimolare la memoria

Dalla Gran Bretagna arrivano i risultati di una ricerca strabiliante, leggere combatte non solo la solitudine ma anche la demenza senile e il deterioramento delle cellule celebrali, processo inevitabile con il passare degli anni. Secondo alcuni studi leggere, in particolare a voce alta, è un ottimo rimedio per aiutare i soggetti affetti da Alzheimer.

I libri per colmare la sensazione di vuoto

Con il passare degli anni, nelle persone anziane la sensazione di vuoto è sempre dietro l’angolo. Il libro in questo periodo particolare della vita diventa un potente antidoto contro la solitudine, sopperendo così alla mancanza degli impegni quotidiani che prima occupavano le giornate. La lettura ha la capacità di stimolare le funzioni memoniche, dando un senso ad una fase della vita molto particolare. Grazie a questi strumenti tanto comuni quanto importanti, si può elaborare il vissuto, fare un bilancio e trarre insegnamenti dal passato.

In particolare la lettura ad alta voce, se fatta in determinati momenti può divenire un’opportunità per condividere i propri pensieri in famiglia. Si ha così l’opportunità di proseguire l’antichissima tradizione del cantastorie, sempre presente in tutte le popolazioni e nel susseguirsi dei secoli.

Organizzando sedute settimanali con anziani affetti da patologie che comportano un decadimento cognitivo di livello medio-grave, si può aiutare questi soggetti ad alleviare i sintomi e a rallentare il declino.

stimolare il cervello con la lettura

 

La lettura diviene un vero e proprio trattamento non farmacologico. Nel 20esmo secolo numerosi sono stati i dibattiti a tal proposito e tante le tecniche attuate per trattare alcune patologie con la lettura. La parola “Biblioterapia” sta ad indicare il trattamento effettuato con i libri ovvero il “processo d’interazione dinamica tra la personalità del lettore e la letteratura che avviene sotto la guida di un aiutante addestrato”.

Com’è cominciato il tutto?

Questi studi sono partiti dalla voglia di poter aiutare le persone anziane, in particolare quelle che vivono, per motivi personali o per esigenze mediche in case di riposo. In questi luoghi, quelli più innovativi, si è deciso di organizzare delle librerie accoglienti, in grado di soddisfare la maggior parte dei giusti letterari. La prima volta gli ospiti della casa sono stati accompagnati dagli operatori in questo nuovo spazio, invitandoli a dare un’occhiata in giro, dopodiché ad alta voce un’assistente ha cominciare a leggere qualche capitolo dei libri che avevano scelto gli ospiti. Da questa lettura è nata una discussione che ha entusiasmato tutti, tanto da divenire un appuntamento settimanale molto apprezzato ed essere per alcuni un momento di ritrovo per discutere di quello che hanno letto, per altri invece di scegliere un libro e leggerlo nell’intimità della propria stanza.

Tale risultato è stato così positivo che il professor Philip Davis dall’Università di Liverpool ha deciso di basarsi proprio su questi episodi per condurre diversi studi che si occupano di mettere in collegamento le persone tramite la lettura ad alta voce.

Perché leggere fa bene?

Il vantaggio che si ottiene dalla lettura fatta in compagnia o ad alta voce non è solo un senso di benessere e serenità, come spiegano i ricercatori dall’Università di Liverpool, ma aiuta anche a migliorare l’umore! Per l’87% dei soggetti la lettura di gruppo aumenta la concentrazione, il 73% invece manifesta una maggiore integrazione sociale e per l’altro 86% invece viene ridotta ansia e agitazione!

anziani e lettura

Ma non solo, i ricercatori hanno costatato che dopo soli sei mesi di trattamento, i sintomi severi della demenza senile risultano ridotti, i pazienti coinvolti in questi appuntamenti stanno meglio, sono positivi e hanno dei strabilianti miglioramenti della memora a breve e a lungo termine.

Il libro diventa un ottimo strumento anche per creare un forte legame tra l’anziano e il giovane, tra il quale s’instaura una relazione che andrà sempre a migliorare. Le sedute settimanali con altri anziani, sia in casa di riposo che in apposite associazioni aiuta a colmare quell’appetito, quella voglia di sapere che nemmeno con il passare degli anni diminuisce, sono aperte a tutti. Anche in età senile si può imparare. Leggere stimola la memoria, suscita emozioni che potrebbero sembrare perdute, nutre il lessico verbale e porta ad un confronto, che permette così di conoscere nuove persone e instaurare amicizie. Non è importate la tipologia di libero, è importante invece invogliare gli anziani a provare e sperimentare quanto possa far bene leggere, sia da soli che in compagnia.

robotica e anziani

Robotica rivoluzionaria: aiutare anziani e disabili con la tecnologia

Tanti sono i passi in avanti che la robotica sta compiendo nell’ambito della tecnologia che si utilizza per rendere la vita più agevole ad anziani e persone disabili. Non parliamo più di semplici accessori che aiutano a vivere il quotidiano con maggior facilità, ma di robotica indossabile, esoscheletri riabilitatiti e carrozzine intelligenti che rendono lo sport e il turismo realmente accessibile a tutti.  Questo cambiamento sta avvenendo proprio nei laboratori delle università italiane. I ricercatori hanno fatto passi da gigante. Tutte le novità sono state presentante durante la quinta edizione della Maker Faire di Roma.

Dita robotiche ed esoscheletri indossabili

Una delle soluzioni più utili proposte è stato il sesto dito robotico, presentato dal SIRS Lab dell’Università di Siena. Questo dispositivo è stato realizzato pensando a tutte le persone che hanno perso l’uso delle mani a causa dell’ictus. Infatti gli arti superiori sono la parte del corpo più colpita da questa patologia. Il dito è stato realizzato per creare una presa ibrida fra il braccio e l’arto robotico. Così facendo il soggetto può compiere tutte quelle semplici azioni che per chi non può muovere le dita o la mano sono impossibili, come afferrare una bottiglia o le posate, prendere il telecomando e tutte quelle azioni che richiedono i task manuali. Ma non solo! Presso quest’università già si sta lavorando alla realizzazione di un sistema di comunicazione per ciechi, al fine di riprodurre sensazioni tattili nello spazio e nel tempo. In pratica con questa soluzione sarà possibile aggiungere ai normali sistemi di comunicazione che utilizziamo, come Skype, l’opzione tattile, consentendo così alle persone cieche di poter ad esempio stringere la mano con il proprio interlocutore.

robotica e disabili

Dalla scuola di biorobotica di Sant’Anna invece arriva un’idea innovativa che permette di accrescere i movimenti di persone disabili: gli esoscheletri. Si tratta di strumenti che restituiscono la mobilità a persone costrette sulla sedia a rotelle o ad anziani affetti da sarcopenia. Proprio le patologie legate al cammino e agli arti superiori sono quelle che colpiscono maggiormente, abbassando lo standard qualitativo della vita e aumentando la mortalità.

Uno degli esoscheletri di maggiore interesse è Orion, un tutore applicabile agli arti comandato direttamente dagli impulsi muscolari tramite elettromiografo. Chi indossa questo esoscheletro avrà una maggior forza.

Ma non solo! La robotica ha anche pensato ai soggetti paralizzati dal collo in giù. Grazie ad una sedia a rotelle smart, questi soggetti possono azionarla con il solo movimento del volto. Utilizza una video-cam Intel che invia, tramite Bluetooth le informazioni al Pc, che a sua volta avvia un micro-controllore nelle ruote.

Robotica per gli amanti dello sport

Chi ama lo sport e non vuole rinunciarvi, grazie ad una carrozzina progettata da Michele Bombardieri e Simone Fontanesi, oggi sul mercato è presente una soluzione ad un costo contenuto adattabile a diversi tipi di disabilità e dimensioni corporee. Questa carrozzina voluta dalla nazionale italiana di atletica paraolimpica è una vera rivoluzione!

robotica e innovazioni

Altro passo avanti nel mondo dello sport è il sistema di supporto alla navigazione per atleti ciechi o ipovedenti, che permette loro di praticare sport come il SUP (Stand Up Paddle), il windsurf o la vela senza accompagnatore. Questo sistema usa una centralina di controllo di volo che per i sistemi autonomi e robotici comprende magnetometro, Imu e Gps. Tramite un software che pianifica il percorso, il soggetto più seguirlo grazie vibrazioni inviare alle cavigliere, così da segnalare la giusta direzione.

Turismo e robotica

Finalmente anche i soggetti disabili potranno scoprire le meraviglie del nostro territorio grazie a questo nuovo veicolo. Si tratta di un fuoristrada elettrico, ottenuto dal riadattamento di un veicolo da golf, dotato di un vano posteriore per una carrozzina. È disponibile sia per il noleggio che per le associazioni che organizzano escursioni naturalistiche. Il veicolo è implementato con batterie, pannetti solari e strumenti di guida speciali.

disabili e barrire architettoniche

Agevolazioni fiscali 2018 per eliminare le barriere architettoniche

Grazie all’approvazione definitiva della legge di bilancio del 2018, avvenuta il 23 dicembre, sono stati prorogati i bonus ristrutturazioni per tutto l’anno. Questa bellissima notizia è una vera e propria ventata di aria fresca per chi vive con un disabile, e sa quanto sia importante abbattere le barriere architettoniche e rendere la casa un luogo sicuro in grado di soddisfare le esigenze di movimento.

Barriere architettoniche: un vero problema per i disabili

Le barriere architettoniche sono tutti quegli elementi costruttivi che limitano lo spostamento del soggetto. Per fare un esempio pratico, per una persona con menomazione fisica o psichica, una scala, una rampa o un gradino possono essere una barriera architettonica. Lo scopo del bonus è eliminare le barriere negli ambienti domestici.

Per tutto il 2018 sono confermate le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia, tra cui rientrano gli interventi sugli immobili di interesse delle barriere architettoniche. La detrazione sarà del 50% della spesa sostenuta, per un limite massimo di 96.000 euro. Uno degli aspetti positivi è anche la possibilità di usufruire in contemporanea del bonus e delle detrazioni del 19% previsto per le spese sanitarie.

disabili e detrazione ristrutturazioni

La legge di riferimento è il DM 236/89, attuativo della Legge 18/39. Il primo decreto ministeriale detta i parametri tecnici e dimensionali per gli spazi privati ​​e gli edifici. Ne sono un esempio le caratteristiche di scale, ascensori, rampe e spazi per effettuare la rotazione della sedia a rotelle.

Nel quotidiano, si pensi a quanto può essere difficile entrare in ascensore, entrante in bagno o agevolmente in una stanza o salire le scale. E da qui parte la necessità di modificare gli ambienti affinché queste operazioni quotidiane diventino semplici per chi usufruisce della sedia a rotelle.

Tutti gli interventi di ristrutturazione sono quindi volti a migliorare la mobilità del disabile in casa propria.

Chi e come può usufruire del bonus?

Chi può usufruire di questo incentivo fiscale? Oltre ai proprietari dell’immobile, possono utilizzare il bonus anche i titolari di altri diritti reali come i nudi proprietari o gli usufruttari. Rientrano nella categoria di persone che possono utilizzare la detrazione Irpef anche gli inquilini, i comodatari e il promittente acquirente che ha registrato il contratto preliminare.

Ovviamente fanno parte della categoria di beneficiari fiscali anche i familiari conviventi che abbiano sostenuto spese per favorire la vita motoria dell’assistito.

Il rimborso del 50% si ottiene in sede di dichiarazione dei redditi. Vanno indicati i dati catastali dell’immobile ristrutturato e delle barriere architettoniche eliminate. Per questo è necessario conservare tutti i documenti relativi alla ristrutturazione, come le domande e le delibere per effettuare i lavori.

disabili e bonus 2018

Il bonus viene restituito tramite bonifico bancario o postale. Bisognerà indicare nella causale il riferimento all’articolo 16 bis TUIR, il codice fiscale del beneficiario e di chi effettua il pagamento.

Tipologie di lavori che rientrano nel bonus

Non tutti i lavori di ristrutturazione per favorire la mobilità motoria di una persona disabile rientrano nel bonus che agevola l’intervento. Secondo la legge infatti, si possono detrarre dall’Irpef solo le spese che servono a eliminare le barriere architettoniche, come il montaggio di ascensori e rampe o l’eliminazione dei gradini. Ma non solo, infatti sono rimborsate per il 50% anche la realizzazione di tutti quei strumenti che consentono di agevolare la mobilità come la robotica o i mezzi di ultima generazione. Ovviamente affinché questo intervento sia valido deve essere effettuato sull’immobile. Tra gli strumenti tecnologici non rientrano i telefoni a viva voce o gli schermi con funzionamento a tocco.

Si consideri che i soggetti affetti da handicap grave sono quei disabili che rientrano nella categoria di soggetti etichettati con la legge 104/93 articolo 3, comma 3. Non possono avvalersi del bonus Irpef i soggetti membri alla medesima legge, ma con comma 1. Lo stato di portatore di handicap deve essere considerato da una commissione medica, che accetta l’ok per ottenerne il certificato e quindi usufruire di tutti i benefici che lo Stato mette a disposizione.

congedo lavorativo

Congedo lavorativo: aiutare un disabile in famiglia

Il congedo lavorativo è uno dei diritti di chi assiste un disabile in famiglia. Purtroppo però ancora non è ben chiaro a tutti chi ne può usufruire, come richiederlo e quante volte al mese è possibile farne richiesta. Scopriamolo insieme così da rendere le idee un po’ più chiare a tutti.

Congedo lavorativo: quante volte si può usufruire di questo servizio?

La circolare INPS numero 32 del 2012 al punto 3.3 esplica il tempo che un lavoratore può richiedere per allontanarsi dal lavoro al fine di assistere un parente disabile. Il periodo di congedo lavorativo è di due anni per soggetto, indennizzati nella misura della retribuzione che si percepisce il mese che precede il congedo. In caso di pluralità di soggetti in situazione di disabilità grave, il diritto di prendere un’aspettativa dal lavoro per curare il familiare spetta per ciascun “accudito”, sempre nei limiti previsti dalla legge, considerando che tali periodi di congedo straordinario devono rientrare in massimo due anni per ciascun lavoratore.

Non è infatti possibile al lavoratore di furie del raddoppio, intesto che per un ulteriore periodo di due anni per altri soggetti in situazione di disabilità, il congedo spetta solo ad un altro parente, con decurtazione di periodi eventualmente utilizzati presi come permessi per gravi e documentati problemi familiari.

Congedo lavorativo: chi più farne richiesta?

La legge in merito a questo punto è molto chiara e precisa. Possono usufruire del congedo lavorativo al fine di assistere un disabile tutti i soggetti entri il terzo grado di parentela quali: il coniuge, il convivente more uxorio, le parti dell’unione civile, i genitori, i figli, i fratelli, le sorelle, i parenti ed affini.

Ma questo diritto non è uguale per tutti, infatti c’è una disposizione ben precisa di chi sono i primi a poter usufruire del congedo. Il primo titolare è sicuramente il coniuge o chi convive con il soggetto disabile. Se il coniuge è deceduto, legalmente separato, il soggetto è celibe/nubile oppure affetto da una patologia invalidante, può usufruire di questo diritto il genitore del disabile.

congedo straordinario

Se invece ne volesse usufruire il figlio convivente della persona invalida, devono sussistere tutte le condizioni prima citate anche per il genitore del disabile. Quindi tutti gli attori in tal caso devono essere o deceduti, o malati o mancanti.

Stessa situazione deve esserci se un fratello o una sorella convivente del disabile varrebbe utilizzare il congedo lavorativo. Ovvero il coniuge, i genitori o i figli del disabile devono essere deceduti, mancanti o affetti da patologie gravi.

Questa regola vale fino ai parenti di terzo grado ed è sancita dalla sentenza numero 213 del 2016 emanata dalla Corte Costituzionale.

Non possono richiedere il congedo straordinario dal lavoro i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, i lavoratori a domicilio, i lavoratori agricoli giornalieri, i lavoratori autonomi, i lavoratori parasubordinati e i lavoratori con contratto di lavoro part-time verticale, durante le pause di sospensione contrattuale.

Congedo lavorativo: il soggetto disabile che certificazione deve possedere?

Per usufruire del congedo dal lavoro è essenziale e quindi obbligatorio che il soggetto sia accertato come persona con handicap affetta da una situazione grave, quella prevista dall’art. 3, comma 3, della Legge n. 104 del 1992. Sul certificato medico del soggetto disabile deve essere presente proprio questo estremo di legge.

congedo dal lavoro

Non possono godere di questo diritto i soggetti affetti da situazioni di handicap diversi, come le persone che rientrano nella categoria di disabili ma appartenni al comma 1 articolo 3 della legge 104 ad esempio. Altri certificati medici o con diciture diverse, non sono validi a tale scopo.

Congedo lavorativo: come richiederlo?

La domanda per il congedo straordinario si presenta direttamente online all’INPS. Per farlo bisogna essere lavoratori dipendenti privati, anche part-time.

Non è possibile richiedere il congedo lavorativo durante il ricovero della persona disabile a tempo pieno, così come scritto nella circolare INPS del 3 dicembre 20120, la numero 55, salvo che per alcuni casi particolari.

doro smartphone anziani

Doro: il nuovo smartphone della casa svedese dedicato agli anziani

Non tutti gli anziani hanno difficoltà ad usare uno smartphone, ma molti presentano delle difficoltà nell’utilizzo di questi cellulari di ultima generazione a causa della dinamicità con cui operano.

È vero che come dice il detto non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma è innegabile che con il passare dell’età si perde l’elasticità mentale e si ha qualche problemino di vista.  Ed è proprio per venire incontro agli anziani che la casa svedese Doro ha deciso di proporre sul mercato non uno dei tanti cellulari che già produce per persone della terza età, ma un vero e proprio smartphone, con tanto di app e connessione ad internet, adatto a tutti. Parliamo di Doro 8040, il cellulare intelligente “facilitato”.

Doro: perché si è deciso di produrre questo modello?

La casa svedese prima di buttarsi in questa nuova impresa ha fatto i suoi conti. In Italia su 14 milioni e mezzo di over 65, ben il 49% possiede già uno smartphone, superando di netto paesi come Francia, Regno Unito, Svezia e Germania. La percentuale dopo diverse indagini sale al 69% considerando coloro che attualmente non hanno un cellulare intelligente ma considerano l’idea di acquistarlo nel breve periodo. Di queste persone, molte di quelle che aspettano ancora un po’ prima di darsi ai cellulari di ultima generazione figurano quei soggetti che sono frenati dall’acquisto solo dalla paura di usare un oggetto così complesso.

doro smartphone anziani facile

Ed è qui che la Doro si propone e s’inserisce con il suo nuovissimo modello sul mercato, l’8040. Questo modello è dotato di sistema operativo Android così come i comuni smartphone presenti nelle mani degli italiani.  A differenza però dei classici modelli che siamo abituati ad utilizzare, Doro 8040 vanta le stesse caratteristiche dei cellulari “classici” per anziani. Scopriamoli nel dettaglio!

Doro 8040: caratteristiche

Il cellulare per anziani con sistema operativo Adroid dedicato agli anziani che non voglio assolutamente perdere l’occasione di utilizzare uno smartphone per chattare e fare ricerche online, è dotato di tutte le caratteristiche necessarie per affrontare le emergenze.

Così come per gli altri telefonini della società svedese, anche Doro 8040 presenta il pulsante di emergenza sul retro, ideato per inviare automaticamente in caso di necessità una richiesta di aiuto corredata di posizione GPS. Tra le altre caratteristiche figurano:

  • Tasti di navigazione cliccabili per un miglior controllo
  • Interfaccia semplificata e intuitiva per essere subito comprensibile
  • Versione semplificata del sistema operativo
  • Accesso a distanza

Analizziamo le caratteristiche nel dettaglio. I tasti virtuali che appaiono in home a differenza degli smatphone classici sono di maggiori dimensioni, inoltre ci sono delle procedure guidate che riducono il margine d’errore per effettuare chiamate, inviare messaggi o accedere ad applicazioni come What’sapp.

doro 8040

La caratteristica migliore però è l’accessibilità a distanza da parte di un contatto fidato che ovviamente designerà il proprietario. In pratica dietro autorizzazione da parte del proprietario, familiari o amici possono controllare a distanza le impostazioni del cellulare come il volume della suoneria, l’istallazione o cancellazione delle app, l’inserimento di nuovi numeri in rubrica, l’impostazione delle sveglie e l’aggiornamento del calendario. Tutte queste caratteristiche sono concentrate in un dispositivo con un display HD da ben 5 pollici. Vanta due fotocamere, una frontale da 2 megapixel e quella esterna da 8 megapixel.

Diamo ora un po’ d’info tecniche: versione Android 7.0 Nougat, processore Mediatek MT6738 e 1Gb di RAM. Con queste caratteristiche si possono svolgere tutte le principali funzioni, senza però appesantire il dispositivo con applicazioni inutili.

Doro 8040 è stato presentato a settembre presso l’IFA. Il costo è di 230€ è disponibile in due colori, bianco o neo. Si trova presso lo store online della casa svedese o nei negozi di telefonia più forniti.

Doro: perché acquistarlo?

Lo smartphone per anziani Doro 8040 è il giusto compromesso tra un cellulare “classico” ovvero i modelli privi di connessione internet, ed uno di ultima generazione con cui smanettano tutto il giorno i giovani. È importante far sentire anche gli over 65 ancora parte integrante della società e renderli aggiornati su come si evolve il mondo. Inoltre non tutti gli anziani si sentono “vecchi” e hanno voglia di chattare, fare ricerche online o ascoltare musica. Questo cellulare svedese è il giusto compromesso tra tecnologia e facilità di utilizzo. Inoltre il prezzo abbastanza contenuto lo rende un modello accessibile a tutti.

auto per anziani

Come scegliere l’auto perfetta per gli anziani

Acquistare un’auto è un momento importante, non solo per l’impegno economico che si va ad affrontare, ma anche perché quest’oggetto sarà destinato a farci compagnia per molti anni sia nella vita quotidiana sia nelle belle avventure che andremo poi a ricordare un giorno. È una scelta importante, in particolare quando si tratta di anziani, poiché l’auto deve essere sicura, pratica e non ingombrante.

Non esiste una categoria di auto per gli over 60, ma ci sono diversi modelli che rispettano i requisiti essenziali affinché il veicolo soddisfi tutte le necessità che una persona in età senile può avere. Affrontiamo insieme i principali dubbi e analizziamo le singole caratteristiche che un’auto per anziani dovrebbe avere!

Auto per anziani: nuova o usata?

Nuova o usata? Questo è il primo dilemma che affligge chi acquista l’auto per gli anziani. Non esiste una risposta unica, ma bisognerebbe analizzare caso per caso la situazione. È una lama a doppio taglio perché ci sono sia vantaggi che svantaggi da considerare. Un modello usato è sicuramente più economico, non si è molto dispiaciuti nel caso di graffi o piccoli incidenti durante le manovre e si ha meno paura di parcheggiarla in strada se non si ha un garage o posto auto riservato a disposizione. Dall’altro lato della medaglia però vi è una maggior manutenzione, più possibilità che i componenti meccanici e non da un momento all’altro si rompano e sicuramente meno caratteristiche che un’auto di ultima generazione possiede.

caratteristica auto per anziani

Acquistando un’auto per anziani nuova si può usufruire dei diversi sgravi fiscali, maggiori funzionalità di ultima generazione che i modelli degli anni passati non hanno, meno possibilità di guasti e sicuramente un minor consumo di carburante. Anche in questo caso c’è un lato negativo, ovvero il costo sicuramente maggiore rispetto un’auto usata e il dispiacere che si può provare in caso di piccoli incidenti che potrebbero rovinare la carrozzeria.

Caratteristiche ideali che dovrebbe possedere l’auto per anziani

Analizziamo nel dettaglio tutte le caratteristiche che l’auto per anziani dovrebbe avere nell’immaginazione collettiva di auto ideale.

La seduta alta è di fondamentale importanza. Per una persona anziana infatti sedersi non è un’impresa da poco, in particolare se si soffre di dolori alla schiena. Le vetture alte sono sicuramente le migliori. I modelli che hanno questa caratteristica sono i SUV, i monovolume e le multispazio. Anche alcune city car moderne hanno la seduta alta.

Il cambio automatico non dovrebbe mai mancare, poiché l’assenza del pedale della frizione permette di non sforzare muscoli, articolazioni ed in particolare il ginocchio della gamba sinistra. Non tutti gli anziani però gradiscono quest’accessorio, poiché abituati a guidare da tanti anni con il cambio manuale non riescono ad entrare in questa nuova idea di cambi automatico.

Scegliere bene il volume può fare realmente la differenza.  Le auto non troppo ingombranti sono facili da gestire. Ci sono tantissimi modelli inferiori ai quattro metri e mezzo di lunghezza per tutte le tasche.

Altra caratteristica importante da considerare è la frenata automatica. Oltre ad essere utile per tutti gli automobilisti lo è particolarmente per gli anziani. Torna utile non solo nei momenti di distrazione, ma anche in caso di dover frenare improvvisate a causa di ostacoli sulla strada.

I sensori di parcheggio e la telecamera posteriore fanno realmente la differenza. I sensori di parcheggio permettono all’anziano di non dover guardare indietro e quindi stressare i muscoli e articolazioni del collo e della schiena. Presentano però una piccola pecca, non sono particolarmente efficaci per i soggetti affetti da deficit uditivi. In tal caso il miglior modo per agevolare il parcheggio è la telecamera posteriore. Guardando lo schermo si può facilmente parcheggiare senza stress.

modelli auto per anziani

L’ultima caratteristica è il comfort. Sedili comodi sono essenziali per tutti, ma in particolare per le persone anziane. È spiacevole infatti dover guidare in una situazione di stress muscolare, in particolare quando si affrontano le lunghe distanze.

Auto per anziani: modelli ideali

Tanti sono i modelli che si avvicinano tantissimo alle caratteristiche di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente. La fascia di prezzo va dai 10 mila ai 20 mila euro per auto nuove. Le più gettonate sono la Ford Focus, Fiat Grande Punto, Fiat Bravo, Fiat Panda, Toyota Yaris, Hyundai i20, Opel Meriva, Honda Jazz e Volkswagen Polo.

Alcuni colossi mondiali nel settore auto come la General Motors sta progettando automobili apposite per gli anziani, dotate di particolari caratteristiche come la vibrazione del sedile che avverte di una guida scorretta o sistemi di segnalazione semplificati.

legge 104 cambiamenti

Legge 104: in arrivo tante novità per chi assiste i disabili e gli anziani

Finalmente qualcosa si muove nei confronti dei soggetti che usufruiscono della legge 104 del 1992 a vantaggio di persone disabili ed anziani con più di 80 anni di età. Questa è una delle leggi più importanti nel campo agevolazioni, permessi retribuiti, congedi e incentivi di cui può usufruire chi si prende cura con tanto amore delle persone care purtroppo non più autosufficienti (figura di caregiver). Purtroppo l’Italia è un paese ancora arretrato in questo settore, oltre all’indennità di accompagnamento, tra gli strumenti previdenziali vi è un grande buco nero. Fortunatamente il governo ha deciso di dare una svecchiata alla legislazione contribuendo in modo efficace al miglioramento delle condizioni delle persone disabili e di chi si prende loro cura. Così la Commissione permanente al Senato sul Lavoro e Previdenza Sociale si è messa all’opera per portare al termine l’aggiornamento legislativo. Scopriamo quali sono questi cambiamenti e come incideranno positivamente.

Su cosa lavorerà il senato?

L’obiettivo della commissione al Senato è di lavorare principalmente su tre disegni di legge: Ddl 2266, 2048 e il 2128. Questi sono i tre ambiti riguardanti l’aggiornamento, che assieme ai già presenti permessi retribuiti, congedo straordinario, Ape social e incentivi fiscali contribuiranno a favore delle persone disabili, degli anziani e di chi si prende cura di loro.  Tali cambiamenti finalmente potranno essere un faro di speranza per chi ha deciso di accudire un familiare anziano, infischiandosene di tutti gli ostacoli che si presentano lungo il cammino.

Novità legge 104: incentivi per il Ddl 2266 e 2048

In merito al Ddl 2266 i cambiamenti prevedono il beneficio della detraibilità dal reddito, in poche parole concedere ai caragiver la possibilità di sottrarre dal credito d’imposta fino a metà delle spese sostenute in un anno per l’assistenza al soggetto disabile o anziano, fino ad un massimo di 1000€ annui. Sempre per questo Ddl citiamo tra le novità “l’istituzione di un fondo ferie solidale a sostegno della conciliazione dell’attività lavorativa e di quella di cura e di assistenza prestata dal caregiver familiare”.

novità legge 104

Tra le modifiche del Ddl 2048 è stato proposto per chi si occupa di un parente con più di 80 anni di età con cui convive da almeno sei mesi e con reddito ISEE non superiore ai 25 mila euro all’anno, una detrazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche del 19% delle spese che si sostengono per l’assistenza in un anno, fino ad un massimo di riduzione di 10.000€ all’anno. Sono somme non stratosferiche considerando tutte le spese che si affrontano in particolare quando il soggetto non verte in buone condizioni di salute, ma sicuramente sono un passo in avanti.

Il Ddl 2048 ha anche pensato a chi purtroppo è incapiente parzialmente o totalmente (non è titolare di reddito), ma accudisce lo stesso un familiare entro il terzo grado di parentela. In tal caso, infatti, vorrebbe istituito una sorta di rimborso spese pari a 1900 euro l’anno pagato direttamente dall’Inps. Sempre per tutelare i soggetti anziani oltre gli 80 anni accuditi da un familiare, vi è la possibilità di trasformare un contratto di lavoro a tempo pieno in part time. Quest’ultimo non deve superare il 50% dell’orario “ordinario” e la durata massima del lavoro a tempo ridotto non deve andare oltre i due anni.

Contributi e lavoro part time per i caragiver

Uno dei cambiamenti sicuramente più apprezzati nella legge 104 del 1992 sarà la possibilità di estendere i permessi, cito “anche ai caregiver familiari assunti con ogni forma di contratto di lavoro subordinato e parasubordinato” così da poter finalmente permette ai familiari di assistere l’anziano e al tempo stesso poter far conciliare l’attività lavorativa. Questi contributi potranno essere confermati solo dal momento di riconoscimento di un handicap grave nel soggetto assistito. Nel caso di esito positivo, i contributi si aggiungeranno a quelli già versati per l’attività lavorativa, così da poter accedere all’Ape social come assistente di un familiare.

aggiornamento legge 104

Nell’ultimo disegno di legge, il 2128, vi è previsto un riconoscimento per un familiare che accudisce un parente anziano, con copertura da parte dello Stato dei contributi maturati durante l’assistenza e il lavoro svolto prendendosi cura del soggetto, equiparandoli a quelli che si maturano come lavoro domestico. Ovviamente questi si sommeranno ai contributi già versati maturati con il lavoro. Si propone inoltre nei confronti dei caraviger familiari anche “tutele previste per le malattie professionali” e la “copertura assicurativa a carico dello Stato con il rimborso delle spese sostenute per sopperire alla vacanza assistenziale nei periodi di malattia o nei quali il prestatore di cure è impossibilitato ad assistere il proprio familiare”.

Se chi assiste un familiare anziano o un disabile ha più incentivi ed è tutelato dal punto di vista lavorativo, contributivo ed economico, è più propenso a poter dare una mano, rendendo così la vita dell’assistito migliore sotto ogni punto di vista. È fondamentale che lo Stato sostenga queste persone garantendo un alto tenore di vita e un’assistenza a 360 gradi anche a chi purtroppo non dispone economicamente di un fondo per poter assicurare visite mediche, medicinali e assistenza.

 

 

giochi e intrattenimento per gli anziani

Attività ludiche dedicate all’intrattenimento degli anziani

Le persone anziane hanno bisogno di tante attenzioni e un costante lavoro di socializzazione. È fondamentale non farli sentire inutili e abbandonati a loro stessi. Non pochi sono i casi in cui le persone in età avanzata cadono in un profondo stato depressivo, situazione che può intaccare seriamente la salute prima psichica e poi fisica del soggetto.

Con il passare degli anni è inevitabile incorrere nella vecchiaia. Arrivano i primi acciacchi, il fisico non regge più gli sforzi come prima e si ha bisogno di una vita calma ma al tempo stesso ricca d’impegni. Quando si passa dal lavorare tutti i giorni, prendersi cura della famiglia e dei figli a non dover più andare a lavoro e non c’è più la necessità di dover seguire lo stesso ritmo frenetico di quando si era giovani, può capitare di vivere il cambiamento nel modo sbagliato.

Per combattere questo problema si può ricorrere alle attività ludiche. Stimolare il loro interesse e coinvolgere l’anziano dal punto di vista sociale è il corretto modo per vivere la senilità piacevolmente.

Quanto è importante l’intrattenimento in età senile?

Sentirsi al passo con la società è fondamentale per gli anziani, in questo modo non ci si sente esclusi e quindi inutili. Le attività ricreative sia fuori che dentro casa possono realmente fare la differenza. Ne sono un esempio le serate di ballo con musica classica come valzer e mazurca, in cui si socializza intraprendendo un rapporto umano che spesso si perde quando si va avanti con l’età. Questo tipo di attività ludica inoltre valorizza le energie fisiche e mentali che spesso sono ignorante.

Tali attività, semplici o complesse che siano, mirano alla realizzazione di un dialogo e un coinvolgimento con le persone, mettendo da parte per un momento gli acciacchi fisici e l’ansia di non essere più all’altezza di determinate situazioni.

L’insieme delle attività hanno come obiettivo quello di stimolare la memoria e il fisico spesso messi a dura prova.

Quali sono le attività più utili per gli anziani

Il ballo è sicuramente una delle attività più belle e piacevoli, ma per chi non ha la possibilità di uscire di casa o di non avere nelle vicinanze associazioni che organizzano serate di questo genere, si può creare un programma ludico anche tra le mura domestiche.

Attività ludiche per anziani

La scelta dei giochi da proporre può sembrare facile ma non è così. È fondamentale che l’anziano si senta coinvolta nell’attività, evitando giochi che potrebbero demotivalo o affaticarlo. Gli obiettivi di queste attività sono:

  • Socializzare;
  • Valorizzare;
  • Svagare.

I giochi che attivano il ricordo sono perfetti, poiché la perdita di memoria è uno dei problemi che affligge maggiormente le persone in età senile. I puzzle, la dama o gli scacchi, i memory, la battaglia navale, i giochi di carte o anche il karaoke sono ottimi. In questo modo si allena la memoria e si rallenta il processo d’invecchiamento. Ovviamente è fondamentale ad esempio nel caso del karaoke scegliere brani  conosciuti e che rispecchiano i gusti della persona.

I lavoretti manuali accendono la fantasia e stimolano l’area della creatività. Inoltre lavorare con le mani aiuta a vincere la pigrizia. Colorare con gli acquarelli o le tempere mette di buon umore, infatti è scientificamente provato che quest’attività combatte la tristezza e la depressione. Solitamente è un passatempo preferito dalle signore, cui si può proporre anche il ricamo.

Attività ludiche per anziani in compagnia

Il miglior modo per favorire la socializzazione sono le attività ricreative di gruppo. Tantissime sono le associazioni che propongono non solo serate di danza, ma anche sedute di yoga per stimolare i muscoli e le articolazioni, oppure serate a tema in cui gustare menù gastronomici.

quali attività per gli anziani

In una bella giornata primaverile o autunnale non c’è niente di meglio di una passeggiata al parco, magari in compagnia di Fido o di un parente.

Come evitare che l’attività diventi sconfortante

Può capitare, specialmente agli inizi di questa “terapia”, che il soggetto si senta frustato perché non riesce a portare a termine il compito o è stanco. È fondamentale quindi prestare attenzione a come si propone l’attività. Non bisogna enfatizzare il risultato, ma il divertimento e il piacere che si crea dallo svolgere quell’azione. Il gioco va semplificato, ma senza mettere la persona in disparte sostituendosi a lui/lei. Evitate di far durare l’attività per più di venti minuti, inoltre ai primi segni di affaticamento bisogna subito interrompere ciò che si sta facendo.

 

anziani e animali domestici

Anziani e animali domestici: come i pets riescono a migliorare la senilità

Sempre maggiori sono le realtà di vita quotidiane in cui gli anziani vivono soli a casa senza una persona che tutti i giorni si prende cura della loro salute e delle necessità. Purtroppo non tutti hanno la fortuna di vivere vicino alla propria famiglia o di poter essere accuditi presso una casa di riposto. Spesso però le persone anziane vivono con il proprio cane o gatto che con il passare degli anni diventa un vero e proprio compagno. Ma per una persona in età senile che ha già le sue problematiche, prendersi cura dell’animale domestico non è controindicato nei confronti delle proprie necessità e della salute? Scopriamo insieme cosa dice la scienza in merito a ciò!

I benefici che apporta l’animale domestico all’anziano

Secondo alcuni studi effettuati proprio sull’influenza che ha l’accudimento di un animale domestico da parte degli anziani, si è verificato che ci sono dei benefici riguardo la salute fisica della persona e un rallentamento del declino cognitivo che avviene inevitabilmente con il passare degli anni. Un cane o un gatto in casa possono veramente fare la differenza nella situazione di solitudine che spesso vivono le persone più anziane. L’animale domestico, infatti, anche se non dotato di parola, arreca compagnia e conforto nelle persone sole che passano la maggior parte delle giornate in casa. Inoltre, avere un impegno fisso nei confronti dell’animale, permette di mantenere il cervello attivo al fine di ricordare cosa c’è da fare, come ad esempio dar da mangiare all’animale, pulirlo, comprargli il cibo e portarlo a spasso.

Un animale domestico consente di tenere attive diverse funzioni celebrali che con gli anni tendono a diminuire e ed abbassarsi sotto la soglia media quali:

  • Abilità di attenzioni;
  • Funzioni esecutive come programmare e portare a termine un compito;
  • Memoria verbale nel ricordare i nomi o gli oggetti da utilizzare;
  • Memoria prospettica ovvero ricordarsi cosa fare nel futuro;
  • Gestione delle emozioni.

anziani e pets

La pet therapy, così come viene definita in gergo tecnico, permette anche di abbattere un altro problema che affligge le persone anziane, il senso d’inutilità. Dopo aver passato la vita a lavorare, prendersi cura della famiglia e della casa, quando in pensione, con figli cresciuti e andati via, le persone avvertono un senso d’inutilità che sfocia in alcuni casi in episodi depressivi. Un animale domestico aiuta a combattere questa sensazione grazie al senso di responsabilità che si prova nei suoi confronti.

 

Un cane ben addestrato è spesso la soluzione migliore anche quando le persone anziane cominciano ad avere problemi di salute che lo invalidano nei confronti di alcune attività quotidiane. Non parliamo di casi gravi, come persone disabili su sedia a rotelle o cieche, ma di quei piccoli acciacchi che con il passare degli anni sono inevitabili.

Quali animali scegliere per la convivenza con gli anziani?

Una volta certi che gli animali domestici apportano benefici sia fisici che mentali per la salute delle persone anziane, è fondamentale scegliere con criterio l’animale che sarà il compagno di vita. Tale discorso ovviamente fa riferimento a chi con il passare degli anni decide di adottare un animale e non per chi già lo possiede.

In linea generale in Italia si contano sessanta milioni di pets come membri di tantissime famiglie, dividendosi in circa sette milioni di cani e sette milioni e mezzo di gatti. Non è importante per la persona anziana la scelta tra cane o gatto, ma è fondamentale considerare l’età dell’animale, così da riuscire ad incastrare alla perfezione i bisogni di entrambi.

pet therapy

Optare per un cucciolo o un cane giovane che ha bisogno di fare molta attività fisica o di tante attenzioni non è un bene. Meglio preferire un animale già adulto, magari adottando uno dei tanti cani/gatti presenti nei canili. In questo modo non solo si salva una vita, ma si dona all’anziano un amico, un punto fermo nella vita di tutti i giorni che sarà sempre lì a sostenerlo emotivamente e anche fisicamente se ben addestrato.

Altro fattore che bisogna considerare è la salute dell’animale. È vero che i pets portano gioia e benefici, ma attenzione alle condizioni fisiche. Secondo uno studio pubblicato su Veterinary prendersi cura dell’animale malato causa lo stesso stress e preoccupazione di avere a che fare con un componente della famiglia degente. Quindi sì ad un cane/gatto adulto, purché sia in buoni condizioni di salute.