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Bambini disabili: inclusione nei campi estivi

Con la fine della scuola per i genitori e i ragazzi arriva il momento in cui bisogna programmare l’estate così da poter trascorrere il tempo libero al meglio. In tutta Italia si attivano al termine delle attività didattiche i campi estivi. Questi ritrovi, spesso organizzati anche dalle chiese (oratorio), sono il miglior modo per permettere ai bambini di divertirsi e trascorrere del tempo lontano dalla tv e dalle consolle. I campi estivi sono però spesso oggetto di discussione quando si parla di bambini disabili e della loro partecipazione. I genitori dei piccoli che hanno difficoltà sia fisiche che emotive si preoccupano particolarmente di fare la scelta più adatta alle esigenze dei figli.

La realtà dei campi estivi

Sembrerà strano, ma secondo l’inchiesta effettuata da SuperAbile Inail emerge che le esperienze effettuate nei centri estivi organizzati dalle parrocchie sono molto positive, mentre per le attività comunali mancano spesso attrezzature e personale qualificato. Questa differenza è anche dovuta ai costi. Mentre per le attività comunali il prezzo è più accessibile, per le attività svolte da parrocchie o privati il costo è più alto e spesso non accessibile a tutti, in particolare a quelle famiglie che già affrontano molte spese mediche. Mediamente il costo per una settimana in un campo estivo comunale è di 80 euro, ma il prezzo varia da comune a comune. I centri diurni specializzati hanno un costo maggiore, circa 150 euro a settimana. Tale proposta è pensata per i ragazzi con più di 18 anni che presentano disabilità.

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Informarsi è il passo fondamentale

La prima cosa da fare quando si decide d’iscrivere il bambino disabile al campo estivo è informarsi sulle diverse possibilità. La scelta tra realtà parrocchiali o comunali fa la differenza. Solitamente la prima soluzione è quella meno impegnativa, non prevede il servizio mensa mentre la seconda opzione sì. Alcuni centri sono poi pensati per raggiungere particolari obiettivi e offrire sostegno e ospitalità ai bambini con disabilità. A secondo delle necessità del ragazzo è bene informarsi se sono presenti le attrezzature necessarie, il personale qualificato e il giusto programma.

Per alcuni campi è possibile informarsi direttamente presso il responsabile, che potrà rassicurare il genitore e mostrare l’offerta formativa, così da capire se il campo può o non può soddisfare le esigenze del ragazzo. Quando si parla di disabilità lievi, solitamente il bambino è quasi sempre accolto. La scelta della sistemazione adeguata diventa più difficile quando si parla di disabilità gravi, che costringono il bambino alla sedia a rotelle in condizioni di non potersi muovere oppure si parla di bambini autistici.

Organizzazione e programma

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È importante prima di decidere d’iscrivere il proprio figlio in un campo estivo comunale o parrocchiale guardare insieme al responsabile il programma. Ovviamente bisogna assicurarsi che il bambino possa seguire tutte le attività proposte, così da non sentirsi escluso mentre gli altri ragazzi giocano. In caso di disabilità gravi si può far presente agli animatori o al personale quali attività il ragazzo svolge con piacere, così da poterlo mettere a proprio agio e trascorrere una piacevole giornata.

L’opportunità di disporre della mensa è un gran vantaggio, in particolare quando i genitori lavorano tutto il giorno e non hanno la possibilità di prendere il figlio al campo, farlo mangiare a casa e riaccompagnarlo. In tal caso è importante far presente delle eventuali necessità alimentari del ragazzo. Anche il pranzo a sacco è un’ottima soluzione che molti campi estivi attuano per permettere il proseguimento delle attività anche il pomeriggio senza alcuna interruzione.

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