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L’Incontrario, la bottega dei diversamente abili

Nasce nel cuore di Pistoia (in via Pacini) L’Incontrario, una bottega d’arte con oggetti artistici e creativi realizzati da talentuosi ragazzi diversamente abili.

Creazioni in ceramica, legno, pittura e molti altri materiali, progettazione grafiche che vanno dalle borse, ai quaderni, ai calendari, alle spille, realizzate dagli artigiani sotto la guida di alcuni artisti ovvero Consuelo Capecchi (pittrice e decoratrice), Giovanni Maffucci (esperto di Ceramica Preistorica e pittura con il fuoco), Eleonora Spezi (scenografa e marionettista) e Antonella Carrara (graphic designer, artigiana e fotografa).

L’associazione è stata creata per favorire l’integrazione lavorativa e inclusione sociale di persone con disabilità e dalla collaborazione con la cooperativa sociale Gli Altri ha dato origine alla bottega, sostenuta dalla Fondazione Un raggio di Luce Onlus e nella fase di avvio anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

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“L’Incontrario – hanno spiegato i responsabili – è soprattutto una storia che racconta del desiderio di unire un progetto culturale ad uno sociale, creando lavoro per persone dalla difficile collocazione professionale. Molti ragazzi diversamente abili spesso si formano in licei artistici ed istituti d’arte per un’istintiva facilità di espressione.

Il mercato del lavoro, soprattutto nell’ambito delle arti visive non è spesso capace di impiegare giovani creativi, ancor meno se non normodotati: da qui l’idea di dare vita a un progetto che sia in grado di gestire l’opera di giovani capaci e pieni di idee.

logoLa storia inizia non a caso nell’anno in cui Pistoia è capitale Italiana della cultura (per dire che di cultura si può anche “vivere”), di come possa essere talvolta la maniera migliore per farlo, di economie legate ad un settore nodale per l’Italia e della capacità di mediare, creando un territorio comune fra persone apparentemente diverse”.

Il centro prevede il libero accesso per quanti si vogliono iscrivere al corso settimanale (il lunedì dalle 16,30 alle 19) ed è aperto per la creazione e la vendita il lunedì e il mercoledì dalle 16,30 alle 19, il martedì e il giovedì dalle 9,30 alle 12,30 e il sabato, solo per la vendita dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19,30.

Da poco e’ online anche il sito ufficiale della bottega, dove e’ possibile visionare lo spazio e le ultime iniziative artistiche. Che ne dite di dare un’occhiata?

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Abletoplay: la piattaforma dello sport per disabili

Dal calcio al nuoto, dal tiro con l’arco alla pallacanestro: sono già 150 le società dilettantistiche sulla piattaforma abletoplay.it che offrono alle persone con disabilità l’opportunità di fare sport. Da poco online, il progetto è frutto dell’associazione Carlo Mazzola, nata solo un anno fa.

“La nostra associazione intende intervenire nell’ambito sport e disabilità con una logica di servizio e di collaborazione verso tutte le numerose associazioni che già operano sul territorio nazionale – spiega Carlo Mazzola, presidente dell’associazione – con la piattaforma, l’app e con le attività culturali ed educative che realizzeremo nei prossimi mesi desideriamo dare il nostro contributo nell’abbattere le barriere dell’informazione e della conoscenza, favorendo e facilitando il più possibile il contatto tra chi vuole fare sport e chi offre attività sportive”.

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Sul modello AirBnb, la piattaforma Able to Play offre a tutti gli atleti (e alle loro famiglie) la possibilità di trovare in modo semplice e immediato le associazioni che in ogni regione propongono attività sportive dedicate, combinando lo sport che si intende praticare con la località dove ci si trova o si ha in programma di andare.

L’associazione Mazzola sta sviluppando anche un’app compatibile con i sistemi IOS e Android che permetterà all’utilizzatore l’attivazione di un radar di geolocalizzazione, in grado di mostrare atleti, tecnici, allenatori, volontari che si trovano nei paraggi.

Il progetto Able to Play vedrà nell’immediato la realizzazione di una produzione seriale scritta in collaborazione con la Scuola Holden di Torino e a seguire un’attività laboratoriale dedicata alle scuole secondarie di primo grado italiane.

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Agevolazioni Disabili 2017: bici elettriche, cucine e contributi vari previsti

Offrire servizi di qualita’, che siano più efficienti e soprattutto più efficaci per i cittadini.

E’ questo l’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate, che lavorando in sinergia con i CAF (Centri di Assistenza Fiscale) ha fornito chiarimenti in merito alle ultime novità in ambito fiscale.

Quante volte ci siamo trovati in difficoltà di fronte a deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta? Quest’anno l’Agenzia delle Entrate cerca di fare chiarezza attraverso una circolare guida su conti fiscali 730/2017.

 

Tutte le agevolazioni disabili 2017

Si tratta di un vademecum per assistere i contribuenti consultabile da CAF, professionisti e cittadini per chiarire tutti i dubbi sul 2017. Le novità sugli sconti fiscali in vista del 730/2017, scaturite dalle recenti modifiche normative, sono infatti innumerevoli!

Tra quelle più importanti, i contributi previdenziali per le badanti, l’acquisto di componenti per la cucina e la detrazione per l’acquisto di mezzi necessari all’accompagnamento, allo spostamento, al sollevamento e al movimento rivolto a facilitare l’autosufficienza e la possibilità di una migliore qualità della vita per le persone con disabilità e di una migliore integrazione.

Questo riguarda sia autoveicoli che motoveicoli e da quest’anno anche le bici elettriche con pedalata assistita. Ecco tutto quello che c’è  da sapere:

  • Agevolazione acquisto bici elettriche. L’agevolazione riconosciuta alle persone con disabilità rientra nelle spese sanitarie: si tratta della detrazione per l’acquisto di una bicicletta elettrica con pedalata assistita da parte di soggetti con ridotte capacità motorie permanerti.

I requisiti per poter ottenere la deduzione sono, oltre alla certificazione di invalidità o handicap, anche un certificato medico specialista della Asl che attesti il collegamento tra l’acquisto della bicicletta con motore tecnico ausiliario e la menomazione.

LIFE tra i suoi prodotti di qualita’ vanta il Triciclo ripiegabile per anziani e disabili Tricy, acquistabile proprio da chi ha presentato la documentazione per usufruire dell’iva agevolata al 4% (Legge 104). Parliamo un comodo triciclo, ripiegabile in pochi secondi, ideale per anziani e persone con piccoli problemi di mobilità, facilmente trasportabile con se.

Cosi’ come lo scooter ripiegabile per anziani e disabili Mobility, il primo scooter totalmente pieghevole che può essere richiuso e aperto in modo completamente automatico, semplicemente premendo un pulsante e senza l’ausilio di alcun attrezzo!

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Per non dimenticare lo scooter pieghevole Atto: Il primo scooter al mondo che diventa un trolley elegante, per essere portato con estrema facilita’ sempre con te!

  • Agevolazione acquisto cucine: agevolato anche l’acquisto della cucina, ma soltanto sui componenti dotati di dispositivi utili a migliorare la mobilità delle persone diversamente abili come per esempio tecnologie meccaniche, informatiche ed elettroniche per facilitare anche il controllo dell’ambiente. Importante per tali agevolazioni le indicazioni specifiche all’interno della fattura.

 

  • Agevolazione contributi per la badante: sono deducibili anche i contributi previdenziali per una badante assunta tramite agenzia interinale e rimborsati all’Agenzia da parte del contribuente. Per fare questo è necessaria una certificazione a firma della dipendente, attestante i pagamenti con importi pagati, codice fiscale e dati anagrafici necessari.
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Disabili, ecco tutte le spese detraibili nel 730

Dalle detrazioni per le gite scolastiche a quelle per gli acquisti di farmaci online, fino alle spese di istruzione non universitarie e a quelle funebri.

Sono questi alcuni dei punti chiariti nella circolare 7/E/2017 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate e dalla Consulta nazionale dei Caf, con la quale viene fatta luce sulle voci detraibili nella dichiarazione dei redditi 2017. Si tratta di un documento definito Omnibus, che contiene tutte le indicazioni su deduzioni, detrazioni, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per il rilascio del visto di conformità.

Per quanto riguarda le spese sanitarie, la circolare precisa che nel modello 730/2017 sono ammesse anche le spese per persone con disabilità. Sono considerate persone con disabilità – specifica la circolare – coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione e che per tali motivi hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica o da altre commissioni mediche pubbliche che hanno l’incarico di certificare l’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc.

La detrazione, nella misura del 19%, spetta sull’intero importo della spesa sostenuta e può essere fruita anche dal familiare del disabile che ha sostenuto la spesa, a condizione che il disabile sia fiscalmente a suo carico.

La detrazione spetta per le spese riguardanti i mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento e per sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione delle persone con disabilità.

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Cosa rientra nelle spese detraibili?

Nello specifico, rientrano nelle spese detraibili quelle sostenute per il trasporto in autoambulanza del disabile in quanto spesa di accompagnamento e quelle riguardanti il trasporto del disabile effettuato dalla ONLUS che ha rilasciato regolare fattura per il servizio di trasporto prestato.

Sono agevolabili anche le spese per l’acquisto di poltrone e carrozzelle per inabili e minorati non deambulanti, l’acquisto di apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale e l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione.

Ad esse si aggiungono le spese per la costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni, le spese per l’adattamento dell’ascensore per renderlo idoneo a contenere la carrozzella e quelle relative all’installazione e manutenzione della pedana di sollevamento installata nell’abitazione del soggetto con disabilità o all’installazione della pedana sollevatrice su un veicolo acquistato con le agevolazioni spettanti alle persone con grave disabilità.

Tra le agevolazioni previste, infine, vi sono quelle per l’acquisto di telefonini per sordomuti, le spese inerenti l’acquisto di fax, modem, computer, telefono a viva voce, schermo a tocco, tastiera espansa e i costi di abbonamento al servizio di soccorso rapido telefonico e le spese per l’acquisto di cucine, limitatamente alle componenti dotate di dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, preposte a facilitare il controllo dell’ambiente da parte dei soggetti disabili, specificamente descritte in fattura con l’indicazione di dette caratteristiche.

 

Per maggiori informazioni LIFE vi invita a visualizzare (o scaricare) questo documento rilasciato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

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Casa Ilaria: l’oasi spirituale per bimbi e adulti disabili

Un posto di antica spiritualità, su uno splendido poggio che guarrda sulla Valdera.

Casa Ilaria, situata sulle colline di Montefoscoli nel comune di Palaia, sta prendendo forma. Il primo passo è stato il restauro della cappella dedicata alla religiosa di Pontedera, suor Ilaria Meoli, tragicamente scomparsa in un incidente stradale avvenuto in Africa dieci anni fa.

Un grande progetto che l’associazione di volontariato Noi per l’Africa onlus sta realizzando con incredibile entusiasmo, in memoria della suora che tanto ha fatto per il sociale anche nella sua terra d’origine.

 

Il Progetto Casa Ilaria

IlariaNello storico Podere de La Badia di Carigi nascerà una casa di accoglienza, ospitalità e spiritualità dove si realizzerà un progetto riabilitativo e di inserimento lavorativo e occupazionale, nell’ambito sociale, turistico, culturale e spirituale per le persone con problemi di disabilità fisica, psichica e sensoriale e per le loro famiglie.

Sara’ necessario un ingente investimento, ma è destinato ad avere anche una ricaduta occupazionale, per almeno dodici persone, quando sarà completato in tutte le sue parti. Nel Podere La Badia ci sono un edificio principale, su due piani, completato da una caratteristica colombaia, due edifici secondari e una cappella, quest’ultima appena tornata a nuova vita e restaurata anche con il contributo del cardinale Lorenzo Baldisseri.

«Abbiamo scelto questo luogo perché ha un significato preciso e una antica spiritualità – spiega la presidente dell’associazione, Laura Capantini – La Badia prende il nome da un antico convento di monaci, che si insediarono e vi svolsero le proprie attività fino al 1200». Un luogo speciale, capisci che è così fin dal primo sguardo. Immerso nella tranquillità del verde.

Casa Ilaria (800 metri quadrati di edifici e 12 ettari di terreni) aprirà le sue porte a tutti. Vi troveranno accoglienza bambini e adulti con disabilità fisica, psichica e sensoriale e con problemi di salute mentale, famiglie con figli disabili che vivono in condizioni di povertà e marginalità, persone che intendono vivere un’esperienza di soggiorno turistico e vacanza in una situazione di e spiritualità. «È stata progettata perché possa essere accessibile, in ogni suo spazio anche ai disabili», spiega Capantini.

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La struttura

Nell’edificio principale, al primo piano, saranno realizzate 8 residenze. All’esterno, nell’annesso più grande, saranno ricavati 2 appartamenti: la progettazione è degli architetti Maurizio Andruetto e Monica Deri.

«Negli annessi collegati al fabbricato principale troverà posto il forno per la cottura del pane e di altri cibi, ci saranno l’essiccatoio per la pasta e altri laboratori per la preparazione di marmellate, conserve e altri prodotti che abbisognano di trasformazione», è spiegato dai progettisti che hanno pubblicato su internet le varie fasi dell’intervento. Il progetto prevede anche una serra d’inverno e un laboratorio delle arti; locali per il ricovero cavalli e animali da cortile; vasca-piscina per idroterapia.

Quando la Casa sarà ultimata saranno almeno venti i volontari che potranno dedicare il loro tempo a queste attività. L’associazione farà in modo che almeno il 60% del personale occupato provenga dalla Valdera. Gli ospiti di Casa Ilaria troveranno servizi di ristorazione, ma anche culturali. In questo centro saranno organizzate attività di formazione e turistiche.

LIFE vi segnala il sito ufficiale del progetto, dove potrete seguire passo passo la crescita di questa magnifica iniziativa: www.casailaria.it

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Guida: Come si ottiene il contrassegno per disabili

La normativa in tema di circolazione dei soggetti portatori di disabilità con capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta prevede il rilascio di un’apposita autorizzazione previo accertamento sanitario delle condizioni di salute. La suddetta autorizzazione è resa nota mediante l’apposito contrassegno invalidi denominato contrassegno per disabili. Il legislatore precisa che il contrassegno:

E’ strettamente personale: significa che esso può essere usato soltanto se l’intestatario è a bordo del veicolo, alla guida del stesso o accompagnato da terzi. In caso di utilizzazione, il contrassegno dev’essere esposto, in originale, nella parte anteriore del veicolo in modo da risultare chiaramente visibile per gli eventuali controlli, non è vincolato ad uno specifico veicolo,
ha valore su tutto il territorio nazionale.

Al fine di ottenere il rilascio dell’autorizzazione, l’interessato deve presentare apposita domanda al sindaco della propria città di residenza allegando la certificazione medica rilasciata dall’ufficio medico-legale dell’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza, dalla quale risulta che nella visita medica è stato espressamente accertato che la persona per la quale viene chiesta l’autorizzazione ha realmente una capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta.

In tal caso, il contrassegno per la circolazione e la sosta può essere rilasciato per un periodo massimo di 5 anni al termine del quale, al fine di ottenere il rinnovo, sarà necessario presentare un nuovo certificato del medico curante che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio. È anche possibile che l’autorizzazione venga concessa per un periodo transitorio ed a tempo determinato qualora la richiesta sia fatta da persone invalide solo temporaneamente a causa di un infortunio o per altre patologie.

In questa ipotesi, la certificazione medica deve specificare il presumibile periodo di durata dell’invalidità. Al fine del rinnovo qualora, una volta trascorso il periodo indicato nella certificazione, l’invalidità non sia ancora cessata, per l’emissione di un ulteriore contrassegno a tempo determinato sarà necessaria una nuova certificazione medico-legale rilasciata dall’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza che attesti che le condizioni della persona invalida danno diritto al successivo rilascio. Nel caso di decesso del titolare, di perdita dei requisiti che ne hanno legittimato il rilascio o di scadenza del termine di validità, il contrassegno deve essere restituito all’ufficio che lo ha emesso.

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Cosa fare in caso di parere negativo

Qualora la Commissione Medica Locale esprima parere negativo in ordine all’idoneità alla guida del richiedente, il soggetto interessato può agire a tutela del proprio interesse. Il legislatore prevede al riguardo 3 possibilità:

  • attivare il processo di riesame della valutazione medica in autotutela producendo, a richiesta ed a spese dell’istante, una nuova certificazione medica rilasciata dagli organi sanitari periferici della società Rete Ferroviaria Italiana spa dalla quale emerga una diversa valutazione
  • proporre ricorso al Tar: il ricorso deve essere proposto entro il termine perentorio di 60 giorni dalla data di notifica del provvedimento dal contenuto negativo
  • proporre ricorso straordinario al Presidente della Repubblica: il ricorso deve essere proposto entro il termine perentorio di 120 giorni dalla data di notifica del provvedimento di diniego

È bene precisare che la procedura in autotutela non sospende il decorso del termine per agire innanzi al Tar o per proporre il ricorso straordinario al Capo dello Stato: di conseguenza sarà bene ottenere la nuova valutazione prima della scadenza dei termini per avviare l’azione legale o, qualora non sia possibile, agire in ogni caso in sede legale abbandonando eventualmente l’azione qualora la nuova valutazione medica dia esito favorevole per il richiedente.

Si precisa che è onere dell’interessato produrre la certificazione medica più favorevole entro il termine previsto per agire in giudizio poiché nel caso contrario, anche in presenza di una nuova valutazione positiva, si cristallizzerà il provvedimento negativo che si vuole contestare. In ultimo, è bene ricordare che, al fine di ottenere una nuova valutazione medica l’interessato dovrà presentare apposita richiesta, a proprie spese, presso gli organi sanitari periferici della società Rete Ferroviaria Italiana spa (RFI).

 

Contestazione del verbale della Commissione Medica

Al fine di contestare il verbale rilasciato dalla Commissione Medica Locale con il quale il collegio non riconosce al figlio l’idoneità alla guida, si potranno seguire 3 strade:

  • proporre ricorso al Tar entro 60 giorni dal ricevimento del verbale
  • proporre ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni da quando ha ricevuto il verbale
  • chiedere a sue spese una nuova visita medica

Ovviamente la terza possibilità è quella preferibile sia perché è la meno onerosa sia perché non impedisce di agire successivamente, purché entro i termini indicati, innanzi all’autorità giudiziaria. Al fine di ottenere una nuova valutazione dovrà presentare istanza presso la struttura autorizzata a prestare i servizi sanitari offerti da RFI che si trova nel luogo in cui la lettrice e suo figlio hanno la residenza.

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Febbraio 2017: Stanziati nuovi fondi per l’assistenza ai disabili

Con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23/02/2017, sono stati definiti – in accordo con il Ministero della Salute e quello dell’Economia e delle Finanze – i requisiti per l’accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, nonchè la misura della ripartizione per l’anno 2016, di tali risorse alle Regioni.

L’articolo 1 del decreto definisce i destinatari a cui la norma si rivolge e nello specifico prevede che siano da considerare come persona con disabilità grave, i seguenti soggetti:

  • Persona con disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992, accertata con le modalità indicate all’articolo 4 della medesima legge, quindi con accertamento dell’handicap effettuato presso le unità sanitarie locali mediante specifiche commissioni mediche;
  • Persona con disabilità grave priva del sostegno familiare: la persona con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, priva di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno genitoriale, nonché in vista del venir meno del sostegno familiare.

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È opportuno segnalare che la persona con disabilità grave priva del sostegno familiare è assistita ed avviata mediante un percorso mirato a farle garantire adeguata autonomia, anche attraverso progetti personalizzati condivisi con i competenti servizi per il collocamento mirato previsti dalla legge n. 68/99, che possono prevedere l’inserimento in programmi di politiche attive del lavoro, anche sottoforma di tirocini formativi.

Le risorse assegnate al Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità gravi e senza sostegno familiare sono pari a 90 milioni di euro, ripartiti alle singole regioni sulla base della quota di popolazione regionale nella fascia di età 18-64 anni.

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Alexandra Kutas, la modella sulla sedia a rotelle

La stupenda modella che vedete in queste immagini si chiama Alexandra Kutas, e non lo immaginerete mai ma ha qualcosa in più delle sue colleghe…

Alexandra, ventunenne ucraina, vive infatti su una sedia a rotelle da quando è nata, ma non ha lasciato certo che questo condizionasse i suoi sogni, su tutti quello di diventare una modella famosa.

La giovane ragazza ha già lavorato in numerose kermesse internazionali, ed è stata ora invitata a prendere parte anche alla Ukraine Fashion Week, che si svolgerà nel Dicembre di quest’anno.

Alexandra, che concilia la sua passione con il suo primo lavoro, quello di fisiologo, spera che queste partecipazioni le aprano le porte per una carriera nell’alta moda, e le consentano di sensibilizzare persone e istituzioni riguardo all’accessibilità per le persone con disabilità.

Non è solo un sogno che si realizza, ma una vittoria per tutto il mondo dei disabili. Dall’alto di un trono in legno portato ad quattro uomini è divenuta cosi’ la prima top-model disabile scelta per sfilare alla recente Fashion Week di Kiev.

Capelli neri lunghi che le cadono dolcemente sulla schiena, occhi scuri, fin da bambina Alexandra aveva sempre sognato intraprendere la strada dell’alta moda.

 

Un sogno che si realizza

alexandra-kutas-modella-disabile“Sì, è stato difficile, ed è sempre difficile. Ma nel nostro paese, tutto è più difficile quando si tratta di una persona disabile, immobilizzata fisicamente. Tutti lo sanno”.

“Ho scritto lettere a diverse agenzie di top model. Mi hanno risposto che ero molto carina ma che non sapevano come potessero rappresentarmi, perché il mercato non è adatto per questo.

Solamente da due anni, durante la Fashion Week di New York, sono state invitate per la prima volta modelle disabili. E ho sentito che oggi era arrivato il momento anche qui”.

Nata a Dnipro, nell’Est dell’Ucraina, Alexandra è costretta su una sedia a rotelle a causa di una paralisi cerebrale alla nascita.

“La cosa più importante – dice – è il mio messaggio: mostrare che una donna sulla sedia a rotelle può essere vista come una professionista di livello. Questa è la mia passione, è qualcosa che mi ispira”.

 

 

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Assunzioni disabili, scopriamo cosa cambia con i nuovi obblighi

Il 1 gennaio 2017 sono scattati i nuovi obblighi in tema di collocamento mirato, come modificati in seguito alle variazioni apportate dal Jobs Act alla legge 68/1999 sui disabili. Sulla base delle nuove previsioni, i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti non possono più godere della franchigia che era presente nel precedente testo normativo, e che permetteva all’azienda di congelare l’inserimento di un lavoratore disabile fino al momento in cui non fosse stata realizzata una nuova assunzione.

 

Assunzioni disabili: le novità 2017

Facendo un po’ di ordine, ricordiamo come prima della novità che è entrata in vigore il 1 gennaio 2017 i datori di lavoro privati che occupavano da 15 a 35 dipendenti avevano l’obbligo di assumere un disabile solamente nelle ipotesi di nuove assunzioni.

Dal 1 gennaio 2017 in poi, invece, la previsione di cui sopra è stata abrogata, anticipando l’obbligo di assunzione del lavoratore disabile contestualmente al raggiungimento della soglia di 15 dipendenti computabili. In altri termini, dal 2017 non vi è più alcuna condizione sospensiva correlata ad una nuova assunzione, una volta raggiunta la soglia limite.

In maniera più dettagliata, i datori di lavoro pubblici e privati sono obbligati ad avere alle proprie dipendenze dei lavoratori appartenenti alle categorie protette di cui all’art. 1 l. 68/1999, nel rispetto dei seguenti criteri:

  • Il 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti (oltre all’1% riservato a vedove, orfani o profughi)
  • Due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti
  • Un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti

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Gli effetti delle nuove regole sull’assunzione dei disabili

Sul piano più pratico, la nuova regola sembra comportare due effetti: i datori di lavoro che si trovano già nella fascia di organico da 15 a 35 dipendenti computabili dovranno provvedere a coprire la quota di riserva, e poiché la stessa già ricordata legge 68 prevede che i datori di lavoro devono presentare agli uffici competenti la richiesta di assunzione entro 60 giorni dal momento in cui è scattato l’obbligo, la decorrenza dei 60 giorni scatti a partire dal 1° gennaio 2017, ossia dall’insorgenza dell’obbligo medesimo.

Il secondo effetto è legato al fatto che i datori di lavoro che dal 1 gennaio in poi supereranno la soglia dei 14 dipendenti dovranno seguire la stessa regola.

I datori di lavoro che dovessero già avere in forza lavoratori disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, potranno comunque computarli nella quota di riserva se gli stessi hanno una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60 per cento.

 

Sanzioni sempre più salate

Infine, un rapido sguardo alle sanzioni, divenute più salate.

L’articolo 15, della legge 68/1999 stabilisce che, trascorsi 60 giorni dalla data in cui insorge l’obbligo di assumere i disabili, per ogni giorno lavorativo durante il quale risulti non coperta, per cause imputabili all’azienda, la quota dell’obbligo, il datore di lavoro stesso è tenuto al versamento (al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili) di una somma pari a cinque volte la misura del contributo esonerativo di cui all’articolo 5, comma 3-bis, al giorno, per ciascun lavoratore disabile che risulta non occupato nella medesima giornata.

In termini assoluti, l’importo corrisponde a 153,20 euro per ciascun lavoratore disabile che risulta non occupato nella giornata, contro i 62,77 euro previsti dal testo precedente.

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Progetto KIMAP: quando la tecnologia è al servizio della disabilità

L’innovativo progetto KIMAP, presentato dalla start-up fiorentina KINOA, è stato selezionato tra i vincitori della Tuscan Big Data Challenge, iniziativa rivolta alle imprese toscane impegnate nell’esplorazione delle potenzialità dei Big Data e promossa da SoBigData.

Quest’ultimo è un laboratorio costituito da enti di ricerca quali il CNR di Pisa, l’Università di Pisa, la Scuola normale superiore e l’IMT Alti Studi Lucca e fa parte della più grande infrastruttura di ricerca sui Big Data in Europa.

L’obiettivo principale di Kimap è facilitare e aumentare la mobilità e l’autonomia dei disabili. Per raggiungere tale risultato Kimap si propone un sistema fondato su due concetti chiave: mappatura partecipata delle barriere architettoniche e navigazione.

La mappatura viene realizzata dagli utenti stessi, attraverso un dispositivo incorporato nei loro ausili, mentre la navigazione è resa affidabile e di immediato utilizzo da un’applicazione per smartphone, che guida gli utenti attraverso i percorsi mappati.

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Gli ideatori dell’ambizioso progetto

A chi e’ rivolto il progetto

I beneficiari di Kimap sono in primo luogo i disabili (che possono facilmente segnalare ostacoli, difficoltà e impedimenti nel percorrere una strada o un itinerario turistico) ma anche I produttori di ausili.

Questa tecnologia permette loro di offrire un servizio aggiuntivo ai propri clienti, aumentando il contenuto di innovazione degli ausili ed accrescendone di fatto il valore. Non sono da escludere gli enti pubblici, che possono usare Kimap per adempiere agli obblighi di mappatura delle barriere architettoniche, in ottemperanza alla legislazione regionale e nazionale, o per lo sviluppo di percorsi turistici.

L’innovazione di Kimap non si limita al suo contenuto tecnologico ma si estende alla visione che vi sta dietro: Lo sviluppo della tecnologia come risposta alle necessita’ reali. L’analisi delle comunità locali, la rilevazione del problema di presenza di barriere e della mancanza di accessibilità sono stati i punti di partenza per l’ideazione di questo prodotto tecnologico.

Kimap vuole dare risposta ad un’esigenza avvertita e segnalata da molti attori quali singoli cittadini, associazioni ed istituzioni.

 

Cosa è Kinoa

Kinoa srl è una giovanissima start-up iscritta al registro nazionale delle Start up Innovative a marzo del 2016, nata come spinoff di rete Sviluppo dalla volontà imprenditoriale di Marco Scarselli (Co-founder) e Lapo Cecconi (Co-founder) con la partecipazione della stessa reteSviluppo (Firenze), di Iris Ricerche (Prato) e di Sistemi Territoriali (Pisa).

Ha come mission la realizzazione di prodotti innovativi attraverso l’integrazione di Big Data e tecnologie di Internet of Things. Riusciranno questi ragazzi a cambiare in meglio il mondo della disabilità? Noi di LIFE ne siamo certi e diamo totale fiducia al talento di Scarselli e Cecconi!