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News sul tema della disabilità e della senilità

disabili e barrire architettoniche

Agevolazioni fiscali 2018 per eliminare le barriere architettoniche

Grazie all’approvazione definitiva della legge di bilancio del 2018, avvenuta il 23 dicembre, sono stati prorogati i bonus ristrutturazioni per tutto l’anno. Questa bellissima notizia è una vera e propria ventata di aria fresca per chi vive con un disabile, e sa quanto sia importante abbattere le barriere architettoniche e rendere la casa un luogo sicuro in grado di soddisfare le esigenze di movimento.

Barriere architettoniche: un vero problema per i disabili

Le barriere architettoniche sono tutti quegli elementi costruttivi che limitano lo spostamento del soggetto. Per fare un esempio pratico, per una persona con menomazione fisica o psichica, una scala, una rampa o un gradino possono essere una barriera architettonica. Lo scopo del bonus è eliminare le barriere negli ambienti domestici.

Per tutto il 2018 sono confermate le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia, tra cui rientrano gli interventi sugli immobili di interesse delle barriere architettoniche. La detrazione sarà del 50% della spesa sostenuta, per un limite massimo di 96.000 euro. Uno degli aspetti positivi è anche la possibilità di usufruire in contemporanea del bonus e delle detrazioni del 19% previsto per le spese sanitarie.

disabili e detrazione ristrutturazioni

La legge di riferimento è il DM 236/89, attuativo della Legge 18/39. Il primo decreto ministeriale detta i parametri tecnici e dimensionali per gli spazi privati ​​e gli edifici. Ne sono un esempio le caratteristiche di scale, ascensori, rampe e spazi per effettuare la rotazione della sedia a rotelle.

Nel quotidiano, si pensi a quanto può essere difficile entrare in ascensore, entrante in bagno o agevolmente in una stanza o salire le scale. E da qui parte la necessità di modificare gli ambienti affinché queste operazioni quotidiane diventino semplici per chi usufruisce della sedia a rotelle.

Tutti gli interventi di ristrutturazione sono quindi volti a migliorare la mobilità del disabile in casa propria.

Chi e come può usufruire del bonus?

Chi può usufruire di questo incentivo fiscale? Oltre ai proprietari dell’immobile, possono utilizzare il bonus anche i titolari di altri diritti reali come i nudi proprietari o gli usufruttari. Rientrano nella categoria di persone che possono utilizzare la detrazione Irpef anche gli inquilini, i comodatari e il promittente acquirente che ha registrato il contratto preliminare.

Ovviamente fanno parte della categoria di beneficiari fiscali anche i familiari conviventi che abbiano sostenuto spese per favorire la vita motoria dell’assistito.

Il rimborso del 50% si ottiene in sede di dichiarazione dei redditi. Vanno indicati i dati catastali dell’immobile ristrutturato e delle barriere architettoniche eliminate. Per questo è necessario conservare tutti i documenti relativi alla ristrutturazione, come le domande e le delibere per effettuare i lavori.

disabili e bonus 2018

Il bonus viene restituito tramite bonifico bancario o postale. Bisognerà indicare nella causale il riferimento all’articolo 16 bis TUIR, il codice fiscale del beneficiario e di chi effettua il pagamento.

Tipologie di lavori che rientrano nel bonus

Non tutti i lavori di ristrutturazione per favorire la mobilità motoria di una persona disabile rientrano nel bonus che agevola l’intervento. Secondo la legge infatti, si possono detrarre dall’Irpef solo le spese che servono a eliminare le barriere architettoniche, come il montaggio di ascensori e rampe o l’eliminazione dei gradini. Ma non solo, infatti sono rimborsate per il 50% anche la realizzazione di tutti quei strumenti che consentono di agevolare la mobilità come la robotica o i mezzi di ultima generazione. Ovviamente affinché questo intervento sia valido deve essere effettuato sull’immobile. Tra gli strumenti tecnologici non rientrano i telefoni a viva voce o gli schermi con funzionamento a tocco.

Si consideri che i soggetti affetti da handicap grave sono quei disabili che rientrano nella categoria di soggetti etichettati con la legge 104/93 articolo 3, comma 3. Non possono avvalersi del bonus Irpef i soggetti membri alla medesima legge, ma con comma 1. Lo stato di portatore di handicap deve essere considerato da una commissione medica, che accetta l’ok per ottenerne il certificato e quindi usufruire di tutti i benefici che lo Stato mette a disposizione.

congedo lavorativo

Congedo lavorativo: aiutare un disabile in famiglia

Il congedo lavorativo è uno dei diritti di chi assiste un disabile in famiglia. Purtroppo però ancora non è ben chiaro a tutti chi ne può usufruire, come richiederlo e quante volte al mese è possibile farne richiesta. Scopriamolo insieme così da rendere le idee un po’ più chiare a tutti.

Congedo lavorativo: quante volte si può usufruire di questo servizio?

La circolare INPS numero 32 del 2012 al punto 3.3 esplica il tempo che un lavoratore può richiedere per allontanarsi dal lavoro al fine di assistere un parente disabile. Il periodo di congedo lavorativo è di due anni per soggetto, indennizzati nella misura della retribuzione che si percepisce il mese che precede il congedo. In caso di pluralità di soggetti in situazione di disabilità grave, il diritto di prendere un’aspettativa dal lavoro per curare il familiare spetta per ciascun “accudito”, sempre nei limiti previsti dalla legge, considerando che tali periodi di congedo straordinario devono rientrare in massimo due anni per ciascun lavoratore.

Non è infatti possibile al lavoratore di furie del raddoppio, intesto che per un ulteriore periodo di due anni per altri soggetti in situazione di disabilità, il congedo spetta solo ad un altro parente, con decurtazione di periodi eventualmente utilizzati presi come permessi per gravi e documentati problemi familiari.

Congedo lavorativo: chi più farne richiesta?

La legge in merito a questo punto è molto chiara e precisa. Possono usufruire del congedo lavorativo al fine di assistere un disabile tutti i soggetti entri il terzo grado di parentela quali: il coniuge, il convivente more uxorio, le parti dell’unione civile, i genitori, i figli, i fratelli, le sorelle, i parenti ed affini.

Ma questo diritto non è uguale per tutti, infatti c’è una disposizione ben precisa di chi sono i primi a poter usufruire del congedo. Il primo titolare è sicuramente il coniuge o chi convive con il soggetto disabile. Se il coniuge è deceduto, legalmente separato, il soggetto è celibe/nubile oppure affetto da una patologia invalidante, può usufruire di questo diritto il genitore del disabile.

congedo straordinario

Se invece ne volesse usufruire il figlio convivente della persona invalida, devono sussistere tutte le condizioni prima citate anche per il genitore del disabile. Quindi tutti gli attori in tal caso devono essere o deceduti, o malati o mancanti.

Stessa situazione deve esserci se un fratello o una sorella convivente del disabile varrebbe utilizzare il congedo lavorativo. Ovvero il coniuge, i genitori o i figli del disabile devono essere deceduti, mancanti o affetti da patologie gravi.

Questa regola vale fino ai parenti di terzo grado ed è sancita dalla sentenza numero 213 del 2016 emanata dalla Corte Costituzionale.

Non possono richiedere il congedo straordinario dal lavoro i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, i lavoratori a domicilio, i lavoratori agricoli giornalieri, i lavoratori autonomi, i lavoratori parasubordinati e i lavoratori con contratto di lavoro part-time verticale, durante le pause di sospensione contrattuale.

Congedo lavorativo: il soggetto disabile che certificazione deve possedere?

Per usufruire del congedo dal lavoro è essenziale e quindi obbligatorio che il soggetto sia accertato come persona con handicap affetta da una situazione grave, quella prevista dall’art. 3, comma 3, della Legge n. 104 del 1992. Sul certificato medico del soggetto disabile deve essere presente proprio questo estremo di legge.

congedo dal lavoro

Non possono godere di questo diritto i soggetti affetti da situazioni di handicap diversi, come le persone che rientrano nella categoria di disabili ma appartenni al comma 1 articolo 3 della legge 104 ad esempio. Altri certificati medici o con diciture diverse, non sono validi a tale scopo.

Congedo lavorativo: come richiederlo?

La domanda per il congedo straordinario si presenta direttamente online all’INPS. Per farlo bisogna essere lavoratori dipendenti privati, anche part-time.

Non è possibile richiedere il congedo lavorativo durante il ricovero della persona disabile a tempo pieno, così come scritto nella circolare INPS del 3 dicembre 20120, la numero 55, salvo che per alcuni casi particolari.

doro smartphone anziani

Doro: il nuovo smartphone della casa svedese dedicato agli anziani

Non tutti gli anziani hanno difficoltà ad usare uno smartphone, ma molti presentano delle difficoltà nell’utilizzo di questi cellulari di ultima generazione a causa della dinamicità con cui operano.

È vero che come dice il detto non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma è innegabile che con il passare dell’età si perde l’elasticità mentale e si ha qualche problemino di vista.  Ed è proprio per venire incontro agli anziani che la casa svedese Doro ha deciso di proporre sul mercato non uno dei tanti cellulari che già produce per persone della terza età, ma un vero e proprio smartphone, con tanto di app e connessione ad internet, adatto a tutti. Parliamo di Doro 8040, il cellulare intelligente “facilitato”.

Doro: perché si è deciso di produrre questo modello?

La casa svedese prima di buttarsi in questa nuova impresa ha fatto i suoi conti. In Italia su 14 milioni e mezzo di over 65, ben il 49% possiede già uno smartphone, superando di netto paesi come Francia, Regno Unito, Svezia e Germania. La percentuale dopo diverse indagini sale al 69% considerando coloro che attualmente non hanno un cellulare intelligente ma considerano l’idea di acquistarlo nel breve periodo. Di queste persone, molte di quelle che aspettano ancora un po’ prima di darsi ai cellulari di ultima generazione figurano quei soggetti che sono frenati dall’acquisto solo dalla paura di usare un oggetto così complesso.

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Ed è qui che la Doro si propone e s’inserisce con il suo nuovissimo modello sul mercato, l’8040. Questo modello è dotato di sistema operativo Android così come i comuni smartphone presenti nelle mani degli italiani.  A differenza però dei classici modelli che siamo abituati ad utilizzare, Doro 8040 vanta le stesse caratteristiche dei cellulari “classici” per anziani. Scopriamoli nel dettaglio!

Doro 8040: caratteristiche

Il cellulare per anziani con sistema operativo Adroid dedicato agli anziani che non voglio assolutamente perdere l’occasione di utilizzare uno smartphone per chattare e fare ricerche online, è dotato di tutte le caratteristiche necessarie per affrontare le emergenze.

Così come per gli altri telefonini della società svedese, anche Doro 8040 presenta il pulsante di emergenza sul retro, ideato per inviare automaticamente in caso di necessità una richiesta di aiuto corredata di posizione GPS. Tra le altre caratteristiche figurano:

  • Tasti di navigazione cliccabili per un miglior controllo
  • Interfaccia semplificata e intuitiva per essere subito comprensibile
  • Versione semplificata del sistema operativo
  • Accesso a distanza

Analizziamo le caratteristiche nel dettaglio. I tasti virtuali che appaiono in home a differenza degli smatphone classici sono di maggiori dimensioni, inoltre ci sono delle procedure guidate che riducono il margine d’errore per effettuare chiamate, inviare messaggi o accedere ad applicazioni come What’sapp.

doro 8040

La caratteristica migliore però è l’accessibilità a distanza da parte di un contatto fidato che ovviamente designerà il proprietario. In pratica dietro autorizzazione da parte del proprietario, familiari o amici possono controllare a distanza le impostazioni del cellulare come il volume della suoneria, l’istallazione o cancellazione delle app, l’inserimento di nuovi numeri in rubrica, l’impostazione delle sveglie e l’aggiornamento del calendario. Tutte queste caratteristiche sono concentrate in un dispositivo con un display HD da ben 5 pollici. Vanta due fotocamere, una frontale da 2 megapixel e quella esterna da 8 megapixel.

Diamo ora un po’ d’info tecniche: versione Android 7.0 Nougat, processore Mediatek MT6738 e 1Gb di RAM. Con queste caratteristiche si possono svolgere tutte le principali funzioni, senza però appesantire il dispositivo con applicazioni inutili.

Doro 8040 è stato presentato a settembre presso l’IFA. Il costo è di 230€ è disponibile in due colori, bianco o neo. Si trova presso lo store online della casa svedese o nei negozi di telefonia più forniti.

Doro: perché acquistarlo?

Lo smartphone per anziani Doro 8040 è il giusto compromesso tra un cellulare “classico” ovvero i modelli privi di connessione internet, ed uno di ultima generazione con cui smanettano tutto il giorno i giovani. È importante far sentire anche gli over 65 ancora parte integrante della società e renderli aggiornati su come si evolve il mondo. Inoltre non tutti gli anziani si sentono “vecchi” e hanno voglia di chattare, fare ricerche online o ascoltare musica. Questo cellulare svedese è il giusto compromesso tra tecnologia e facilità di utilizzo. Inoltre il prezzo abbastanza contenuto lo rende un modello accessibile a tutti.

auto per anziani

Come scegliere l’auto perfetta per gli anziani

Acquistare un’auto è un momento importante, non solo per l’impegno economico che si va ad affrontare, ma anche perché quest’oggetto sarà destinato a farci compagnia per molti anni sia nella vita quotidiana sia nelle belle avventure che andremo poi a ricordare un giorno. È una scelta importante, in particolare quando si tratta di anziani, poiché l’auto deve essere sicura, pratica e non ingombrante.

Non esiste una categoria di auto per gli over 60, ma ci sono diversi modelli che rispettano i requisiti essenziali affinché il veicolo soddisfi tutte le necessità che una persona in età senile può avere. Affrontiamo insieme i principali dubbi e analizziamo le singole caratteristiche che un’auto per anziani dovrebbe avere!

Auto per anziani: nuova o usata?

Nuova o usata? Questo è il primo dilemma che affligge chi acquista l’auto per gli anziani. Non esiste una risposta unica, ma bisognerebbe analizzare caso per caso la situazione. È una lama a doppio taglio perché ci sono sia vantaggi che svantaggi da considerare. Un modello usato è sicuramente più economico, non si è molto dispiaciuti nel caso di graffi o piccoli incidenti durante le manovre e si ha meno paura di parcheggiarla in strada se non si ha un garage o posto auto riservato a disposizione. Dall’altro lato della medaglia però vi è una maggior manutenzione, più possibilità che i componenti meccanici e non da un momento all’altro si rompano e sicuramente meno caratteristiche che un’auto di ultima generazione possiede.

caratteristica auto per anziani

Acquistando un’auto per anziani nuova si può usufruire dei diversi sgravi fiscali, maggiori funzionalità di ultima generazione che i modelli degli anni passati non hanno, meno possibilità di guasti e sicuramente un minor consumo di carburante. Anche in questo caso c’è un lato negativo, ovvero il costo sicuramente maggiore rispetto un’auto usata e il dispiacere che si può provare in caso di piccoli incidenti che potrebbero rovinare la carrozzeria.

Caratteristiche ideali che dovrebbe possedere l’auto per anziani

Analizziamo nel dettaglio tutte le caratteristiche che l’auto per anziani dovrebbe avere nell’immaginazione collettiva di auto ideale.

La seduta alta è di fondamentale importanza. Per una persona anziana infatti sedersi non è un’impresa da poco, in particolare se si soffre di dolori alla schiena. Le vetture alte sono sicuramente le migliori. I modelli che hanno questa caratteristica sono i SUV, i monovolume e le multispazio. Anche alcune city car moderne hanno la seduta alta.

Il cambio automatico non dovrebbe mai mancare, poiché l’assenza del pedale della frizione permette di non sforzare muscoli, articolazioni ed in particolare il ginocchio della gamba sinistra. Non tutti gli anziani però gradiscono quest’accessorio, poiché abituati a guidare da tanti anni con il cambio manuale non riescono ad entrare in questa nuova idea di cambi automatico.

Scegliere bene il volume può fare realmente la differenza.  Le auto non troppo ingombranti sono facili da gestire. Ci sono tantissimi modelli inferiori ai quattro metri e mezzo di lunghezza per tutte le tasche.

Altra caratteristica importante da considerare è la frenata automatica. Oltre ad essere utile per tutti gli automobilisti lo è particolarmente per gli anziani. Torna utile non solo nei momenti di distrazione, ma anche in caso di dover frenare improvvisate a causa di ostacoli sulla strada.

I sensori di parcheggio e la telecamera posteriore fanno realmente la differenza. I sensori di parcheggio permettono all’anziano di non dover guardare indietro e quindi stressare i muscoli e articolazioni del collo e della schiena. Presentano però una piccola pecca, non sono particolarmente efficaci per i soggetti affetti da deficit uditivi. In tal caso il miglior modo per agevolare il parcheggio è la telecamera posteriore. Guardando lo schermo si può facilmente parcheggiare senza stress.

modelli auto per anziani

L’ultima caratteristica è il comfort. Sedili comodi sono essenziali per tutti, ma in particolare per le persone anziane. È spiacevole infatti dover guidare in una situazione di stress muscolare, in particolare quando si affrontano le lunghe distanze.

Auto per anziani: modelli ideali

Tanti sono i modelli che si avvicinano tantissimo alle caratteristiche di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente. La fascia di prezzo va dai 10 mila ai 20 mila euro per auto nuove. Le più gettonate sono la Ford Focus, Fiat Grande Punto, Fiat Bravo, Fiat Panda, Toyota Yaris, Hyundai i20, Opel Meriva, Honda Jazz e Volkswagen Polo.

Alcuni colossi mondiali nel settore auto come la General Motors sta progettando automobili apposite per gli anziani, dotate di particolari caratteristiche come la vibrazione del sedile che avverte di una guida scorretta o sistemi di segnalazione semplificati.

legge 104 cambiamenti

Legge 104: in arrivo tante novità per chi assiste i disabili e gli anziani

Finalmente qualcosa si muove nei confronti dei soggetti che usufruiscono della legge 104 del 1992 a vantaggio di persone disabili ed anziani con più di 80 anni di età. Questa è una delle leggi più importanti nel campo agevolazioni, permessi retribuiti, congedi e incentivi di cui può usufruire chi si prende cura con tanto amore delle persone care purtroppo non più autosufficienti (figura di caregiver). Purtroppo l’Italia è un paese ancora arretrato in questo settore, oltre all’indennità di accompagnamento, tra gli strumenti previdenziali vi è un grande buco nero. Fortunatamente il governo ha deciso di dare una svecchiata alla legislazione contribuendo in modo efficace al miglioramento delle condizioni delle persone disabili e di chi si prende loro cura. Così la Commissione permanente al Senato sul Lavoro e Previdenza Sociale si è messa all’opera per portare al termine l’aggiornamento legislativo. Scopriamo quali sono questi cambiamenti e come incideranno positivamente.

Su cosa lavorerà il senato?

L’obiettivo della commissione al Senato è di lavorare principalmente su tre disegni di legge: Ddl 2266, 2048 e il 2128. Questi sono i tre ambiti riguardanti l’aggiornamento, che assieme ai già presenti permessi retribuiti, congedo straordinario, Ape social e incentivi fiscali contribuiranno a favore delle persone disabili, degli anziani e di chi si prende cura di loro.  Tali cambiamenti finalmente potranno essere un faro di speranza per chi ha deciso di accudire un familiare anziano, infischiandosene di tutti gli ostacoli che si presentano lungo il cammino.

Novità legge 104: incentivi per il Ddl 2266 e 2048

In merito al Ddl 2266 i cambiamenti prevedono il beneficio della detraibilità dal reddito, in poche parole concedere ai caragiver la possibilità di sottrarre dal credito d’imposta fino a metà delle spese sostenute in un anno per l’assistenza al soggetto disabile o anziano, fino ad un massimo di 1000€ annui. Sempre per questo Ddl citiamo tra le novità “l’istituzione di un fondo ferie solidale a sostegno della conciliazione dell’attività lavorativa e di quella di cura e di assistenza prestata dal caregiver familiare”.

novità legge 104

Tra le modifiche del Ddl 2048 è stato proposto per chi si occupa di un parente con più di 80 anni di età con cui convive da almeno sei mesi e con reddito ISEE non superiore ai 25 mila euro all’anno, una detrazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche del 19% delle spese che si sostengono per l’assistenza in un anno, fino ad un massimo di riduzione di 10.000€ all’anno. Sono somme non stratosferiche considerando tutte le spese che si affrontano in particolare quando il soggetto non verte in buone condizioni di salute, ma sicuramente sono un passo in avanti.

Il Ddl 2048 ha anche pensato a chi purtroppo è incapiente parzialmente o totalmente (non è titolare di reddito), ma accudisce lo stesso un familiare entro il terzo grado di parentela. In tal caso, infatti, vorrebbe istituito una sorta di rimborso spese pari a 1900 euro l’anno pagato direttamente dall’Inps. Sempre per tutelare i soggetti anziani oltre gli 80 anni accuditi da un familiare, vi è la possibilità di trasformare un contratto di lavoro a tempo pieno in part time. Quest’ultimo non deve superare il 50% dell’orario “ordinario” e la durata massima del lavoro a tempo ridotto non deve andare oltre i due anni.

Contributi e lavoro part time per i caragiver

Uno dei cambiamenti sicuramente più apprezzati nella legge 104 del 1992 sarà la possibilità di estendere i permessi, cito “anche ai caregiver familiari assunti con ogni forma di contratto di lavoro subordinato e parasubordinato” così da poter finalmente permette ai familiari di assistere l’anziano e al tempo stesso poter far conciliare l’attività lavorativa. Questi contributi potranno essere confermati solo dal momento di riconoscimento di un handicap grave nel soggetto assistito. Nel caso di esito positivo, i contributi si aggiungeranno a quelli già versati per l’attività lavorativa, così da poter accedere all’Ape social come assistente di un familiare.

aggiornamento legge 104

Nell’ultimo disegno di legge, il 2128, vi è previsto un riconoscimento per un familiare che accudisce un parente anziano, con copertura da parte dello Stato dei contributi maturati durante l’assistenza e il lavoro svolto prendendosi cura del soggetto, equiparandoli a quelli che si maturano come lavoro domestico. Ovviamente questi si sommeranno ai contributi già versati maturati con il lavoro. Si propone inoltre nei confronti dei caraviger familiari anche “tutele previste per le malattie professionali” e la “copertura assicurativa a carico dello Stato con il rimborso delle spese sostenute per sopperire alla vacanza assistenziale nei periodi di malattia o nei quali il prestatore di cure è impossibilitato ad assistere il proprio familiare”.

Se chi assiste un familiare anziano o un disabile ha più incentivi ed è tutelato dal punto di vista lavorativo, contributivo ed economico, è più propenso a poter dare una mano, rendendo così la vita dell’assistito migliore sotto ogni punto di vista. È fondamentale che lo Stato sostenga queste persone garantendo un alto tenore di vita e un’assistenza a 360 gradi anche a chi purtroppo non dispone economicamente di un fondo per poter assicurare visite mediche, medicinali e assistenza.

 

 

giochi e intrattenimento per gli anziani

Attività ludiche dedicate all’intrattenimento degli anziani

Le persone anziane hanno bisogno di tante attenzioni e un costante lavoro di socializzazione. È fondamentale non farli sentire inutili e abbandonati a loro stessi. Non pochi sono i casi in cui le persone in età avanzata cadono in un profondo stato depressivo, situazione che può intaccare seriamente la salute prima psichica e poi fisica del soggetto.

Con il passare degli anni è inevitabile incorrere nella vecchiaia. Arrivano i primi acciacchi, il fisico non regge più gli sforzi come prima e si ha bisogno di una vita calma ma al tempo stesso ricca d’impegni. Quando si passa dal lavorare tutti i giorni, prendersi cura della famiglia e dei figli a non dover più andare a lavoro e non c’è più la necessità di dover seguire lo stesso ritmo frenetico di quando si era giovani, può capitare di vivere il cambiamento nel modo sbagliato.

Per combattere questo problema si può ricorrere alle attività ludiche. Stimolare il loro interesse e coinvolgere l’anziano dal punto di vista sociale è il corretto modo per vivere la senilità piacevolmente.

Quanto è importante l’intrattenimento in età senile?

Sentirsi al passo con la società è fondamentale per gli anziani, in questo modo non ci si sente esclusi e quindi inutili. Le attività ricreative sia fuori che dentro casa possono realmente fare la differenza. Ne sono un esempio le serate di ballo con musica classica come valzer e mazurca, in cui si socializza intraprendendo un rapporto umano che spesso si perde quando si va avanti con l’età. Questo tipo di attività ludica inoltre valorizza le energie fisiche e mentali che spesso sono ignorante.

Tali attività, semplici o complesse che siano, mirano alla realizzazione di un dialogo e un coinvolgimento con le persone, mettendo da parte per un momento gli acciacchi fisici e l’ansia di non essere più all’altezza di determinate situazioni.

L’insieme delle attività hanno come obiettivo quello di stimolare la memoria e il fisico spesso messi a dura prova.

Quali sono le attività più utili per gli anziani

Il ballo è sicuramente una delle attività più belle e piacevoli, ma per chi non ha la possibilità di uscire di casa o di non avere nelle vicinanze associazioni che organizzano serate di questo genere, si può creare un programma ludico anche tra le mura domestiche.

Attività ludiche per anziani

La scelta dei giochi da proporre può sembrare facile ma non è così. È fondamentale che l’anziano si senta coinvolta nell’attività, evitando giochi che potrebbero demotivalo o affaticarlo. Gli obiettivi di queste attività sono:

  • Socializzare;
  • Valorizzare;
  • Svagare.

I giochi che attivano il ricordo sono perfetti, poiché la perdita di memoria è uno dei problemi che affligge maggiormente le persone in età senile. I puzzle, la dama o gli scacchi, i memory, la battaglia navale, i giochi di carte o anche il karaoke sono ottimi. In questo modo si allena la memoria e si rallenta il processo d’invecchiamento. Ovviamente è fondamentale ad esempio nel caso del karaoke scegliere brani  conosciuti e che rispecchiano i gusti della persona.

I lavoretti manuali accendono la fantasia e stimolano l’area della creatività. Inoltre lavorare con le mani aiuta a vincere la pigrizia. Colorare con gli acquarelli o le tempere mette di buon umore, infatti è scientificamente provato che quest’attività combatte la tristezza e la depressione. Solitamente è un passatempo preferito dalle signore, cui si può proporre anche il ricamo.

Attività ludiche per anziani in compagnia

Il miglior modo per favorire la socializzazione sono le attività ricreative di gruppo. Tantissime sono le associazioni che propongono non solo serate di danza, ma anche sedute di yoga per stimolare i muscoli e le articolazioni, oppure serate a tema in cui gustare menù gastronomici.

quali attività per gli anziani

In una bella giornata primaverile o autunnale non c’è niente di meglio di una passeggiata al parco, magari in compagnia di Fido o di un parente.

Come evitare che l’attività diventi sconfortante

Può capitare, specialmente agli inizi di questa “terapia”, che il soggetto si senta frustato perché non riesce a portare a termine il compito o è stanco. È fondamentale quindi prestare attenzione a come si propone l’attività. Non bisogna enfatizzare il risultato, ma il divertimento e il piacere che si crea dallo svolgere quell’azione. Il gioco va semplificato, ma senza mettere la persona in disparte sostituendosi a lui/lei. Evitate di far durare l’attività per più di venti minuti, inoltre ai primi segni di affaticamento bisogna subito interrompere ciò che si sta facendo.

 

anziani e animali domestici

Anziani e animali domestici: come i pets riescono a migliorare la senilità

Sempre maggiori sono le realtà di vita quotidiane in cui gli anziani vivono soli a casa senza una persona che tutti i giorni si prende cura della loro salute e delle necessità. Purtroppo non tutti hanno la fortuna di vivere vicino alla propria famiglia o di poter essere accuditi presso una casa di riposto. Spesso però le persone anziane vivono con il proprio cane o gatto che con il passare degli anni diventa un vero e proprio compagno. Ma per una persona in età senile che ha già le sue problematiche, prendersi cura dell’animale domestico non è controindicato nei confronti delle proprie necessità e della salute? Scopriamo insieme cosa dice la scienza in merito a ciò!

I benefici che apporta l’animale domestico all’anziano

Secondo alcuni studi effettuati proprio sull’influenza che ha l’accudimento di un animale domestico da parte degli anziani, si è verificato che ci sono dei benefici riguardo la salute fisica della persona e un rallentamento del declino cognitivo che avviene inevitabilmente con il passare degli anni. Un cane o un gatto in casa possono veramente fare la differenza nella situazione di solitudine che spesso vivono le persone più anziane. L’animale domestico, infatti, anche se non dotato di parola, arreca compagnia e conforto nelle persone sole che passano la maggior parte delle giornate in casa. Inoltre, avere un impegno fisso nei confronti dell’animale, permette di mantenere il cervello attivo al fine di ricordare cosa c’è da fare, come ad esempio dar da mangiare all’animale, pulirlo, comprargli il cibo e portarlo a spasso.

Un animale domestico consente di tenere attive diverse funzioni celebrali che con gli anni tendono a diminuire e ed abbassarsi sotto la soglia media quali:

  • Abilità di attenzioni;
  • Funzioni esecutive come programmare e portare a termine un compito;
  • Memoria verbale nel ricordare i nomi o gli oggetti da utilizzare;
  • Memoria prospettica ovvero ricordarsi cosa fare nel futuro;
  • Gestione delle emozioni.

anziani e pets

La pet therapy, così come viene definita in gergo tecnico, permette anche di abbattere un altro problema che affligge le persone anziane, il senso d’inutilità. Dopo aver passato la vita a lavorare, prendersi cura della famiglia e della casa, quando in pensione, con figli cresciuti e andati via, le persone avvertono un senso d’inutilità che sfocia in alcuni casi in episodi depressivi. Un animale domestico aiuta a combattere questa sensazione grazie al senso di responsabilità che si prova nei suoi confronti.

 

Un cane ben addestrato è spesso la soluzione migliore anche quando le persone anziane cominciano ad avere problemi di salute che lo invalidano nei confronti di alcune attività quotidiane. Non parliamo di casi gravi, come persone disabili su sedia a rotelle o cieche, ma di quei piccoli acciacchi che con il passare degli anni sono inevitabili.

Quali animali scegliere per la convivenza con gli anziani?

Una volta certi che gli animali domestici apportano benefici sia fisici che mentali per la salute delle persone anziane, è fondamentale scegliere con criterio l’animale che sarà il compagno di vita. Tale discorso ovviamente fa riferimento a chi con il passare degli anni decide di adottare un animale e non per chi già lo possiede.

In linea generale in Italia si contano sessanta milioni di pets come membri di tantissime famiglie, dividendosi in circa sette milioni di cani e sette milioni e mezzo di gatti. Non è importante per la persona anziana la scelta tra cane o gatto, ma è fondamentale considerare l’età dell’animale, così da riuscire ad incastrare alla perfezione i bisogni di entrambi.

pet therapy

Optare per un cucciolo o un cane giovane che ha bisogno di fare molta attività fisica o di tante attenzioni non è un bene. Meglio preferire un animale già adulto, magari adottando uno dei tanti cani/gatti presenti nei canili. In questo modo non solo si salva una vita, ma si dona all’anziano un amico, un punto fermo nella vita di tutti i giorni che sarà sempre lì a sostenerlo emotivamente e anche fisicamente se ben addestrato.

Altro fattore che bisogna considerare è la salute dell’animale. È vero che i pets portano gioia e benefici, ma attenzione alle condizioni fisiche. Secondo uno studio pubblicato su Veterinary prendersi cura dell’animale malato causa lo stesso stress e preoccupazione di avere a che fare con un componente della famiglia degente. Quindi sì ad un cane/gatto adulto, purché sia in buoni condizioni di salute.

 

 

film_sulla_disabilita

Ecco 10 film per spiegare e comprendere la Disabilità

La disabilità a scuola è un tema molto importante, che dovrebbe essere trattato sin dalle prime classi della scuola primaria.

Senza dubbio, tantissimi docenti, sia curriculari che di sostegno, prendono iniziativa di tanto in tanto, cercando di spiegare la disabilità ai bambini, in modo che possano affrontarla coscientemente nella vita, senza pregiudizi e con molta sensibilità.

Per sensibilizzare gli studenti, sia alle elementari che nei gradi successivi, gli strumenti non mancano, specie in quelle classi dove non vi sono alunni diversamente abili e quindi gli studenti non hanno molta familiarità con il tema.

Fra questi strumenti, senza dubbio il cinema può diventare un grande alleato.

 

Ad esempio, il sito Didattica Persuasiva suggerisce 10 film per spiegare agli alunni la disabilità:

1) La Teoria del tutto di James Mar

 

2) Iosono Mateusz di Maciej Pieprzyca

 

3) Stelle sulla terra di Aamir Khan

 

4) Quasi amici di Olivier Nakache e Éric Toledano

 

5) Il discorso del re di Tom Hooper

 

6) Mi chiamo Sam di Jessie Nelson

 

7) Adam di Max Mayer

 

8) Il mio piede sinistro di Jim Sheridan

 

9) L’ottavo giorno di Jaco Van Dormael

 

10) Forrest Gump di Robert Zemeckis

 

E voi? Li avete visti tutti questi splendidi film? Quali aggiungereste alla nostra lista?

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Torinese l’invenzione che permette ai disabili di vedere delle opere d’arte

E’ Made in Italy Espositore for All, il primo espositore al mondo destinato a rivoluzionare la fruizione museale per tutte le persone che vivono la disabilità. A metterlo a punto la startup torinese New Planet 3D che ha realizzato il prototipo, in mostra alla Reggia di Venaria fino al 31 Dicembre 2017, ed è già pronta a commercializzare il primo modello.

Approccio tattile guidato, descrizioni in 9 lingue e filmati in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e Segni Internazionali, azzeramento di tutte le barriere, monitor, scrittura adattata con caratteri ad alta leggibilità.

Espositore For All è progettato da New Planet 3D per rendere fruibile qualsiasi opera d’arte o
reperto storico anche alle persone con disabilità visiva, uditiva, motoria e cognitiva. Debutta alla
Reggia di Venaria con una riproduzione del Busto di Diana, vero e proprio simbolo della dimora Sabauda.

Il superamento delle barriere architettoniche, cognitive e sensoriali rappresenta una delle sfide più importanti per la cultura del nuovo millennio. L’accessibilità fisica, sensoriale e culturale sono requisiti imprescindibili per rendere pienamente fruibili a tutti i luoghi della cultura ed Espositore For All rappresenta uno strumento innovativo per il superamento delle barriere.

La start up è partita dall’esperienza maturata da Dario Suppa e dal suo team nel campo della stampa 3D per progettare uno strumento innovativo al servizio della disabilità.
“La fase di creazione è stata lunga – spiega Dario Suppa di New Planet 3D– ed è stata possibile con la collaborazione di 6 associazioni e istituzioni (Unione Italiana dei Ciechi ed Ipovedenti, Istituto dei Sordi, CPD, Isitt, Torino+Cultura Accessibile e Tactile Vision Onlus) che si occupano di disabilità e di molte aziende del territorio”.

Grazie alla nuova tecnologia 3D è oggi possibile riprodurre perfettamente qualsiasi oggetto, permettendo di realizzare una copia identica, nelle dimensioni reali o in scala, senza esporre l’opera autentica ad usura o danni. Sfruttando questa tecnologia l’espositore è progettato per rendere fruibile qualsiasi opera d’arte anche alle persone con disabilità visiva, uditiva, motoria e cognitiva.

Si tratta di una struttura agile e di semplice montaggio costituita da un ripiano sul quale viene posto l’oggetto riprodotto, da un sistema audio unidirezionale (per dare modo alle persone con disabilità visiva di ascoltare la descrizione ed i contenuti inerenti l’oggetto che stanno toccando senza disturbare gli altri visitatori), da un sistema video (che consente di trasmettere i contenuti alle persone con disabilita uditiva e cognitiva, grazie a filmati LIS, ai sottotitoli in scrittura adattata con font ad alta leggibilità e volendo con filmati d’animazione opportunamente realizzati).

L’esperienza tattile è emotivamente più coinvolgente per tutti i visitatori, l’espositore e accessibile anche alle persone con disabilità motoria ed ai bambini durante le visite didattiche.

 

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L’approccio con le differenti disabilita’

  • Disabilità visiva. L’approccio tattile è guidato da un commento vocale unidirezionale per non disturbare gli altri visitatori. Inserimento dei contenuti tradotti fino a 9 lingue
  • Disabilità uditiva. Descrizione del reperto o manufatto artistico avviene tramite filmati in LIS.
    Opzione: Segni Internazionali
  • Disabilità motoria. Il design della struttura consente di posizionarsi al desk ottenendo la massima fruizione del reperto
  • Disabilità cognitiva. È garantita dalla traduzione in scrittura adattata con caratteri ad alta leggibilità che viene visualizzata sul monitor.
  • Didattica e ricerca. L’esperienza tattile è la più emotiva e coinvolgente per i giovani studenti in visita didattica. La possibilità di analizzare nei minimi particolari i reperti e di scaricare, grazie ad un QR Code, tutti i contenuti disponibili, agevola indubbiamente il lavoro degli educatori. Tramite lo stesso QR Code è possibile scaricare i file voce e i video in LIS.

 

Espositore For All è un progetto di inclusione sociale ed avendo rispettato le disposizioni Onu in materia di accessibilità universale può fregiarsi del logo per l’accessibilità universale dell’Onu, secondo il protocollo sui Diritti delle Persone con Disabilità che riconosce alle persone con disabilità il diritto a prendere parte con gli altri alla vita culturale.

Espositore For All, sarà prodotto nel capoluogo piemontese e messo in vendita dal 2018 in tutto il mondo, a partire da Europa e Stati Uniti, con l´obiettivo di rappresentare uno strumento per la fruizione delle opere d’arte alle persone con diverse tipologie di disabilità.

“L’arte – dichiara Dario Suppa – in tutte le sue manifestazioni è un linguaggio e quindi una forma di comunicazione. Come atto comunicativo deve essere accessibile e fruibile da tutti. L’accessibilità di un museo e di qualsiasi luogo di cultura non si misura solo dall’assenza delle barriere architettoniche o sensoriali”.

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Nomine docenti e assistenti disabili, in arrivo la circolare del Miur

Inizia il nuovo anno scolastico e crescono puntualmente le preoccupazioni e le lamentele sul mondo della scuola Italiana. Anche e soprattutto da parte delle famiglie degli alunni disabili.

Come sostenunuto in un comunicato stampa dalla FISH (Federazione Italiana Associazioni dei Disabili), per gli alunni disabili spesso l’effettiva e piena partecipazione alle attività scolastiche non inizia a Settembre: la nomina degli insegnanti di sostegno avviene mesi dopo, l’assistenza educativa non viene attivata da subito, il trasporto non sempre è garantito dal primo giorno.

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L’incontro col ministro dell’istruzione

“FISH ha chiesto un incontro al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che lo ha rapidamente concesso. La scuola deve iniziare a Settembre per tutti”: così Vincenzo Falabella, presidente della Federazione, anticipa i contenuti dell’incontro al Miur in cui sono stati richiesti impegni e rassicurazioni.

“Il ministro ci ha innanzitutto informato dell’imminente emanazione di una specifica circolare a tutti i dirigenti scolastici che mira a contenere il rischio di ritardi nelle nomine e all’attivazione dell’assistenza alla comunicazione e all’autonomia, proprio per garantire la piena e immediata inclusione degli alunni con disabilità.

La circolare preciserà anche le indicazioni del recente decreto legislativo 66/2017 sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, che entrano in vigore dall’anno 2019″.

Delle rassicurazioni, continua Falabella, sono arrivate anche sul fronte del trasporto scolastico: Su questi servizi sarà cura del Ministero richiamare i più recenti specifici stanziamenti mirati proprio alla loro garanzia.

Sono state formulate anche garanzie circa il rispetto del numero di studenti (massimo 22) nelle classi in cui sia presente un alunno con disabilità grave, contenendo così il fenomeno delle cosiddette classi pollaio.

 

LIFE confida nell’impegno che il Governo, e nello specifico il ministro Fedeli, indirizzera’ verso il mondo della disabilita’, tema ancor piu’ delicato nell’ambito scolastico.

Vi terremo informati come di consueto su futuri sviluppi sul tema disabilita’ e scuola.