badante si o no

Badante si o no? Come scegliere un buon assistente familiare

In Italia si contano più di due milioni di anziani che hanno bisogno di assistenza familiare. In questo settore vige l’irregolarità, secondo alcune ricerche circa il 50% delle badanti lavora in nero. Tale condizione crea scompiglio, incertezze e non solo non vengono tutelati i diritti delle lavoratrici o dei lavorati, ma anche quelli delle famiglie che decidono di affidare ad un assistente domestico la cura del proprio caro. Scegliere una brava badante è sicuramente difficile, ma ci sono una serie di regole da seguire che ti permetteranno di selezionare il miglior candidato, scartando possibile personale poco professionale o inadatto.

Valuta le tue esigenze

Sapere quali sono le esigenze dalla persona accudita è il miglior modo per cominciare la ricerca, in questo modo saprai bene cosa proporre alla badante, dagli orari di lavoro alle mansioni che dovrà ricoprire. Generalmente tutti gli anziani hanno bisogno di compagnia o assistenza, di giorno così come di notte.

A secondo dell’autosufficienza del soggetto puoi avere bisogno di:

  • Dama da compagnia: è quella figura che si occuperà di passare qualche ora, di mattina o di pomeriggio con l’anziano. In questo tempo si parlerà, si guarderà la tv oppure si faranno attività ludiche. In tal caso il soggetto non ha bisogno di esperienza, ma solo di attitudine alla relazione con la persona;
  • Assistente alla persona B superior: si occuperà di aiutare l’accudito nel fare la spesa o le altre commissioni, assistere nei lavori domestici, nella pulizia della casa e nella preparazione dei pasti. Il lavoratore in tal caso dovrà dimostrare un’esperienza minima, al disotto dei 12 mesi.

assistente familiare anziani

Per i soggetti non autosufficienti invece avremo:

  • Assistenza alla persona C superior: questa figura si occuperà di assistere il soggetto autonomamente seguendo le direttive dell’anziano in campo d’igiene personale, gestione della pulizia della casa e del mangiare. Il candidato ideale avrà un’esperienza maggiore ai 12 mesi;
  • Assistente alla persona D superior: il soggetto lavorerà in autonomia seguendo le sue direttive in modo efficace ed efficiente. Il lavoratore dovrà possedere diploma o certificato di formazione che lo rende completamente indipendente nel prendere le decisioni a secondo della specifica situazione.

Il colloquio: la prima fase

Il primo passo verso la scelta di un bravo assistenze familiare è il colloquio. Questa fase preliminare ti consentirà di verificare i requisiti del candidato e capirne disponibilità, professionalità e compatibilità con il lavoro offerto. Visto il gran numero di badanti straniere che si propongono per questo genere di lavoro, la prima domanda da fare è chiedere se si è in regola con i documenti necessari (carta d’identità e permesso di soggiorno). Al secondo punto della lista troviamo la lingua italiana. È fondamentale che l’anziano e la badante possano comunicare facilmente. La terza domanda fa riferimento agli anni di esperienza e alle referenze. Assumere personale con esperienza alle spalle vorrà dire fare affidamento su chi già sa come gestire in totale autonomia le situazioni che si vengono a creare nel quotidiano. Testare le competenze e la professionalità è importantissimo, in particolare quando si tratta di anziani non autosufficienti o allettati. Per farlo basta porre la semplice domande: “cosa farebbe nel caso in cui…?”. In fine è importante sapere se il candidato è disponibile ad occuparsi oltre dell’assistenza all’anziano, anche ad aiutare nelle piccole commissioni, alla pulizia della casa e alla preparazione dei pasti per l’assistito.

Selezione: la seconda fase

Analizzato il candidato è il momento di effettuare la scrematura. Vanno scartati tutti i possibili lavorati che non rispondono ai requisiti sopra citati ovvero non sono in regola con i documenti, non parlano l’italiano o non lo parlano bene, non hanno esperienze pregressa o non sono disponibili per le richieste effettuate circa le tue esigenze. Inoltre bisogna evitare tutti quei assistenti familiari che non lavorano con passione e badano solo all’interesse economico. Questo tipo di lavoro richiedere dedizione, rispetto verso gli anziani, amore e anche passione. È facile accorgersi se mancano tali qualità. Durante il colloquio il candidato dovrebbe interagire alle tue domande esponendoti le situazioni avvenute, i casi che ha trattato e quali sono stati gli aspetti negativi e i positivi.

come scegliere la badante

Cosa fare quando l’anziano non vuole o non piace l’assistente familiare?

Una delle domande più frequenti da parte dei familiari è: “a mio padre/mia padre non piace la badante che ho scelto, cosa faccio?” oppure “mio nonno si rifiuta di essere seguito da un assistente familiare, cosa posso fare?”. Riferendoci alla prima domanda, la prima cosa da fare è capire da dove nasce l’incompatibilità, se è un problema caratteriale oppure ci sono problematiche riguardo al modo in cui la badante tratta l’anziano. La prima cosa da fare nel caso di problemi caratteriali è parlare con l’assistente e spiegare cosa vorrebbe l’assistito. Ci vuole un po’ di tempo affinché due persone sconosciute vadano d’accordo. Se passati i primi mesi le cose non vanno bene allora sarà necessario scegliere un soggetto più compatibile caratterialmente. Se invece l’anziano manifesta ostilità dal punto di vista del trattamento errato che viene effettuato, bisogna sempre spiegare all’assistente come dovrebbe comportarsi e cercare di visionare la situazione per un po’ di tempo, così da accertarsi che le cose vengano fatte come richiesto. Chiedere costanti pareri all’assistito e osservare come si comporta la badante durante le ore di lavoro è fondamentale per accertarsi che tutto vada bene.

 

 

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