richiedere insegnante di sostegno

Come richiedere l’insegnante di sostegno?

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, viene spontaneo ai genitori chiedersi come ottenere l’insegnate di sostegno. Secondo la legislazione italiana ogni alunno con disabilità ha diritto all’insegnante di sostegno nella scuola di ogni ordine, dalla materna alle superiori.  Il compito di questa figura è di supportare, insieme ai docenti delle singole materie, il ragazzo per poter raggiungere gli obiettivi prefissati.

Le tappe da seguire per richiedere l’insegnate di sostegno

La prima cosa da fare è formalizzare una richiesta al reparto di neuropsichiatria infantile presso l’ASL di riferimento.  È una richiesta che possono effettuare solo i genitori o chi ne esercita la responsabilità genitoriale. Di solito sono gli insegnati che informano i genitori di aver notato un comportamento diverso o comunque non in linea con quello dei ragazzi della sua età. In alcuni casi invece è proprio il pediatra a orientare i genitori a richiedere una visita specialistica.

La modalità di accesso alla visita non è uguale per tutte le ASL, ognuna fa richieste diverse. Due sono i modi per accedervi:

  • Con impegnativa del pediatra
  • Senza impegnativa del pediatra

Vi consigliamo quindi d’informarvi in anticipo direttamente presso l’ufficio competente.

Durante la visita il medico farà un esame completo al bambino/ragazzo e se riterrà opportuno potrà indicarvi come fare per chiedere l’accertamento di handicap. Questa parola non deve spaventarvi, con il termine “handicap” s’indica una persona affetta da minorazione fisica, psichica o sensoriale che provoca difficoltà nell’apprendimento e uno svantaggio sociale.

L’accertamento di handicap richiede tre fasi. È fondamentale accertarsi che sulla domanda sia spuntata la casella “insegnante di sostegno”.

insegnante di sostegno

Mentre si segue l’iter, il centro di neuropsichiatria infantile preparerà un documento conosciuto come “Profilo descrittivo di funzionamento – Diagnosi funzionale”. Consiste in una descrizione della situazione dal punto di vita qualitativo e quantitativo delle funzionalità compromesse del soggetto.

Ottenuta la certificazione bisogna recarsi in segreteria della scuola che il bambino/ragazzo frequenterà e consegnare il modulo. La Diagnosi Funzionale va anche consegnata alla visita dell’accertamento dell’handicap. Una volta ricevuto mezzo raccomandata a casa vostra il verbale di handicap, porterete anche questo documento a scuola.

E la scuola cosa fa?

Ottenute tutte le certificazioni necessarie, sarà il preside a decidere in che classe inserire l’alunno e quante ore necessiterà per il sostegno, ovviamente facendo riferimento a ciò che hanno indicato i medici sulle diverse certificazioni.

A questo punto sarà compito dell’insegnate di sostegno, supportato dal consiglio di classe, decidere se il ragazzo seguirà gli obiettivi minimi, ovvero quelli che conseguiranno tutti i ragazzi oppure degli obiettivi diversificati. La decisione sarà presente nel PEI, piano educativo individualizzato, che verrà fatto vedere e approvato alla famiglia. In questo documento saranno indicate anche le ore di sostegno richieste e previste dalla scuola.

Il monte ore massimo che si può ottenere per legge è di 25 alla materna, 22 alle elementari e 18 alle medie e superiori. Se il soggetto è affetto da autonomia ridotta, può essere affiancato anche dall’educatore, una figura come il terapeuta dell’ASL, il fisioterapista o in alcuni casi un educatore dei Servizi Sociali.

La legge prevede che il ragazzo possa usufruire dell’insegnate di sostegno fino al raggiungimento della maggiore età. Nel caso in cui il soggetto compie 18 anni ad esempio in quarto superiore, la legge prevede che l’insegnate lo segua fino alla conclusione del ciclo scolastico, ovvero fino all’esame statale di quinto superiore.

Come comportarsi se servono più ore?

Se le esigenze del ragazzo cambiassero durante il periodo d’inattività della scuola, ovvero in estate, è possibile presentare ad inizio anno documenti che certificano il peggioramento del soggetto. In tal modo il dirigente potrà richiedere personale aggiuntivo.

Qualora il cambiamento avvenisse durante l’anno, solitamente non si può far nulla, ma bisognerà attendere la fine dell’anno per migliorare la situazione.

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