assunzioni disabili 2018

Assunzioni disabili 2018: la normativa che tutela la categoria

Così come previsto dal Jobs Act, dal primo gennaio di quest’anno sono entrate in vigore le nuove norme che stabiliscono e curano l’assunzione dei disabili. Dal 2018 un po’ di cose sono cambiate, si è passati dalla norma transitoria che consentiva alle aziende una certa flessibilità nelle assunzioni, ad un sistema più rigido, in cui nessuno può essere esonerato. Tutti infatti dovranno adeguarsi alle novità, pena pesanti multe per le aziende.

Cosa dice la norma?

Secondo la nuova normativa, tutte le aziende che hanno più di 14 dipendenti sono obbligate ad assumere dei lavoratori disabili, così da non escludere questa categoria dal mercato del lavoro. L’obbligo è scattato dal 1° gennaio 2018. Prima con la fase transitoria l’azienda aveva la possibilità di assumere 15 dipendenti e posticipare l’assunzione obbligatoria del disabile. Ora invece le cose sono cambiate, nel momento in cui l’azienda raggiunge la quota di 15 dipendenti deve subito scattare l’assunzione di un soggetto invalido. Se ciò non accadesse vi è una multa di 153,20€ per ogni giorno trascorso dall’assunzione del 15esimo lavoratore a quello dell’assunzione del disabile.

Sono esonerate sono le aziende con un tasso INAIL superiore al 60 per mille. In tal caso questi possono decidere di esonerarsi dall’obbligo di assumere un lavoratore disabile pagando una quota di 30,64€ al giorno per ciascun lavoratore non assunto.

I soggetti disabili che possono beneficiare di questa normativa

La nuova legge in merito alle assunzioni di questa categoria protetta del mercato del lavoro, fa si che rientrino in questa categoria:

  • I soggetti con un’invalidità compresa tra il 46% e il 100%;
  • Gli invalidi del lavoro con una percentuale del 33%;
  • Invalidi di servizio;
  • Invalidi di guerra e civili di guerra;
  • Soggetti non vedenti o sordomuti;
  • Categorie protette.

cambiamento normativa assunzione disabili

Rientrano nelle categorie protette tanti soggetti come i profughi italiani, orfani e vedove di padri/mariti deceduti a causa del lavoro, figli o coniugi di soggetti invalidi dichiarati incollocabili, invalidi per servizio o di guerra con pensione che rientra nella prima categoria, vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Quanti lavoratori disabili per azienda?

Il numero di lavoratori disabili da assumere per ogni azienda dipende da quanti sono i dipendenti assunti. Aziende con un numero di dipendenti che vanno da 15 a 35 devono assumere solo 1 soggetto disabile, da 36 a 50 dipendenti 2 soggetti disabili e aziende con più di 50 dipendenti devono riservare il 7% dei posti disponibili a persone disabili e l’1% alle famiglie degli invalidi e dei profughi rimpatriati.

L’obbligo va assolto tramite una richiesta nominativa, indirizzata ai servizi disabili del luogo fisico in cui si trova l’azienda. Affinché la legge venga rispettata, è compito dell’ispettorato territoriale del Lavoro a vigilare sulle assunzioni.

Garantire un luogo di lavoro adatto ai disabili

La legislazione, oltre a tutelare i datori di lavoro con rimborsi e incentivi, tutela anche i lavoratori disabili, mettendoli in condizioni di poter lavorare in ambienti adatti. Ad esempio nel caso in cui il lavoratore assunto facesse parte della categoria “disabile da lavoro”, l’Inali può intervenire con misure di sostegno al fine di garantire al lavoratore la parità dei diritti. Lo fa rimborsando le aziende che effettueranno degli interventi strutturali al fine di abbattere le barriere architettoniche nel luogo di lavoro, per un costo massimo di spesa rimborsabile pari a 95mila euro. Ma non solo! Il rimborso è previsto anche per l’adeguamento e l’adattamento delle postazioni di lavoro e per la formazione, rimborsando rispettivamente 40 mila e 15 mila euro.

normativa assunzione disabili

Le aziende che non si adegueranno all’entrata in vigore della legge, pagheranno sanzioni molto salate. Mentre prima vi era una tempistica di 12 mesi per poter regolarizzare la posizione di un dipendente con disabilità, oggi non è più così. Il termine massimo è il 1 marzo 2018, 60 giorni dall’entrata in vigore dall’obbligo, quindi l’assunzione dovrà scattare dal 2 marzo.

La legislazione ha in questo modo messo il datore di lavoro davanti alla scelta di pagare di più per saldare la multa o assumere un dipendente disabile, accedendo così a tutti i sussidi e aiuti, pagando meno di quanto costerebbe saldare la multa.

 

 

 

 

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